ALZO ZERO 2012

 

Attacco a diplomatici israeliani tra false flag e obiettivi euroasiatici
 

di Federico Dal Cortivo

da :Europeanphoenix.net

 

In gergo si chiamano "false flag".

 

Quasi ad orologeria dopo gli omicidi mirati contro gli scienziati nucleari iraniani ad opera quasi sicuramente dei servizi israeliani, ecco che in diverse capitali da Tblisi a Nuova Delhi vengono presi di mira diplomatici dello Stato sionista.

 

In India una bomba piazzata su un Suv ha causato il ferimento della moglie del rappresentante del Ministero della Difesa e di altre tre persone,mentre contemporaneamente in Georgia ne veniva disinnescata un’altra, ma fonti israeliane parlano anche di altri presunti attentati in Tailandia, Argentina e Azerbaijan.

 

Ovviamente la cosa non poteva servire meglio alla causa di tutti quelli che pregustano da molto tempo una guerra contro l’Iran e i suoi alleati Hezboallah.

 

In Israele sono stati convocati subiti i capi dei vari servizi di intelligence e militari per valutare il da farsi, anche in vista di operazioni belliche di più ampio respiro,che non una semplice ritorsione per colpire i combattenti sciti libanesi.

 

Come riporta il quotidiano Haaretz, il ministro della Difesa Barak durante una visita a Singapore ha accusato esplicitamente l’Iran e i suoi alleati per un tentativo fallito in Tailandia dichiarando che "l’Iran e Hezbollah sono elementi di terrore implacabile e che costituiscono un pericolo per la stabilità nella Regione e per il mondo".

 

Dichiarazione che è in linea con tutte quelle che gli uomini di governo sionisti ogni giorno ci illuminano con le loro lezioni sul bene e sul male.

 

Certo la polizia di Bangkok sta indagando sull’esplosione che ha coinvolto un uomo mentre stava trasportando esplosivo, si presume fosse di origine iraniana, vedremo l’evolversi della situazione, ammesso che si voglia scoprire realmente l’identità del presunto attentatore, in ogni caso gli Stati Uniti questa volta vanno cauti nell’attribuire la colpa all’Iran, anche se la portavoce del Dipartimento di Stato Victoria Nuland fa osservare "come anche questo per noi al momento e solo un ipotetico gesto, ma fa parte di una trama tessuta da Teheran e gli Hezboallah".

 

É in atto oltre a una guerra a livello d’intelligence, un ‘altra mediatica contro la Repubblica Islamica dell’Iran con lo scopo di creare nella cosiddetta "opinione pubblica occidentale" la paura che Teheran stia accelerando i preparativi per una guerra nucleare non disdegnando neppure omicidi mirati di esponenti diplomatici israeliani, ricorrendo all’arma del terrorismo.

 

Una sapiente ricetta di guerra psicologica già vista in passato contro chi sbarra il passo agl interessi Usa-Israel.

 

Tutto questo però contrasta con la realtà dei fatti,è oramai assodato chi sta puntando su un escalation militare per innescare una guerra contro Teheran, ed è Israele, certo con la totale comprensione del presidente Obama.

 

Gli omicidi mirati contro gli scienziati nucleari iraniani sono da attribuire al Mossad, così come ha fatto chiaramente intendere l’Iran e se mai vi fossero stati dubbi,ecco che sulla rubrica Rock Center condotta da Brian Williams della NBC, si citano funzionari governativi statunitensi che parlano chiaramente di "gruppi terroristici formati da dissidenti iraniani, armati e addestrati da Israele e che l’Amministrazione Usa ne è consapevole,ma non fa nulla".

 

Questi dissidenti sono i "Mujahidin del popolo", conosciuto sotto varie sigle PMOI-MEK-MKO, noti anche come "esercito di liberazione dell’Iran" che per anni sono stati considerati dall’Unione Europea un organizzazione terroristica, così pure dagli Stati Uniti, e questo per aver partecipato in passato all’attacco all’ambasciata Usa a Teheran e condotto azioni contro obiettivi statunitensi.

 

Ora il loro nome riappare alla luce dei riflettori per gli inquietanti attentati avvenuti in Iran, vale la pensa di ricordare che nel 2009 erano stati riabilitati da Bruxelles che ne aveva disposto la cancellazione dalla lista nera delle organizzazioni terroristiche, è la prova provata che erano passati dalla parte dei "buoni" e potevano tornare utili in futuro, e così è stato.

