ALZO ZERO 2013

 

Mentre in tutto il mondo, oltre un miliardo di persone assitiva in TV al funerale dello statista venezuelano, al quale rendevano omaggio una sessantina di delegazioni, tra cui una quarantina di capi di stato e di governo, in Italia il quotodiano diretto da Antonio Padellaro, “Il Fatto” metteva in discredito Hugo Chávez ed il popolo venezuelano. Anche il candidato oppositore Henriques Capriles Radonski ha dovuto chiedere perdono per aver dubitato sulle modalità e circostanze della morte di Chávez. Padellaro più papista del papa.

 

La morte di Hugo Chávez e le calunnie de “Il Fatto”

 

Attilio Folliero e Cecilia Laya da Caracas

 

Il fatto quotidiano, giornale ritenuto di sinistra e diretto da Antonio Padellaro, anche nel giorno della morte di Hugo Chávez continua a gettare discredito e vomitare articoli infamanti sullo statista latinoamericano e contro il popolo venezuelano.

 

Padellaro ha affidato il commento della figura di Chávez a giornalisti famosi per i loro attacchi continui non solo a Chávez, ma anche a Cuba e a tutto ciò che che si oppone all’imperialismo statunitense ed al neoliberismo: Angela Nocioni, Anna Vullo, Roberta Zunini e Massimo Cavallini sono i paladini prescelti per commentare la morte di Chávez e cominciare l’opera di discredito verso il suo successore, Nicolas Maduro Moros.

 

Anna Vullo, già dal titolo del suo articolo “Chávez, show man come Berlusconi ma i diseredati lo veneravano”, fa intravedere che razza di personaggio fosse per lei Chávez: un pagliaccio alla Berlusconi che però i diseredati veneravano; un totale irrispetto per il presidente venezuelano e  soprattutto per il popolo ed il proletariato venezuelano.

 

 

L’articolo inizia parlando di come questa giornalista riuscì ad intervistare Chávez nel 2002, grazie all’aiuto ed all’astuzia di Teresa Maniglia: “… dopo un’anticamera di quasi sei ore a Palacio Miraflores, sede del governo venezuelano. Ero a Caracas per il quotidiano Avvenire e avevo chiesto alla responsabile delle comunicazioni del governo, Teresa Maniglia, un incontro con il presidente. Con astuzia partenopea (aveva origini napoletane), la donna organizzò una serie di incontri pubblici che dovevano preludere a un avvicinamento graduale con il leader bolivariano”; poi parla del tentativo di seduzione da parte di Chávez verso la sua persona “… sfoderando armi da seduttore che farebbero impallidire Berlusconi. Per la Vullo, Chávez è peggio di Berlusconi.

 

Tutto l’articolo è una totale mancanza di rispetto verso Chávez ed il popolo venezuelano e praticamente termina dandogli del farabutto; infatti scrive: “Chávez era un personaggio controverso e sfaccettato che fa venire in mente Limonov, l’eroe del libro dell’anno: un avventuriero, per certi versi un farabutto“.

 

Chávez è senza dubbio uno degli uomini più colti che siano mai esistiti sul nostro pianeta; infatti, secondo quanto annunciato da Earle Herrera, in una recente puntata del suo programa domenicale “Kiosko Veráz” è in corso di stesura un libro contenente i titoli delle migliaia di libri che Chávez ha letto e citato nel corso delle sue apparizioni televisive. Per la signora Vullo del quotidiano “Il Fatto”, il caudillo Chávez è un farabutto, un sinvergüenza, un ignorante che non sapeva mettere insieme due parole d’inglese, che veniva rimproverato ed invitato a comportarsi da capo di stato dagli uomini del suo staff (“Gli uomini del suo staff lo spinsero a bordo ricordandogli che lo attendeva un discorso da capo di Stato”), che “arringava le masse di derelitti dei barrios” e vinceva le elezioni comprando i voti (“C’è chi sostiene che comprasse i voti e mandasse pullmini sin nei barrios più periferici per raccattare manifestanti da sguinzagliare nella capitale all’occasione. Può darsi. E’ prassi in molti Paesi sudamericani”).

 

Con la scusa della libertà di opinione e di stampa, questi giornalisti si permettono di offendere la memoria di Hugo Chávez e l’intero popolo venezuelano. E’ assolutamente intollerabile  e pertanto invitiamo l’Ambasciatore della Repubblica Bolivariana del Venezuela in Italia, Isaias Rodriguez ad elevare una formale nota di protesta verso questo giornale ed il suo direttore responsabile, Antonio Padellaro.

