ALZO ZERO 2012

 

La mattanza sociale

 

di Davide Caluppi

 

Piccoli imprenditori, operai esasperati che in un millesimo di lucidità, semmai rimasta in quegli attimi, decidono di togliersi la vita.

 

Una piaga sociale che negli ultimi tempi sta prendendo sempre più, in modo allarmante, piede.

 

Un numero da tenere ben in mente: 26. Sono le persone sinora morte per lavoro, debiti, non riuscire a pagare stipendi ai propri operai. Martiri? In un certo senso, col massimo del rispetto per queste morti tragiche, sì martiri di come i nostri rappresentanti politici tutti, da decenni hanno portato il Bel Paese allo sfascio. E questa è pura realtà.

 

Di questa mattanza sociale qualche dato statistico da far rabbrividire: dal 2009 si registra un suicidio al giorno tra coloro che perdono il lavoro e, un suicidio tra gli imprenditori e lavoratori autonomi.

 

Sempre nel 2009 coloro che si sono tolti la vita sono stati un vero esercito: 357 disoccupati.

 

Nel 2010 si è arrivati addirittura a 362 suicidi, cinque in più rispetto al 2009.

 

Numeri che devono far riflettere.

 

Vite umane che hanno messo fine al loro calvario con l’atto più estremo: la vita.

 

Vite umane, un esercito nascosto, silenzioso che quotidianamente non sa più a chi santo rivolgersi.

 

Centinaia e centinaia di migliaia di famiglie ridotte al lastrico. Oltre due famiglie italiane vive sotto la soglia della povertà.

 

Italiani che fanno la fila agli istituti di carità per chiedere un pasto, per ritirare la busta e tirare alla giornata.

 

26 nostri fratelli che non ci sono più, il dato più crudo di queste parole messe insieme.

 

Ultimo un costruttore edile di 55 anni di Mamoiada, vicino Nuoro che si è sparato un colpo di pistola in testa. Come per gli altri episodi anche questo sarà stato simile.

 

Solo, lontano da tutto e tutti ed una lettera lasciata alla famiglia che spiegava i motivi dell’estremo gesto.

 

Le morti di questi nostri fratelli hanno un complice in comune: la solitudine.

 

Una triste compagna che in silenzio prende per la gola queste persone travolte in questo tragico momento che viviamo, dal fallimento dell’attività economica, dalla perdita del posto di lavoro.

 

Al come tirare avanti, le bollette, il mutuo da pagare con il nemico bancario pronto a bussare alla porta se si è insolventi a restituire i soldi.

 

Gli usurai complici insieme ai politici che hanno causato questo male.

 

Dicevo di questi martiri, di questi fratelli che non ci sono più.

 

Qualcuno di loro è stato prontamente salvato. Le cause di questi gesti sono molteplici, ognuna con una storia personale.

 

Riporto di seguito i loro nomi con la speranza che il loro estremo gesto non sia stato vano.

 

2012:

Dopo questo elenco, a ridosso del primo maggio: ancora esiste una festa dei lavoratori?

 

Il primo articolo della Costituzione dice: l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro.

 

Quale lavoro?

 

Intanto noi piangiamo questi martiri sì del lavoro e della crisi che ci strangola.

 

02/05/2012


pagina di alzo zero

alzo zero anno 2011

home page