ALZO ZERO 2012

 

Il super club dagli stipendi d'oro - parte prima

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Il super club dagli stipendi d'oro - parte seconda

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di Davide Caluppi

 

Parte prima

 

In Italia ci sono almeno quindici super nababbi tra i dirigenti pubblici che hanno compensi che superano i 450 mila Euro all’anno. Poi ci sono tutte quelle voci ormai conosciute, cioè emolumenti extra, che rincarano ancor di più i sostanziosi stipendi.

Collezionisti di incarichi in aziende pubbliche e private, nomine di rilievo in amministrazioni di società di prestigio tra le più importanti, pensioni d’oro che certo non possono mancare. Mentre vediamo che l’italiano viene continuamente tartassato, il ceto medio della popolazione è in enorme difficoltà, il Paese è in recessione con ripresa zero.

Il super club se ne infischia. Nel 1992 c’erano 11 alti dirigenti statali, il loro stipendio superava di poco i 90 mila Euro annui attuali. Oggi invece quella cifra si è allargata a dismisura con mega direttori, manager strapagati dal cittadino contribuente.

Quindici di questi nababbi, come dicevamo, portano nelle loro tasche oltre 450 mila Euro. Hanno avuto un guadagno cinque volte superiore dei loro colleghi a venti anni fa. Mentre la ricchezza prodotta dal cittadino italiano è cresciuta del 10,5%.

Facciamo degli esempi pratici tanto per intenderci. Andrea Monorchio, Ragioniere dello Stato fino al 2002, sicuramente tra i più pagati. In quell’anno percepiva uno stipendio di 655 milioni di vecchie lire. Ma non è tutto, il buon Monorchio è tra i tanti titolari di incarichi statali che fruttano ottimi compensi: presidente del consiglio del Consap 210 mila Euro; membro del collegio sindacale di Fintecna 45 mila Euro; membro di Telespazio 94 mila Euro; membro di Fintecna immobiliare 61 mila Euro. Per un bel totale di 300 mila Euro circa.

Ma non è tutto, il buon Monorchio dopo aver lasciato la pubblica amministrazione è andato in pensione che gli frutta 17.892 Euro mensili.

Dicevamo dei tanti famosi extra che questi signori prendono, Monorchio come molti di loro ne fanno collezione. E lo scandalo di questi extra è che lo Stato nemmeno ne è a conoscenza. Sì sembra paradossale ma è così. Oggi con a disposizione le migliori le migliori tecnologie si è sprovvisti di una vera banca dati che tengano sotto controllo le retribuzioni pubbliche.

Soldi che arrivano da vari soggetti che non interagiscono tra loro. Sconcertante ma è la cruda realtà.

Alla faccia della tanto decantata trasparenza. Altro esempio di super nababbo e super collezionista di incarichi è Antonio Mastrapasqua, l’attuale presidente dell’Inps. Nelle sue tasche entra uno stipendio di 216.711 Euro all’anno. Ma vediamo il record degli incarichi impressionanti di Mastrapasqua, ben 32 come registrato dalla Camera di Commercio.

Nel 2010 incarico di vicepresidente di Equitalia: 465 mila Euro di stipendio annuo. Presidenza del collegio sindacale di Eur S.p.A.: 25 mila Euro. Collezione di poltrone d’oro a Telecom Italia, Autostrade S.p.A., Rete Autostrade Mediterranee, Quadrifoglio (comparto Fintecna).

Tra le ultime poltrone collezionate quella di Idea Fimit, società immobiliare e quella di Direttore Generale dell’Ospedale Israelitico.

Vogliamo continuare a dare una sbirciata agli stipendi dei nababbi della Casta S.p.A.? Bene. Roberto Alesse, attuale Garante degli scioperi nei servizi pubblici: 118.317 Euro. Poteva esimersi come i suoi colleghi dal collezionare poltrone? No.

Docente alla Scuola Superiore di Pubblica Amministrazione locale: 38.250 Euro nei dati fino all’anno 2009. Inoltre consigliere della presidenza del Consiglio: 163.355 di retribuzione annua.

C’è poi tutta quella galassia di paperoni pagati fuori ruolo nell’attività di docente. Gaetano Caputi, nominato di recente direttore generale della Consob, la commissione di controllo della Borsa, che guadagna 395 mila Euro annui. A questa cifra si sommano i 95.697 Euro di extra che riguarda la Commissione antiscioperi di cui fa parte lo stesso Roberto Alesse.

Gaetano Caputi era stato l’ex capo dell’ufficio legislativo del ministro Giulio Tremonti. Lo stesso Caputi figura come docente fuori ruolo alla Scuola Superiore dell’Economia e delle Finanze: 187.139 € di compenso.

La scuola appena menzionata negli anni passati ha rintuzzato altre tasche: Vincenzo Fortunato, capo di gabinetto del Ministero dell’Economia che ha percepito una somma incredibile di 536.906 €.

Una carrellata di stipendi, extra e voci varie che vanno a sbattere contro la dignità del cittadino italiano oppresso da tasse, dalla malefatte del sistema rappresentato da signori del potere, dalla Casta S.p.A., un potere autoreferenziale che obbedisce alla logica delle regole interne alla Casta.