 

Invitiamo la signora Teresa Maniglia a prendere maggiori precauzioni per il futuro, chiudendo ogni possibilità alla maggior parte dei giornalisti e cineasti provenienti dall’Italia, soprattutto a quelli che si dicono di sinistra; degli italiani non c’è da fidarsi! Ricordiamo alcuni “illustri” servizi sul Venezuela da parte di giornalisti e cineasti italiani che presentatisi a Caracas come persone di “sinistra” poi hanno prodotto opere ignobili contro Chávez e contro il Venezuela: i numerosi articoli di Liberazione, organo del partito della Rifondazione Comunista; i numerosi articoli de Il Fatto, per non parlare de L’Unità, capace perfino di trasformare Eduardo Galeano, uno dei piu grandi estimatori di Chávez in un suo critico (1) e La Repubblica, altro bel giornale di sinistra! Ricordiamo tra i documentari, “La minaccia” del duo Silvia Luzi e Luca Bellino, che trasformano Chávez in una minaccia per il popolo venezuelano! E tanti altri.

 

Oltre all’articolo della Vullo, Padellaro per screditare Chávez si serve anche di Angela Nocioni, un tempo punta di lancia con cui il polverizzato ed ormai inesistente partito della Rifondazione Comunista, presieduto da Fausto Bertinotti, attraverso l’organo ufficiale del partito “Liberazione” attaccava Hugo Chávez, Fidel Castro, Venezuela, Cuba e tutto cio che aveva una parvenza di sinistra.

 

Nel suo articolo: <<Chávez, eroe o tiranno? Di sé diceva: “Sono un soldato”>>, Angela Nocioni ripercorre la vita del presidente venezuelano, ovviamente alla sua maniera, commettendo una serie di imprecisioni che ovviamente terminano facendolo apparire quello che non era.

 

L’articolo fin dall’inizio, attaverso una serie di domande (Un eroe degli oppressi? Un tiranno? Un caudillo come l’America latina ne ha conosciuti tanti? O un leader carismatico senza rivali nell’ora della conquista del consenso?) tende a seminare dubbi, sulla sua figura nell’ignaro lettore italiano, che a leggere i commenti non è poi tanto ignaro di fatti venezuelani.

 

Le nuemrose imprecisioni sulla ribellione militare del 4 febbraio 1992, sui tentativi di colpi di stato di cui è stato vittima Chávez e le imprecisioni riguardanti il personaggio da lei citato, un tale Rangel, ex alleato político fanno pensare che la signora Nocioni non abbia nessun reale conoscimento del Venezuela.  

 

In questo articolo, la Nocioni cita un tale Rangel, ma di Rangel alleati di Chávez ce ne sono due: il generale Rangel Silva, ex Ministro della Difesa ed oggi governatore eletto dello stato Trujillo e José Vicente Rangel, giornalista, avvovato e político, grande amico e stimatore di Chávez, è stato per 5 anni (2002-2007) Vicepresidente della Repubblica, quindi il principale collaboratore di Chávez; per motivi di età, classe 1929, quindi oggi 84 anni, ha lasciato l’attività política, dedicandosi unicamente alla realizzazione di una trasmissione televisiva domenicale. Nessuno dei due è un ex alleato di Chávez!

 

Forse, la signora Nocioni voleva riferirsi all’ex Ministro della Difesa Baduel, di cui pure ha scritto vari articoli ed oggi ne confonde il nome. Baduel effettivamente era amico di Chávez ed è finito in carcere per atti di corruzione commessi mentre ricopriva l’incarico di Ministro della Difesa. Baduel è uno dei politici incarcerati o finiti sottoprocesso per corruzione ed altri reati e che sono considerati prigionieri politici dall’opposizone venezuelana e media come “Il Fatto”. Questi non sono prigionieri politici incarcerati, ma politici, magistrati, banchieri e imprenditori corrotti, processati ed incarcerati.

 

In realtà sono pochi quelli finiti in carcere: a parte Baduel, c’è la ex magistrata María Lourdes Afiuni, giudicata per corruzione: secondo l’accusa, in cambio di un milione di dollari, ha emesso un ordine di scarcerazione per un ricco e famoso banchiere, Eligio Cedeño, accusato di bancarotta fraudolenta della sua banca; tra le tante irregolarità commesse dalla magistrata, c’è addirittura quella che per farlo uscire dal tribunale senza incontrare intoppi, lo ha fatto passare per una porta secondaria, lo ha accompagnato al parcheggio del tribunale e lo ha portato fuori sul seggiolino posteriore di una moto che lei stessa guidava! Una volta fuori dal tribunale, è stato accompagnato sulla pista di un aereoporto di Caracas, in cui era pronto un aereo privato che lo ha portato negli USA, dove ha chiesto asilo político.

