ALZO ZERO 2012

 

Anche i lavoratori della Spa vittime della nuova Idra

 

Contro Equitalia scendono ora in campo gli Enti Locali

 

di Giuseppe Biamonte

 

Una lotta durissima di mesi e mesi, con manifestazioni, sit-in, blocchi e persino assalti di disperati, oramai fuori di testa, agli uffici del nuovo mostro partorito in laboratorio. Stiamo parlando di Equitalia, la società per azioni a totale partecipazione pubblica, che, come una qualsiasi spa nel ramo del recupero crediti, fa profitto, data la sua natura privatistica, sulla pelle dei contribuenti. Se a questo aggiungiamo i gesti estremi e inconsulti di suicidi di pensionati, disoccupati e piccoli imprenditori andati in rovina, molto spesso per errori della stessa società di riscossione, la tragedia è completa. Le proteste guidate dai vari comitati antiEquitalia (http://www.antiequitalia.org/) si stanno diffondendo a macchia d’olio, da nord a sud e da est ad ovest, con migliaia di denunce a tutte le procure d’Italia. Lo spiega Fabrizio Fadda, uno tra i più attivi organizzatori dei movimenti antiEquitalia: “Le associazioni antiusura, si stanno organizzando per adire a denuncia collettiva contro tutta la filiera, per l’ex art. 600 cp, ricorrendo gli elementi indicati: - Convenzione di Ginevra del 25 sett. 1926 (approvata in Italia con r.d. 26 aprile 1928, n.1723), - Convenzione supplementare firmata a Ginevra il 7 sett. 1956, sentenza della Corte Costituzionale italiana n. 96 del 1981, interessandone la Corte di Giustizia europea del Lussemburgo. Con querela aperta a costituzione in parte civile per le associazioni, le altre vittime e i parenti, come nei processi per strage. Il che ben descrive l’ attuale funzione sociale ed economica di queste “deroghe” e delle S.p.A. che ne approfittano, come le banche ed oggi anche Equitalia”. L’attivismo e il successo delle iniziative di Fadda hanno scatenato le ire di Attilio Befera, presidente della spa macina-profitti e, guarda caso, anche Direttore Generale dell’Agenzia delle Entrate (stipendio annuo € 456.733,00), vale a dire di quell’organismo che dovrebbe essere preposto per legge al controllo dell’attività di Equitalia stessa, con un palese conflitto di interessi (http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=15310). Ancora Fadda, nella sua ricostruzione “storica” delle origini di Equitalia: “La trasposizione della logica bancaria nella riscossione, attuata statuendo una holding di spa finanziarie (quindi di diritto privato) a partecipazione pubblica, con la legge filo-bancaria del 2005 su Equitalia, di per se stessa non avrebbe vessato nessuno se non fosse che (così appositamente conformata in Spa bancaria, appunto), questo mostro giuridico può utilizzare delle ‘deroghe’ criminogene al nostro codice civile (del ‘36), apportate proprio dal centro-sinistra nel ‘93 col governo Amato e nel ‘99 col governo D’Alema, al punto di stravolgerlo da ‘umanista’ a ‘a misura di banca’. Ed ecco com’è andata: i debitori in difficoltà prima erano ben tutelati dalle giuste norme di tutela della Legge Bancaria del ‘36; poi nel ’93 è stata sostituita, per ‘ammodernarla’, dal Testo Unico Bancario (D.Lgs 385) e, di riforma in riforma, si sono aggiunte, nel ‘99 le cartolarizzazioni bancarie (D.Lgs 130). Per dare via libera alle banche e alle finanziarie si è così provveduto a togliere i cd. “lacci e lacciuoli” alla speculazione finanziaria e il risultato, ben sottolineato dal medesimo Fadda, è ormai tristemente sotto i nostri occhi: “E questi ‘lacci’ sono stati individuati in alcune norme di tutela presenti nel codice civile degli anni ‘30 e ancora in vigore, per salvaguardare le persone dall’usura della speculazione” (http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=14678). Quale il risultato per il povero contribuente-suddito? Il debitore non solo è ignaro, perché non viene informato, quando il suo debito è ceduto a terzi, ma su questo gravano ulteriori spese di natura prevalentemente speculativa. Inoltre è sufficiente una dichiarazione della banca o di Equitalia per emettere un “decreto ingiuntivo” contro il contribuente senza alcuna prova scritta dell’esistenza del debito (D.Lgs 385/93). Dunque Equitalia, novella Idra dopo quella di Lerna, non solo per i contribuenti – in primis lavoratori e pensionati, quelli cioè tassati alla fonte – ma anche per gli stessi incolpevoli lavoratori della spa, gettati allo sbaraglio, senza alcuna protezione, a far da parafulmine all’indignazione dei tartassati e agli ingiustificabili atti di violenza perpetrati contro sedi e agenzie. Una rabbia montante soprattutto contro quei meccanismi vessatori che, non si sa perché (!?), notificano, talvolta, le cartelle esattoriali al limite dei termini di scadenza della prescrizione dei cinque anni, facendo così lievitare gli interessi a livelli stratosferici e utilizzando la procedura dei pignoramenti e delle ipoteche sulla casa di abitazione (http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=15210). E mentre i lavoratori di Equitalia rischiano quotidianamente il linciaggio, su taluni responsabili della società si scoprono altarini non proprio edificanti. È il caso della presidente di Equitalia Nomos (Torino e provincia), tale Matilde Carla Panzeri, che dal 2008 risulterebbe anche presidente della Npl s.p.a., società privata che cura l’acquisizione di immobili, la riscossione di crediti in sofferenza e la cartolarizzazione dei crediti bancari

(http://www.frontediliberazionedaibanchieri.it/article-il-conflitto-dellla-manager-equitalia-la-sua-societa-compra-case-ipotecate-una-vergogna-da-fare-105321382.html).

Ogni commento ci sembra a questo punto superfluo!

Ma ora scendono in campo contro Equitalia anche gli Enti Locali. Comuni e Province - con in testa il presidente dell’Anci, Graziano Delrio, e quello della Provincia di Udine, Pietro Fontanini - sono fermamente orientati verso l’istituzione di enti di riscossione autonomi (in Piemonte il governatore Cota l’ha già fatto). “Non è più tempo del pugno duro di Equitalia– ha giustamente affermato in un’intervista il presidente dell’Anci – apriremo una società meno costosa, che distingua i contribuenti in base al reddito, che adotterà pesi diversi a seconda che si tratti di un evasore o di un pensionato in bolletta”. Così come altrettanto equa e razionale ci sembra l’intenzione dei Comuni di rivisitare il meccanismo perverso e usuraio delle cd. “ganasce fiscali”, che prevedono l’iscrizione di ipoteche su beni mobili e immobili per poche migliaia di euro (http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=14711).

Insomma, l’intenzione di mettere finalmente alla porta Equitalia c’è tutta. Con buona pace dei suoi corifei e dei “fan” del Conducător Befera!

Bisognerà solo vedere se il governo dei banchieri e della miseria dell’ex Goldman Sachs Mario Monti potrà mai permettere una misura equa a favore dei cittadini e delle categorie produttive contro gli interessi di banche e finanziarie.

 

13/06/2012


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alzo zero anno 2011

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