ALZO ZERO 2012

 

Squilli di rivolta dalla Grecia: una nuova "Alba Dorata"

 

di Federico Dal Cortivo

 

Un vero terremoto politico è quello che si sta profilando in Grecia dopo i risultati che danno le opposizioni radicali di Alba Dorata d’ispirazione nazionalista e socialista 6,97% e del Partito Comunista 8,48% in forte ascesa.

Mentre in Italia si è ripetuto stancamente il solito rito farsesco delle elezioni amministrative che non muteranno certo nulla sullo scenario nazionale, il popolo greco non accetta le misure " lacrime e sangue" imposte dai poteri usurocratici del FMI e della BCE.

I due grandi partiti Nea Dimokratia e Pasok, che hanno ceduto la sovranità della nazione greca ai poteri finanziari, non sono in grado di formare alcun governo con i numeri di cui dispongono, ND 18,85% con una flessione del 14,6% rispetto al 2009 e Pasok 13,18%, con ben il 30,7% rispetto al 2009, dati inequivocabili che ne dimostrano il tracollo e che punisce la loro politica filo euro e anti nazionale.

Quello che sta avvenendo in Grecia ha già creato allarme nelle varie cancellerie europee atlantiche e certamente non farà dormire sonni tranquilli ai vari Draghi e Lagarde.

Già la maggior parte dei soliti media embedded gridano al pericolo neonazista per creare la solita cortina fumogena fatta ad arte per screditare il risultato elettorale, dove la parola nazista assume la ben nota valenza di male assoluto e quindi condannabile a priori, e sicuramente nei prossimi giorni sentiremo tutto il repertorio si sciocchezze infarcite di parole come xenofobia, populismo, voto di protesta, astensionismo, spettro di Weimar ecc.ecc.

Ciò che invece conta è il cambio di marcia dato dai greci alla protesta che vede premiate le opposizioni più radicali e quindi meno inclini ai compromessi con i poteri antinazionali, che hanno consegnato di fatto il popolo greco alle oligarchie internazionali e alle loro punte di diamante, Fondo Monetario Internazionale e Bce.

Alba Dorata ha un programma chiaro e risoluto su come intenderà nei prossimi mesi impostare la battaglia politica all’interno del Parlamento greco:

  1. Ricercare tutti i responsabili dello sperpero di denaro pubblico, loro rinvio a giudizio e confisca dei loro beni.

  2. Abolizione dei privilegi dei deputati e restrizione dei loro guadagni ed eliminazione del finanziamento statale ai partiti.

  3. Immediata nazionalizzazione delle banche che hanno ricevuto iniezioni di capitali sotto garanzia del debito pubblico greco e poi successiva fusione delle banche private in un'unica banca greca.

  4. Cancellazione del debito bancario delle famiglie greche con criteri sociali.

  5. Investimenti nel settore energetico al fine di rendere la Grecia autosufficiente (sono stati scoperti importanti giacimenti di petrolio e gas nel Mediterraneo Orientale intorno a Cipro) e nazionalizzazione di tutto il settore energetico.

  6. Espulsione di tutti gli immigrati illegali e messa in sicurezza dei confini nazionali con le forze armate se necessario.

Tra i punti sopra citati da sottolineare l’attacco alle banche, e in pratica a tutto il sistema liberista e speculativo che sta in questi mesi strangolando la Grecia e riducendo alla fame il suo popolo. L’attuale primo ministro uscente, Lucas Papademos, il Monti greco, è anche lui un uomo dei poteri bancari internazionali, economista, già governatore della Banca di Grecia, vice presidente della Banca centrale europea,ha lavorato presso la Federal Reserve di Boston e cosa di non poco conto è dal 1998 membro della Commissione Trilaterale.

Un curriculum di tutto rispetto per chi ha portato la Grecia al collasso sociale in nome dell’euro e del risanamento dei conti.

E intanto per il Citigroup Inc, la più grande azienda di servizi finanziari mondiale, adesso vi è il 75% delle probabilità che la Grecia esca dall’Euro.

 

europeanphoenix.net

 

13/05/2012


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