 

In carcere ci sono anche tre commissari della ormai estinta Polizia Metropolitana di Caracas, Iván Simonovis, Lázaro Forero ed Henry Vivas, tutti giudicati in via definitiva e condannati per essere i responsabili dell’omicido di 2 delle 19 persone morte il giorno del colpo di stato (11 aprile 2002); per tale reato sono in carcere anche altri 8 poliziotti, condannati con pene minori. Come mai questi “prigionieri politici” ordinarono ai poliziotti che sparavano con fucili di precisione di utilizzare guanti sterili da chirurgo?

 

I profughi della giustizia venezuelana sono tanti: Carlos Ortega, Pedro Carmona Estanga, Alfredo Peña e vari militari, accusati del golpe del 2011; Manuel Rosales già governatore dello Stato Zulia, ed ex candidato alla Presidenza della Repubblica (nel 2006), accusato di truffa, corruzione ed ingiustificato arricchimento; Patrizia Polea, giornalista del quotidiano “Nuevo  Pais” di proprietà del padre, è accusata di essere la mandante dell’omicidio del giudice Danilo Andreson, assieme al propietario della TV privata Globovision, Nelson Merzherane, accusato anche di bancarotta fraudolenta per il fallimento della sua banca (Banco Federal); anche l’altro propietario di Globovision, Guillermo Zuloaga, è scappato all’estero, reo confesso di speculazione ed accusato di numerosi reati connessi alla sua attività imprenditoriale, esterna a Globovision (2); il famoso studente violatore Nixon Moreno, protetto ed aiutato a scappare all’estero dalla Nunziatura Vaticana di Caracas è accusato di tentata violenza sessuale ai danni di una poliziotto; in esilio a Miami, si è poi unito in matrimonio con la profuga Patrizia Poleo. Tutti prigionieri politici? Tutti perseguitati politici? Francamente sono un po troppi! Secondo gli scrivani di Padellaro no!

 

Numerosi politici per i reati connessi al tentativo di golpe del 2002 hanno usufruito dell’amnistia presidenziale; tra questi Henrique Capriles Radonski, già candidato alle elezioni presidenziali del passato 2012 e Leopoldo Lopez, già sindaco di Chacao, accusato anche di corruzione e per questo inabilitato políticamente. Evitato il carcere per l’amnisitia presidenziale, oggi Leopoldo Lopez è nuevamente sul banco degli accusati, assieme a sua madre, importante funzionario di PDVSA, l’impresa petrolífera statale, la quale ha distolto una enorme qantità di soldi dell’impresa per cui lavorava e li ha trasferiti al figlio, che li ha utilizzati per la costituzione del partito “Primero Justicia”, il partito del candidato dell’opposizone Henrique Capriles Radonski.

 

Anche alcuni ex governatori, come Lapi dello Stato Yaracuy, sono fuggiti all’estero per sfuggire ad una sicura condanna per corruzione e malversazione di fondi pubblici.

 

Per l’opposizione, per i media internazionali e per molti media italiani, questi delinquenti sono presentati come prigionieri politici.

Antonio Padellaro affida al noto Massimo Cavallini, il compito di raccontarci cosa resterà di Chávez: “Quel che ci lascia Hugo Chávez”.

 

L’articolo non merita neppure di essere preso in considerazione, condividendo in pieno il commento lasciato da un lettore, tale Dariodi (che riportaimo a lato): tutto questo scritto per non dire assolutamente niente!

 

Perchè Chávez è tanto amato?

Subito dopo la morte di Hugo Chávez, avvenuta all’ospedale militare di Caracas, martedi 5 marzo alle ore 16:25, ora locale, su Caracas e su tutto il Venezuela è immediatamente sceso un silenzio tombale!

 

Poco dopo le ore 17, quando il Vicepresidente Nicolas Maduro è apparso in TV per dare, tra le lacrime, la notizia della morte di Chávez, la caotica e rumorosa città di Caracas, sempre intasata di auto, si è letteralmente fermata; la maggior parte delle attività commerciali sono state chiuse e la gente, per un lato si è raccolta in casa, a piangere ed informarsi davanti alla TV, per un altro si è raccolta nelle principali piazze Bolivar del paese. Migliaia di persone si sono dirette all’Ospedale Militare dove Chávez ha passato gli ultimi giorni della sua vita.

 

Il Vicepresidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Nicolas Maduro Moros, attorniato

da alcuni ministri e da alcuni membri dello stato maggiore anuncia la morte di Huho Chávez

   

Dopo l’annuncio della morte di Chávez, i negozi hanno abbassato le saracinesche e le strade si sono svuotate.

