ALZO ZERO 2012

 

É lei, presidente Napolitano, ad essere indegno

 

di Stefano Moracchi

 

Certo, chiederle di provare vergogna nel definire indegni gli italiani che evadono le tasse, con i suicidi giornalieri di coloro che, da veri italiani, sentono come disonore essere stati catapultati criminalmente ai margini della società, è come chiedere ad un vampiro di pentirsi per aver succhiato il sangue.

 

Per lei, invece, è cosa degna aver fatto il comunista con il cappuccio a stelle strisce sulla testa.

 

È grazie a questa coerenza e sottomissione che si sente autorizzato a criminalizzare gli italiani, visto e considerato che siete stati voi ad averli messi nella condizione che, voi stessi, considerate disonorevole?

 

A quale evasione, presidente Napolitano, lei si riferisce? A quella, per esempio, che costringe lo Stato fantoccio, che lei indegnamente rappresenta, ad acquistare titoli spazzatura dagli Usa? Oppure a quella ideologica della Fornero, prevedendo “uscite virtuose” dal lavoro stabile e, quindi, costringere a scegliere tra il pagare “onorevolmente” le tasse oppure provvedere al sostentamento della propria famiglia?

 

Lei ha uno strano concetto dell'onore presidente Napolitano se non sente come disdicevole far diventare prima senatore a vita e poi presidente del consiglio colui che ha contribuito a creare la cosiddetta “crisi” facendo il “tecnico” di società finanziarie di riciclaggio di titoli spazzatura per conto degli Usa.

 

Oppure, presidente, ritiene più degno far lavorare sua nipote alla Regione Puglia alle dirette dipendenze del presidente Vendola?

 

Sa bene che non a tutti gli italiani è concesso questo degno privilegio, e allora ci chiediamo, con quale faccia tosta si permette di gettare discredito sugli italiani?

 

È facile parlare genericamente di evasione, presidente, mentre è molto più complicato entrare nel merito della questione e circoscrivere il fenomeno.

 

Visto che lei conosce meglio di tutti noi chi gestisce criminalmente il fenomeno dell'immigrazione, il modo in cui vengono fatti entrare sull'ex nostro territorio (ormai colonia americana), e come sono costretti a vendere illegalmente merce prodotta criminalmente in diverse regioni d'Italia, ci dica come pensa di risolvere questo problema fuori dalla retorica presidenziale?

 

O forse lei si riferiva a quegli italiani che, per conto della criminalità d'oltreoceano, riciclano i soldi che provengono dalla droga afgana (grazie all'attacco criminale all'Afghanistan) attraverso i centri commerciali (vere e proprie lavanderie).

 

Oppure si riferisce alla criminalità cinese che, oltre ridurre i propri connazionali in schiavitù, si sta impadronendo di interi quartieri italiani con sistemi che un paese “degno”, presidente, non potrebbe accettare.

 

Adesso, presidente, si prepari pure il discorso che terrà “degnamente” in occasione del 25 aprile parlandoci di libertà e del debito di riconoscenza verso i nostri “salvatori, un debito che stiamo pagando con il sudore e il sangue, con la sottomissione e il disonore.

 

Cerchi, se le riesce, di commuoversi meno ed essere più sincero verso i suoi diretti referenti di oltreoceano.

 

Un popolo colonizzato, l'onore, presidente, lo conquista cacciando l'invasore, non facendogli l'inchino.

 

Fonte: attuazionista

 

19/04/2012


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