ALZO ZERO 2013

 

Giovanni Centrella presenta "L’Italia che lavora per l’Italia"

 

L’UGL ai ludi cartacei

 

di Giannino Stoppani

 

Residence di Ripetta, Roma. Martedì 19 febbraio, ore 16,00.

 

In un’atmosfera solenne da grande occasione, tra l’irritante cicaleccio, il religioso silenzio o l’indifferenza dei convenuti, la presenza dei classici questuanti molesti da vigilia elettorale, gli infiltrati, i giornalisti e persino qualche curioso, passante occasionale, forse habitué dello scrocco, imbucatosi nella sala colla speranza di trovare il solito provvidenziale buffet elettorale, ecco apparire sul proscenio, pronti a recitare la propria parte in commedia, il duo epifanico in quota Pdl della kermesse elettorale organizzata (e pagata) per loro dall’Ugl di Giovanni Centrella.

 

Al centro, sorridente e sardonica (sa di giocare in casa e di non correre il rischio dei fischi delle piazze), siede l’ex governatrice del Lazio Renata Polverini. Sulla sua sinistra, classica espressione ispirata e sogghigno stampato sulle labbra, un canuto Maurizio Gasparri, il fido scudiero e menestrello d’altri tempi del cavaliere di Arcore.

 

Nelle prime file il codazzo della cortigianeria di via Margutta; tra questi si distinguono gli entusiastici sostenitori della "lega dei sudisti", che hanno come loro icone tali Centrella Vittorio (fratello minore del più "noto" Giovanni) e Spera Antonio, anche loro sindacalisti Ugl e candidati freschi freschi della covata campana del boss Salvatore Ronghi (Ugl doc) per Grande Sud.

 

Noia mista a insofferenza traspare invece dai volti di un gruppetto di quadri sindacali e di humiliores di federazione disseminati a destra e a manca per farcire il parterre.

 

"È il popolo dei peones", ci bisbiglia all’orecchio la solita maliziosa gola profonda con molta circospezione, "appositamente ‘precettato’ per la claque alle star del Pdl e vivamente ‘consigliato’, come accadde per la ‘libera’ elezione alla segreteria generale Ugl della controfigura della sig.ra Polverini [Rinascita 5-6 giugno 2010, p. 13, di partecipare all’evento pomeridiano a sostegno dei rappresentanti della Italia che lavora per l’Italia".

 

Così recita, infatti, lo slogan della manifestazione ugiellina, una sorta di calembour casereccio che suona tremendamente beffardo alle orecchie dei lavoratori (quelli veri) e dei pensionati italiani.

 

"La nostra scelta di campo, sostenere il Pdl, che ha candidato alla Camera Renata Polverini, cioè colei che ha guidato l’Ugl prima di me e che è sempre rimasta al fianco dei lavoratori, nasce dall’esigenza di risolvere gli enormi problemi che il governo tecnico ha creato a operai, impiegati, pensionati e famiglie, trattando i sindacati come notai e rendendo più poveri i poveri e più ricchi i ricchi".

 

Questa la professione di fede di Centrella senior, chiara, inequivocabile e allo stesso tempo falsa e grottesca: sostenere il Pdl perché ha candidato tra le sue fila la (tuttora) zarina di Via Margutta, colei che, secondo l’irpino maggiore, sarebbe sempre rimasta a fianco dei lavoratori.

 

In verità, però, nel tempo libero che le restava ai tempi della belle epoque aventiniana (Rinascita 20-11-08, p. 6), tra un salotto buono, un soggiorno parigino nella casa dei sogni, qualche affaruccio immobiliare grazie alle sacre entrature (Rinascita 08-04-10, pp. 8-9; 13-05-10, p. 11), le manifestazioni pro Sion e contro gli stati "canaglia" (Rinascita 03-07-07, p. 2; 22-11-07, p. 2; 01-07-08, p. 5; 24-06-09, p. 7; 26-06-09, p. 9; 21-07-09, p. 11; 05-01-2010, p. 13), le fraterne tavole rotonde con i catto-sinistri delle multinazionali S. Egidio e Caritas (Rinascita 15-12-2009, p. 13) e una svendita qua e là dei diritti dei lavoratori (legge Biagi, riforma pensioni governo Prodi: Rinascita 31-07-2007, p. 6), la signora Ugl, imitata e financo superata nei cedimenti allo smantellamento dello stato sociale dal suo successore-procuratore pratolese, ha avuto pochissimo tempo per perorare la causa della classe lavoratrice italiana.

 

Sono i fatti a documentarlo. Seduta sullo stesso tavolo della triplice confederale, l’Ugl ha subito passivamente tutti i diktat padronali, opponendo alla deriva sociale introdotta in Italia dai vari governi delle banche e della miseria - centrodestri, centrosinistri e cd. tecnici (tra l’altro molte teste d’uovo dei governi destristi risultano provenire dall’incubatoio ugiellino), un dissenso del tutto addomesticato e funzionale al mantenimento dei privilegi riservati alla casta sindacale.

 

Obbediente, allineata e coperta, appiattita sulle posizioni rinunciatarie e collaborazioniste degli altri sindacati di regime e sempre in prima fila nel sottoscrivere contratti e accordi che hanno accresciuto la precarizzazione e lo sfruttamento dei lavoratori, l’ex Cisnal ha ultimamente dato il proprio assenso a due tra gli accordi più vergognosi della storia del sindacalismo italiano (unici contrari Cgil e sindacati di base): l’accordo-beffa con la Fiat del duo Marchionne-Elkann (deregolamentazione del lavoro attraverso l’aggiramento della legge 300: mancata copertura retributiva per le assenze di malattia, compressione dei permessi di legge e contrattuali, divieto di sciopero, obbligatorietà degli straordinari, destrutturazione del ccnl, ecc. vedi Rinascita 29-06-10, p. 11) e quello sulla produttività col governo Monti (subordinazione del CCNL a quello di secondo livello, cancellazione dell’art. 18 dello statuto dei lavoratori). Infamie indelebili fatte passare per conquiste sociali dai novelli incantatori di serpenti che ora, obbedienti ai dettami dei loro padrini politici, fingono di opporsi al governo tecnico che ha creato "problemi [sic!] a operai, impiegati, pensionati e famiglie".

 

Lo stesso governo che il Centrella senior, il sindacalista con la scorta di stato (Rinascita 02-02-2012, p. 13), solo un anno fa esaltava per la disponibilità "ad ascoltare e, ove possibile a recepire le indicazioni provenienti dalle parti sociali", con un panegirico personale, tutto zucchero e miele, dedicato all’amico Passera "molto disposto ad ascoltare e a realizzare progetti per la crescita e per lo sviluppo" (Rinascita 17-12-11, p. 7).

Un doppiogiochismo da mastro parolaio, dunque, che la dice lunga sull’affidabilità di certi sedicenti rappresentanti dell’Italia che lavora per l’Italia.

 

Saranno invece proprio i lavoratori, i precari, i disoccupati, i pensionati, i piccoli imprenditori, i familiari dei suicidi per lavoro o per tasse a fare la differenza.

 

Una sonora pernacchia elettorale ai piazzisti e ai venditori di fumo della politica e del sindacalismo d’accatto sarà come una pozione magica che li ridesterà bruscamente dal loro mondo virtuale, costruito su falsi teoremi e vuote argomentazioni pronunciate con lingua biforcuta e non sulla coerenza e l’onestà delle idee e sulla certezza dei fatti concreti.

 

24/02/2013


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