Nelle foto, alcune vie del centro di Caracas (Avenida Panteon, Avenida Fuerzas Armadas)

dopo l’annuncio della morte di Chávez (Foto Attilio Folliero)

 

Ovviamente non sono mancati coloro che hanno festeggiato la morte di Chávez, non solo a Miami, ma anche nell’est della Città di Caracas, anche se non pubblicamente (3).

 

La mattina del 6 marzo la salma di Hugo Chávez ha lasciato l’Ospedale Militare per dirigersi all’Accademia Militare, dove sarebbe stata allestita la Camera Ardente.

 

Centinaia di migliaia di persone hanno seguito il corteo funebre; e per questa gran quantità di gente, che aumentava lungo il tragitto, per percorrere i sette chilometri che separavano l’ospedale dall’accademia, sono state necessarie oltre otto ore.

 

Tra coloro che hanno accompagnato il feretro, assieme ad una immensa folla, anche tutto il Gabinetto di Hugo Chávez, con in prima persona il Vicepresidente Nicolas Maduro Moros ed il Presidente della Bolivia, Evo Morales.

 

Il Vicepresidente del Venezuela, Nicolas Maduro ed il Presidente della Bolivia, Evo Morales

 

 

 

 

 

 

 

  

 

 

Chávez ingressa all’Accademia Militare, luogo previsto per la camera ardente, portato in spalla

dai militari; in prima fila il Ministrop della Difesa Diego Molero Bellavia

 

All’arrivo all’Accademia militare, dopo un servizio religioso, la salma è stata immediatamente esposta al pubblico per l’ultimo omaggio del suo popolo. La fila delle persone in attesa è diventata subito chilometrica e la matematica ha immediatamente convinto il governo e le autorità militari a prendere delle decisioni.

 

Inizialmente le persone sflavano davanti al feretro in una unica fila, qualcuno si fermava a salutarlo, a fare il segno della croce, il saluto militare….

 

Vista l’enorme quantità di gente hanno velocizzato il passaggio, impedendo alle persone di fermarsi; poi le file sono diventate due, facendo passare le persone su entrambi i lati del feretro; ma la matematica era implacabile: considerando due file di persone e 60/80 persone al minuto per fila che passavano velocemente davanti alla salma, in una ora potevano rendergli omaggio non più di 8/10.000 persone, quindi solamente 250/350.000 avrebbero potuto salutare il presidente nelle 36 ore che sarebbe rimasta aperta la camera ardente, dalle ore 21 circa di mercoledi alle 10 di venerdi, ora prevista per la ceremonia funebre.

 

La fila all’esterno continuava a crescere e raggiungeva una dozzina di chilometri. Migliaia di persone stavano arrivando a Caracas da tutte le parti del paese ed anche dai paesi vicini. Il governo a quel punto di comune accordo con i familiari e le autorità militari hanno esteso la camera ardente di altri sette giorni, fino alle ore due del mattino del 15 marzo, per permettere ai circa 3/4 milioni stimati di poter rendere omaggio all’amato presidente.

 

Intanto, la gente reclamava che il presidente fosse seppellito al Panteon, accanto a Simon Bolivar ed ai più importanti uomini illustri del paese, ma la soluzione era inviabile; pur essendo Chávez personaggio meritevole di riposare al Panteon, la costituzione (articolo 187, comma 15) prevede che un personaggio illustre per poter essere portato al panteon deve aver morto da almeno 25 anni; pertanto sarebbe stato necessario modificare la costituzione in parlamento ed attivare un referendum approvatorio.

 

 

E’ stato così deciso che il corpo di Chávez riposasse nel “Cuartel de la Montaña”, oggi Museo Militare e Museo della Rivoluzione Bolivariana, al quartiere 23 Enero di Caracas, da cui Chávez diresse la ribellione militare, il 4 febbraio del 1992.

 

Il funerale ufficiale, come annunciato fin dal momento della morte, si è svolto l’otto marzo, però la camera ardente è rimasta aperta fino alle due del mattino del 15 marzo. La stessa mattina del 15, un’altra lunga processione ha accompagnato la salma di Hugo Chávez verso il Museo militare; migliaia di mortorizzati hanno seguito il corteo funebre e milioni di venezuelani lo hanno salutato lungo tutto il percorso.

 

Il funerale di Chávez è stato trasmesso in diretta da numerose televisioni del mondo e non meno di un miliardo di persone lo ha seguito. Oltre a Telesur, che raggiunge tutta l’America Latina, ma attraverso il satellite praticamente tutto il mondo, anche Russia Today, Hispan TV, la televisione via satellite iraniana in inglese e spagnolo e nuemerosissime altre; anche la BBC e CNN hanno trasmesso in diretta ampi momenti della ceremonia.