 

Intanto sul fronte diplomatico il primo ministro israeliano Natanyahu, in visita a Cipro, non ha perso tempo e durante i colloqui con il presidente cipriota Demetris Christofias, come riporta sempre Haaretz del 16 febbraio, ha dichiarato che "l’Iran è il Paese più irresponsabile del mondo e che non rispetta le regole", rilevando ancora una volta che "le sanzioni internazionali non servono a nulla".

 

Per Natanyahu "gli Stati Uniti dovrebbero essere seriamente preoccupati perché l’lran ha progettato attentati in varie parti del mondo".

 

Se si prendessero per buone le parole degli esponenti del governo israeliano, il quadro politico del Vicino Oriente sarebbe già tracciato per il prossimo futuro e lo scenario è uno solo: una guerra d’aggressione contro la Repubblica Islamica con il coinvolgimento degli Stati Uniti e forse anche della Nato.

 

É questo d'altronde l’obiettivo che Israele persegue da anni, abbattere l’Iran considerato, l’avversario principale nella Regione, e un potenziale nemico nucleare che potrebbe mettere in discussione il primato d’Israele e le sue mire egemoniche.

 

Certo tutto questo è norma nella paranoica deformazione dei fatti che caratterizza da sempre i vertici dello Stato ebraico, che vede nemici anche dove non vi sono.

 

Non ci risulta che l’Iran abbia mai dichiarato guerra nella sua storia recente e meno che meno dall’avvento della Repubblica Islamica, basta leggere la Costituzione iraniana all’Articolo 152 che in modo esplicito dichiara che: "La politica estera della Repubblica Islamica si fonda sul rifiuto di tutte le forme di dominio o di oppressione e sull’insaturazione di rapporti reciprocamente amichevoli con gli Stati non aggressivi".

 

LA GEOPOLITICA

 

Ma dietro ci sono sempre gli Stati Uniti, non bisogna mai dimenticarlo, che vogliono assicurarsi i ricchi giacimenti petroliferi iraniani e quelli di gas naturale e per questo sono disposti a scatenare con il loro fedele alleato sionista anche una guerra nella Regione che però potrebbe loro sfuggire di mano e trasformarsi in conflitto mondiale.

 

In questi giorni anche la portaerei nucleare Lincoln ha attraversato lo stretto di Hormuz protetta da un incrociatore lanciamissili, con lo scopo di garantire la percorribilità di questa importante via d’acqua, in caso di guerra,mentre già si parla di countdown timeline verso l’Iran.

 

La Russia e la Cina hanno vasti interessi e sono legati all’Iran da numerosi accordi economici. Colpire Teheran sarebbe come colpire indirettamente Pechino e Mosca.

 

Washington seguendo le linee tracciate da Zbigniew Brzezinski mira al controllo dell’Eurasia e a stringere sempre di più il cerchio intorno alla Russia a partire dall’Europa dell’Est fino ad arrivare all’Afghanistan.

 

Come scrive l’ex Consigliere per la Sicurezza nel suo saggio "la Grande scacchiera": "L’Eurasia comprende anche la maggior parte degli Stati in grado di condurre una politica aggressiva e dinamica. Vi sono le sei economie più sviluppate e tutte le potenze nucleari dichiarate tranne una (Israele NdA), si trovano in Eurasia. I due Stati più popolosi sono euroasiatici e così tutti gli sfidanti economici".

 

Ecco che allora quello che sta avvenendo ci appare subito più chiaro e meno semplicistico di come vorrebbero presentarcelo i soliti media embedded occidentali, la contrapposizione va oltre il conflitto regionale Israele Iran, ma assume una valenza geopolitica ben precisa, dove il ruolo messianico delirante di dominio globale degli Stati Uniti emerge chiaramente, illuminante quanto espresso dalle parole del politologo di Harvard Samuel P. Huntington citato da Brzezinski: "Un mondo senza il primato degli Stati Uniti avrà più violenza e disordine e meno democrazia e crescita economica di un mondo in cui gli Stati Uniti continuassero a influire sugli affari internazionali con un peso maggiore di qualsiasi altro Paese. Una lunga supremazia internazionale degli Sati Uniti è fondamentale per il benessere degli americani e per il futuro della libertà, della democrazia, delle economie aperte e dell’ordine internazionale".

 

20/02/2012


pagina di alzo zero

alzo zero anno 2011

home page