Uno sguardo ai nostri pensionati d’oro. Coloro che della riforma Fornero, dell’esercito degli esodati non sanno nemmeno dove sia di casa.

  • Corrado Calabrò, presidente dell’Agcom e ex magistrato amministrativo. Percepisce dall’authority uno stipendio di 475.643 € 

  • Giuseppe Vegas, ex sottosegretario all’economia ed ex parlamentare PdL, percepisce una pensione di 20 mila Euro mensili.

  • Piero Barucci, ex ministro del Tesoro nel governo Amato, che percepisce 396.369 € come componente dell’Antitrust.

  • Giampaolo Di Paola, ex Ammiraglio, ora ministro della Difesa percepisce uno stipendio di 199.778 € annui e risulta pensionato.

  • Antonio Malaschini, ex segretario generale dello Stato percepisce l’ingente somma di 519 mila Euro annui.

Altro scandalo in questa jungla di sperpero di denaro pubblico, i 287.442 € all’anno di stipendio di uno stenografo nelle stanza del Parlamento.

Casta che guadagna più del Presidente della Repubblica con uno stipendio di 239 mila Euro all’anno.

Di seguito riportiamo nomi con cariche e stipendi che percepiscono i nababbi della Casta S.p.A.:

Nominativi e compensi di manager pubblici:

Nominativi e compensi delle Authority:

Componenti Energia e Gas:

Componenti Consob:

Componenti Agcom:

  • Enzo Savarese: 396.369 €

  • Nicola D’Angelo: 396.369 €

  • Michele Lauria: 396.369 €

  • Sebastiano Sortino: 396.369 €

  • Stefano Mannoni: 396.369 €

  • Roberto Napoli: 396.369 €

  • Gianluigi Magri: 396.369 €

  • Antonio Martusciello: 396.369 €

Componenti Antitrust:

  • Pietro Barucci: 396.369 €

  • Salvatore Rebecchini: 396.369 €

  • Carla Rabitti Bedogni: 396.369 €

  • Antonio Pilati: 396.369 €

 

Nominativi e compensi Sicurezza e Difesa:

  • Leonardo Galitelli: Comandante Generale Arma dei Carabinieri, 462.642 €

  • Franco Ionta: Capo Dipartimento Amministrazione Penitenziaria, 543.954 €

  • Cesare Patrone: Direttore Generale Corpo Forestale dello Stato, 362.422 €

  • Antonio Manganelli: Capo della Polizia, 621.253 €

Parte seconda

 

Come promesso continuiamo questa carrellata degli appartenenti al club esclusivo della Casta S.p.A. che siede nelle stanze dei bottoni d’oro. Evidenzieremo nel dettaglio anche il mondo d’orato dei super manager privati. Auto aziendali, jet a disposizioni, club esclusivi per citare qualche status symbol.

 

Nomi e compensi di manager di enti locali:

  • Gioacchino Gabbuti: Amministratore unico di Roma Patrimonio, 596.000 €

  • Carlo Tosti: Amministratore delegato di Atac Roma, 349.000 €

  • Federico Bortoli: Amministratore delegato di Roma Metropolitane, 379.000 €

  • Giuseppe Biesuz: Direttore generale di Ferrovie Nord, 334.000 €

  • Davide Corritore: City manager Milano, 210.000 €

  • Cesare Vaciago: City manager Torino, 304.372 €

  • Antonio Meola: Segretario generale del Comune di Firenze, 184.637 €

  • Giacomo Capuzzimati: Direttore generale del Comune di Bologna, 161.000 €

  • Nicola Colaianni: Coordinatore Avvocatura della Regione Puglia, 168.830 €

  • Roberto Zanon: Segretario generale Regione Veneto, 189.457 €

  • Sergio Pollicita: Capo di gabinetto del Comune di Palermo, 144.881 €

Nomi e compensi di manager di amministrazioni centrali:

  • Vincenzo Fortunato: Capo di gabinetto del Ministero dell’Economia, 536.906 €

  • Giampiero Massolo: Segretario Generale del Ministero degli Affari Esteri, 412.560 €

  • Franco Gabrielli: Capo Dipartimento della Protezione Civile, 364.196 €

  • Bruno Brattoli: Capo Dipartimento Giustizia Minorile, 293.029 €

  • Mario Canzio: Ragioniere Generale dello Stato, 562.331 €

  • Raffaele Ferrara: Direttore dei Monopoli dello Stato, 481.214 €

  • Attilio Befera: Direttore Agenzia delle Entrate, 304.000 €

  • Marco Di Capua: Vicario del Direttore Generale, 305.558 €

  • Giuseppe Serino: Capo Dipartimento del Ministero Politiche Agricole, 300.753 €

  • Gabriella Alemanno: Direttore Generale Agenzia del Territorio, 307.211 €

  • Giuseppe Ambrosio: Direttore Generale Ministero Sviluppo Economico, 297.500 €

  • Gen. Biagio Ambrate Abrate: Capo Stato Maggiore della Difesa, 482.019 €

  • Gen. Giuseppe Valotto: Capo Stato Maggiore dell’Esercito, 481.021 €

  • Giuseppe Procaccini: Capo di Gabinetto del Ministero degli Interni, 395.368 €

  • Gen. Giuseppe Bernardis: Capo Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, 460.052 €

  • Gen. Bruno Branciforte: Capo Stato Maggiore della Marina Militare, 481.006 €

  • Claudio De Bertolis: Segretario Generale della Difesa, 451.072 €

Corporate Jet. Terminologia anglosassone di cui faremmo a meno oggigiorno, che sta a significare la flottiglia dei jet delle grandi società che sono a disposizione dei loro super manager, presidenti, amministratori delegati.