 

Alla cerimonia funebre erano presenti una quarantina di capi di stato o capi di governo ed in totale una sessantina di delegazioni ufficiali da tutti i continenti.

 

Una ventina di paesi, oltre al Venezuela, hanno dichiarato il lutto nazionale, da uno a dieci giorni; tra questi: Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Cuba, Ecuador, Haiti, Nicaragua, Peru, Repubblica Dominicana e Uruguay in America; Bielorussia in Europa; Nigeria, Guniea Ecuatorial e Repubblica Saharaui in Africa; Iran in Asia. Il lutto nazionale ha significato la sospensione di qualsiasi spettacolo e  manifestazione sportavia e dell’attività didattica in scuole e università. Un omaggio postumo a Chávez è stato celebrato anche alla ONU ed alla OSA, Organizzazione degli Stati Americani.

 

Chávez è stato pianto ed omaggiato in numerose zone del mondo, a partire dai poveri del Bronx a New York, dove due milioni di statunitensi si sono beneficiati del programa di aiuti energetici promossi dal presidente venezuelano (4).

 

Cristina Fernandez, presidente dell’Argentina, Jose Mujica dell’Uruguay ed Evo Morales della Bolivia rendono

omaggio a Hugo Chávez. Davanti al feretro una copia della spada di Bolivar che cammina per America latina

 

Il presidente dell’Iran Mahmud Ahmadineyad bacia la bara di Chávez

Il presidente della Bielorussia, Alexander Lukashenko, ed il presidente dell’Iran Mahmud Ahmadineyad

 

Presidenti e Capi di Stato dell’América Latina che rendono omaggio a Hugo Chávez; tra questi: Raul Castro (Cuba),

Evo Morales (Bolivia), Daniel Ortega (Nicaragua), Rafael Correa (Ecuador), Sebastian Piñera (Cile) e Cristina Fernandez (Argentina)

Presidenti e Capi di Stato rendono omaggio a Chávez, tra i quali Juan Manuel Santos (Colombia) e Michell Martelly (Haiti)

 

Enrique Peña Nieto, Presidente del Messico, Ollanta Humala del Perú, Dési Bouterse del Surinam, assieme al principe

Filippo di Spagna ed ai capi di stato o di governo di Santa Lucía, San Cristóbal e Nieves, Guyana e Trinidad e Tobago.

Dilma Rousseff attuale presidente del Brasile e Luis Inacio Lula da Silva l’anteriore presidente del Brasile

 

Il Ministro degli Esteri Russo, Serguéi Víktorovich Lavrov e Zhang Ping, Ministro ciñese per lo Sviluppo e le

Riforme ed il Presidente della Guinea Ecuatoriale, Teodoro Obiang.

Anche sportivi e personaggi del mondo dello spettacolo hanno reso omaggio a Hugo Chávez: Pastor Maldonado,

pilota di Formula 1; Gustavo Dudamel, direttore d’orchestra; Carlos Guillén e Maglio Ordoñez, glorie nazionali

del baseball; Rúben Limardo, medaglia d’oro alle ultime olimpiadi;  Alejandra Benitez, atleta finalista

ai giochi olimpici ed oggi deputato al parlamento; Winston Vallenilla famoso conduttore televisivo

  

Tra i presenti al funeral di Hugo Chávez anche il giornalista Walter Martinez (foto a sinistra) ed il reverendo

Jesse Jackson, già candidato alla presidenza degli Stati Uniti e l’attore statunitense Sean Penn (foto a destra)

  

Larghe code per rendere omaggio a Chávez

 

 

  

Larghe code anche di notte, svenimenti e pianti

   

Anche una delegazione della FARC, Jesús Santrich y Tanja Nijmeijer (foto a sinistra) ha reso omaggio a

Chávez a Cuba; Ivan Marquez, della FARC (foto al centro) ha divulgato un comunicato; Ingrida Betancourt,

tra i più famosi sequestrati della FARC e liberata grazie alla mediazione di Hugo Chávez,

ha espresso le condoglianze all’Amabasciatore venezuelano a Londra, città dove risiede.

  

Solidarietà a Chávez in Palestina

  

Anche negli USA numerosi atti di solidarietà; per esmpio a Minneapolis (a sinistra) e Chicago (a destra)

 

Larghe code anche a Cuba

  

Manifestazione a Santo Domingo (sinistra) e Montevideo (destra)

   

Omaggio a Chávez nei Paesi Baschi (sinistra), a Barcellona (centro) e Canarie (destra)

   

Roma, Italia: solidarietà all’Ambasciatore del Venezuela, Isaias Rodriguez

 

Manifestazione a Napoli, Italia

 

Perchè milioni di persone hanno reso l’ultimo omaggio a Chávez, sobbarcandosi file sotto il sole cocente fino a 24 ore ed oltre? Perchè Chávez è tanto amato, non solo in Venezuela, ma in tutta América Latina ed in molti paesi del mondo?

