ALZO ZERO 2012

 

Socialismo Nazionale: dopo il Convegno di Grosseto un punto di partenza

 

di Stelvio Dal Piaz

 

Grosseto, un punto di partenza per un progetto comune.

 

L’invito dei "socialisti nazionali" è stato accolto da gruppi di italiani che, superando vecchie pregiudiziali antistoriche, hanno sentito la necessità di confrontarsi sui problemi che attanagliano il paese Italia in questo momento.

 

E così "Dignità Sociale", "Antiequitalia", "Movimento per il Bene Comune", "La Voce del Ribelle", "Sinistra Nazionale", il Quotidiano "Rinascita", hanno lanciato il sasso della rivolta sociale e del riscatto nazionale, hanno gridato la loro volontà di non voler essere subalterni ad alcun organismo sovranazionale.

 

L’impegno assunto, quello di riprendere l’iniziativa politica in maniera sinergica con l’obiettivo di mandare a casa i camerieri dei banchieri, sconfiggere il sistema turbocapitalistico, riconquistare la sovranità territoriale, monetaria, economica, culturale, in sostanza liberarci dai liberatori.

 

L’accordo è nato spontaneo, in maniera naturale perchè tutti hanno parlato "tricolore".

 

Mai come in questa circostanza abbiamo verificato che uno degli elementi differenziali più importanti anzi, il più importante della fisionomia di un popolo, è la lingua.

 

Ed è stato veramente importante – proprio in un periodo storico in cui la nostra lingua è inquinata dal gergo straniero anche a livello ufficiale – coglierne il valore storico di manifestazione che lega una collettività di parlanti in uno sviluppo spirituale unitario per cui, il fattore linguistico, assume un peso determinante nelle formazioni politiche.

 

Sono riaffiorate parole desuete come Patria, Onore, Orgoglio nazionale, Socialismo, Lealtà, Sovranità, Libertà, Popolo, per cui l’importanza della lingua comune è tale che solo in virtù di tale unità può parlarsi di nazione.

 

Pertanto il valore della lingua come fattore politico è incomparabilmente grande.

 

Se si pensa poi che la lingua non è veste di pensiero ma è pensiero, che con essa l’uomo integrale si è creata una vita interiore la quale racchiude tutta la realtà poichè può evocare con un breve simbolo fonico quanto nella natura è molteplice e può nel simbolo fonico racchiudere le esperienze più profonde, le aspirazioni più alte, s’intende bene quale valore ha essa nell’educazione e nell’elevamento dello spirito.

 

Per questi motivi i camerieri dei banchieri non difendono la lingua nazionale, usano la lingua del nemico, il gergo del conquistatore usuraio, rinnegano la Patria.

 

Sono dei servi ed ignorano volutamente che la saggezza e le conquiste di innumerevoli generazioni di uomini sono contenute nella lingua come in uno scrigno prezioso.

 

Vi sono parole che nel soffio di poche sillabe compendiano un mondo, parole che guidano come una stella sulla via della lotta e del sacrificio, parole nelle quali si libera eterna e vittoriosa la forza dello spirito.

 

Queste parole magiche sono riemerse a Grossseto in una unità d’intenti che sinceramente era nelle aspettative di tutti.

 

É stato un ritrovarsi anche attraverso un linguaggio comune a dimostrazione che nella lingua nazionale trova espressione l’anelito di eternità che è nella creazione poetica, ed è nella lingua che rivivono le imprese e gli eroismi umani.

 

Una dottrina politica, fondata sulla concezione dell’uomo integrale come forza spirituale che trascende il singolo per tradursi nella continuità della Storia, deve necessariamente riconoscere alla lingua una preminenza incontrastata fra i fattori di tale continuità.

 

Abbiamo affermato, Grosseto come punto di partenza.

 

Ma sia chiaro, il nostro obiettivo è Roma, ed è alla luce spirituale di Roma, restituita alla pienezza della sua funzione storica che la vuole guida e maestra di diritto, di civiltà, di giustizia ai popoli di tutto il mondo che noi – tutti insieme – dobbiamo puntare, consapevoli di quanto affermato a suo tempo da Berto Ricci: "CONTRO ROMA, CITTÁ DELL’ANIMA, STA CHICAGO CAPITALE DEL MAIALE…. LA LOTTA DUNQUE É TRA NOI E LORO: TRA LORO CHE SONO BESTIE PROGREDITE E NOI CHE SIAMO CIVILISSIMI UOMINI PRIMITIVI. ECCO PERCHÉ L’AMERICA CI INVADE E CI AVVELENA CON LA SUA CIVILTÁ SENZA SALE. SULLA VIA DEL PRIMATO C’É JOHN BULLE UNCLE SAM E CESARE DOVRÁ LEVARSELI DI TRA’ PIEDI"

 

ÉÁÚÓÍ

 

03/07/2012


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