Vizi da nababbi questi, uniti ai compensi milionari che ricevono.

Veri salotti viaggianti messi a loro disposizione per lavoro.

Un altro vantaggio quello di volare anche quando ci sono scioperi dei controllori di volo delle compagnie commerciali.

La lista dei benefit anche in questo caso è lunga.

Vediamone qualcuno.

Le famose tessere che permettono di accedere ad esclusivi club: dalle tribune vip degli stadi, al posto in esclusiva del Teatro la Scala, passando per i verdi campi da golf.

Molti di questi nababbi possiedono nei loro garage auto fiammanti aziendali.

Grandi aziende che pagano persino l’affitto.

Chi vola negli Stati Uniti durante l’anno per frequentare il classico corso di aggiornamento spesato.

Vizi che rientrano a pieno titolo nella retribuzione milionaria di questi nababbi dalle tasche d’oro.

Molti di loro ricordiamo che operano all’estero e rispondono poi come amministratore delegato di una società in Italia.

In questo caso i benefit aumentano a dismisura considerando le spese per l’affitto della casa, lo stipendio per l’autista personale o le spese scolastiche dei loro figli.

Come non tener conto delle laute cifre per quanto riguarda la buona uscita a fine carriera.

Tra le più alte ricordiamo quella di Pier Francesco Guargaglini, Presidente della Finmeccanica con 4 milioni di euro di buona uscita.

Oppure la cifra astronomica a Cesare Geronzi quando lasciò le Generali nel 2011 con ben 16,6 milioni di euro.

Nomi e compensi milionari dei super manager:

  • Sergio Balbinot: Amministratore delegato Generali, 3.500.000 €

  • Franco Baronio: Ex Amministratore delegato Banca Popolare di Verona, 4.600.000 €

  • Giuliano Andreani: Amministratore delegato Mediaset, 3.300.000 €

  • Adolfo Bizzocchi: Direttore Generale Credem, 3.300.000 €

  • Andrè-Michel Ballester: Amministratore delegato Sorin, 2.200.000 €

  • Valerio Battista: Amministratore delegato Prysmian, 2.400.000 €

  • Fausto Marchionni: Ex Amministratore delegato di Fonsai, 10.000.000 €

  • Alessandro Profumo: Ex Amministratore delegato Unicredit, 40.000.000 €

  • Marco Tronchetti Provera: Presidente Pirelli, 6.600.000 €

  • Roberto Vedovotto: Amministratore delegato Safilo, 3.800.000 €

  • Diego Della Valle: Presidente Tod’s, 3.000.000 €

  • Fulvio Conti: Amministratore delegato Enel, 4.900.000 €

  • Francesco Caltagirone: Presidente Cementir, 2.500.000 €

  • Lavio Cattaneo: Amministratore delegato Terna, 2.400.000 €

  • Claudio Calabi: Amministratore delegato Risanamento, 2.800.000 €

  • Luca Garavoglia: Presidente Campari, 3.400.000 €

  • Giorgio Angelo Girelli: Amministratore delegato Banca Generali, 4.900.000 €

  • Franco Moscetti: Amministratore delegato Amplifon, 2.600.000 €

  • Massimo Moratti: Amministratore delegato Saras, 2.500.000 €

  • Gian Marco Moratti: Presidente Saras, 2.500.000 €

  • Alberto Nagel: Amministratore delegato Mediobanca, 2.800.000 €

  • Renato Pagliaro: Presidente Mediobanca, 2.400.000 €

  • Pietro Franco Tali: Amministratore delegato Saipem, 4.200.000 €

  • Paolo Scaroni: Amministratore delegato Eni, 4.400.000 €

  • Giampiero Pesenti: Presidente Italcementi, 3.900.000 €

  • Giovanni Perissinotto: Amministratore delegato Group Ceo (Generali), 3.400.000 €

  • Pier Francesco Saviotti: Amministratore delegato Banco Popolare, 2.400.000 €

  • Francesco S. Vinci: Direttore Generale Mediobanca, 2.000.000 €

  • Gaetano Miccichè: Direttore Generale Intesa San Paolo, 2.300.000 €

  • Luca Cordero di Montezemolo: Presidente Ferrari, 5.500.000 €

  • Fedele Confalonieri: Presidente Mediaset, 3.700.000 €

  • Enrico Cavatorta: Consigliere Luxottica, 3.300.000 €

  • Carlo Bozotti: Presidente-Amministratore delegato St Microelectronics, 3.000.000 €

19/05/2012


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