 

Ovviamente gente come Padellaro, Cavallini, Vullo, Nocioni ed altri giornalisti simili non potranno mai capirlo perchè ignorano la storia del Venezuela; ignorano cosa hanno significato per il popolo venezuelano i 40 anni di governi della IV Repubblica, ignorano che il Venezuela è il paese dove è nata la figura dei desaparecidos con migliaia di avversari politici fatti sparire; ignorano il Caracazo, causato da Carlos Andres Perez, presidente del Venezuela, allora esponente di primo piano della Internazionale Socialista; ignorano che durante il Caracazo, la prima grande rivolta di un popolo contro le decisoni imposte ad un paese dal Fondo Monetario Internazionale, migliaia di persone furono ammazzate dalla brutale repressione della polizia e dei militari. Oggi, dopo 24 anni da quel 27 febbraio 1989 non è ancora possibile sapere il numero esatto dei morti! (5). I Padellaro, ovviamente ignorano anche quello che Chávez ha fatto per altri popoli del mondo.

 

I Padellaro, i Cavallini, i Vullo, i Nocioni ignorano che nel Venezuela, per oltre cinquant’anni primo paese esportatore al mondo di petrolio, gli enormi ingressi derivanti dal petrolio finivano nelle tasche di una ristretta oligarchia ed il 70/80% della popolazione moriva letteralmente di fame e per sopravvivere milioni di venezuelani erano costretti a “rubare” il cibo ai cani! Milioni di venezuelani mangiavano la perrarina, il cibo per i cani, e milioni di bambini sono cresciuti (si fa per dire) non bevendo latte, ma un facsimile del latte: l’acqua che si utilizzava per bollire il riso. Questo i Cavallini non lo sanno!

 

I Padellaro, i Cavallini, i Vullo, i Nocioni se leggessero l’articolo intitolato “Gente che mangia perrarina”, tratto dalla rivista venezuelana di marketing “Producto”, dell’anno 1990 che riproponiamo in seguito, forse potrebbero capire qualcosa del Venezuela e del perchè il Presidente Chávez è tanto amato.

 

La povertà era cosi tanta e diffusa che la gente per sopravvivere mangiava perrarina, il cibo dei cani; e come si riporta in questo articolo di questa rivista di marketing, di fronte all’aumento della domanda di perrarina, produttori e commercianti reagirono aumentando l’offerta ed i prezzi di tale prodotto, confezionato con gli scarti della carne e destinato inizialmente agli animali, ai cani.

 

Mentre i signori Cavallini hanno sicuramente animali, mascotte che mangiano a sazietà come il gatto della foto (di seguito) dell’archivio del sottoscritto, in Venezuela la gente, prima di Chávez moriva di fame, moriva di stenti, non aveva la possibilità di curarsi, di studiare e meno che meno aveva il diritto alla pensione; quando Chávez arriva al governo nel 1999 c’erano in Venezuela solamente 100.000 pensionati circa; in tutti i 40 anni della Quarta Repubblica, dopo la caduta della dittatura di Perez Jimenez, dal 1958 al 1998, i venezuelani che hanno usufruito di una misera pensione sono stati poco piu di 300.000! Oggi in Venezuela ci sono oltre 3 milioni e mezzo di cittadini che riscuotono una pensione!

 

Questo è quello che non va giù a Padellaro ed al suo giornale, punta di lancia del globalismo italiano, impegnato cosi intensamente a sostenere il neoliberismo, la BCE, il PD, i Monti, i Bersani e quelloc he questi significano: austerità, privatizzazioni, l’imperativo del pagamento del debito, anteposto a tutto, l’acquisto dei cacciabombardieri tarocchi F35… Sul vero programma di Bersani vedasi ad esempio una sua intervista rilasciata al Financial Times di Londra, dove tra l’altro si dice pronto ad accettare di cedere anche ciò che resta della sovranità italiana.

  

Articolo tratto dalla Rivista “Producto” - Anno 1990, Pagina 110

 

Chávez per i Padellaro deve essere denigrado perchè ha nazionalizzato la CANTV, equivalente alla nostra TELECOM, ha creato una grande banca pubblica, attraverso la nazionalizzazione di alcune grandi banche del paese, creando anche il Ministero della Banca Pubblica, equivalente ad una sorta di Ministero delle Partecipazioni Statali esistente una volta in Italia; ha eliminato la cosiddetta autonomia del Banco Centrale; Chávez ha rimpatriato anche le riserve d’oro che giacevano all’estero, un anno e mezzo prima della Germania (6), mentre in Italia Padellaro è partidario di quel Prodi che consiglia di impegnare l’oro italiano in cambio di Eurobond (7); Chávez ha creato una compagnia di bandiera nazionale, CONVIASA, mentre l’Italia, come tutti sanno ha svenduto l’ALITALIA; Chaverz sta creando una sorta di IRI, quell’IRI privatizzato e svenduta a pezzi da Mister Prodi e Mister Draghi. Sarà questo l’esecrato populismo, il nuovo fantasma che si aggira per l’Europa?

 

Chávez ha esteso il diritto alla pensione a tutti e non solo a 100.000 fortunati; ha portando l’età per l’accesso alla pensione a 55 per le donne e 60 per gli uomini, mentre le anteriori raccomandazioni del FMI non solo avevano aumentato l’età, ma il diritto alla pensione era stato praticamente annullato.

 

In Italia, tutti i partiti ed i media, incluso quello di Padellaro, parlano di rischio longevità, ovviamente su mandato del FMI e del Banco Mondiale (8), della necessità di aumentare l’età pensionabile e ridurre sensibilmente questo diritto; cosi come si sta riducendo il diritto allo educazione ed il diritto alla salute. Esattamente il contrario di quanto portato avanti da Chávez.

 

In campo fiscale, i governi italiani, destra o sinistra è lo stesso, chiamasi Prodi, Ciampi, Dini, Amato, D’Alema, Monti, o Berlusconi, aumentano le tasse e le imposte (come l’IVA); il contrario attuato da un governo come Chávez, che riduce l’IVA ai minimi termini (12%) e la elimina per molti prodotti (beni di prima necessità) e servizi (turismo e ristorazione, per incentivare questi settori) o in alcune zone del Venezuela, un tempo depresse (in Italia per esempio andrebbe eliminata o ridotta fortemente l’IVA in zone depresse come Napoli, la Calabria, la Puglia, o la Sicilia ed altre).

 

Chávez ha obbligato tutti a pagare le tasse, ma su basi sopportabili; non come in Italia dove le aliquote sono altissime ed alla fine i grandi imprenditori sono liberi di evaderle, mentre i proletari, lavoratori e pensionati, essendo tassati alla fonte, finiscono per essere gli unici che pagano totalmente le tasse e le pagano anche per i ricchi.

 

E che dire dei tuguri dove vivevano i venezuelani? Milioni di famiglie vivevano e vivono ancora, in baraccopoli. Il Governo di Chávez dopo anni di infruttuosi tentativi di accordo con la banca privata ha deciso di eliminare alla radice il problema, lanciando la “Gran Mision Vivienda Venezuela”, ossia la costruzione di 2 milioni di appartamenti dignitosi (poi diventati 3) in 5/6 anni; per avere una idea di quale sia lo sforzo che comporta costruire da 300.000 a 500.000 appartamenti all’anno, è sufficiente dire ai signori Padellaro e Cavallini che è lo stesso numero di appartamenti che si costruiscono annualmente in Germania e Francia messi insieme, che hanno una popolazione totale di circa 150 milioni di abitanti, oltre cinque volte la popolazione del Venezuela.

 

Prima di poter lanciare tale missione è stato necessario non solo trovare i capitali ed i terreni edificabili, ma soprattutto nazionalizzare o costruire ex novo le fabbriche dei materiali di base (cemento, mattoni, ferro, ceramica, rubinetteria, sanitari…) perchè quelle esistenti producevano solo il sufficiente a coprire il fabbisogno di poche migliaia di appartamenti all’anno, destinati alle classi ricche.

 

Gli appartamenti – altro dettaglio che i Padellaro ovviamente ignorano – sono consegnati ammobiliati e forniti di tutti gli elettodomestici; di qui la necessità di creare in collaborazione con la Cina, una grande fabbrica di elettrodomestici.

 

Da quando Chávez arriva al governo il popolo venezuelano ha smesso di rubare il cibo ai cani, mangia tre volte al giorno, ha uno stipendio dignitoso (lo stipendio minimo è il più alto dell’America Latina), cui va aggiunto il diritto ai buoni basto e secondo le necessità anche un buono trasporto per raggiungere l’impresa; infine, almeno due mesi extra di tredicesima nel periodo natalizio e almeno altri due mesi extra como buono vacanza a luglio/agosto; anche in Italia, per rilanciare il turismo tutti i lavoratori dovrebbero usufruire di almeno due mesi extra di stipendio ad agosto per incentivare il settore turistico, e portare ad almeno due mesi extra la tredicesima a Natale. Cosa ne pensano gli operatori del tursimo? Non sarebbe una buona iniziativa per rilanciare il turismo in Italia?

 

Mentre in Italia, dominuiscono gli iscritti alle università, si aumentano le tasse d’iscrizione, si introducono criteri selettivi per permettere solo ai figli dei ricchi di poter studiare, in Venezuela con Chávez, attraverso il progetto “Alma Mater” sono state costruite università in ogni municipio (equivalente alla nostra provincia) ed oggi oltre 3 milioni di venezuelani hanno la possibilità di studiare gratuitamente e liberamente in una qualsiasi di queste università.

 

Tutti i giovani fino a 18 anni hanno il diritto ad andare gratuitamete a scuola; i bambini frequentano le scuole a tempo pieno ed hanno diritto a tre pranzi gratuiti giornalieri (colazione, pranzo e merenda) e sempre gratuitamente a tutti gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado sono forniti gli strumenti necessari allo studio, dalla divisa scolastica, ai libri, ai quaderni, fino al computer portatile. Quest’anno, con entrata a regime della nuova fabbrica di computer portatili, costruita in collaborazione con una impresa portoghese, il computer portatile potrà essere distribuito gratuitatmente non solo agli studenti della scuola primaria (elementare), ma a tutti. Lo stesso potrebbe fare l’Italia, per incentivare il settore informatico.

 

Non è finita qua, signori Padellaro, Cavallini, Vullo e compagnia. Per la prima volta, grazie al governo di Chávez, il venezuelano povero ha anche il diritto allo sport, alla ricreazione, alla cultura ed al turismo.

 

Lo stato, attraverso varie editoriali statali (Monte Avila, El perro y la rana…)  ha permesso a tutte le famiglie venezuelane di dotarsi di una ricca biblioteca di base: centinaia di titoli sono stati stampati e distributi a prezzi di costo, quindi accessibili a tutti, anche ai più poveri; in determinate occasioni ha stampato e distributio gratuitamente determinate edizioni, come il Don Chisciotte della Mancia.

 

Dopo aver assicurato i principali bisogni materiali, lo stato venezuelano sta cominciando ad assicurare al popolo anche i bisogni meno pressanti, ma non meno importanti, come il diritto al turismo ed alla ricreazione: attraverso la creazione di una catena alberghiera statale (Venetur), tutti i venezuelani possono finalmente raggiungere le principali mete turistiche del paese; in Venezuela, per esempio nella Savana, nella terra dei Tepuy, le montagne quadrate, le terre emerse più antiche del pianeta, c’è la cascata più alta del mondo, il Kerepakupai Vená, conosciuta come “Salto Angel”. Fino a pochi anni fa, perfino deputati italiani venuti in Venezuela ed interessati a visitarla hanno dovuto rinunciarvi per il prezzo troppo elevato! Oggi, anche il meno ricco dei venezuelani, almeno una volta nella vita può visitarla. Grazie al governo di Chávez, che ha rifondato una compagnia aerea nazionale, Conviasa, privatizzata e smantellata dai precedenti governi, che tra l’altro prevede sconti del 50% per i pensionati, ed alla catena alberghiera statale che ha hotel anche in questo posto così remoto, il costo è diventato accessibile.

 

Dei progetti realizzati dal governo di Chávez si potrebbe parlare per ore; per esempio nel 2012 a Caracas è stata inaugurata la linea numero 7 della metropolitana e due nuove linee di metrocable, il sitema di funivie che porta alle zone più impervie di Caracas; già da vari anni è stato inaugurato il secondo ponte sul fiume Orinoco, per lunghezza e difficoltà tecniche di costruzione superiore al nostro Ponte di Messina ed è in costruzione il terzo ponte, che quando sarà terminato, diventerà uno dei più lunghi del mondo.

 

Sono stati lanciati due satelliti, uno per telecomunicazioni e l’altro per fini scientifici; il satellite Simon Bolivar ha permesso il lancio della TV satellitare pubblica, a prezzi di un terzo rispetto a quelli offerti dalle compagnie private; ed in questo momento sta partendo anche la TV satellitare gratuita. Ovviamente alla base di tutto, nel settore delle telecomunicazione c’è la nazionalizzazione della CANTV, equivalente alla nostra Telecom.

 

Insomma il popolo venezuelano ne ha di motivi per piangere l’amato presidente; ma a parte i motivi materiali e l’acquisiszione di diritti da cui era escluso, c’è un altro motivo, il principale, che lo spinge a sobbarcarsi ore e ore di file sotto il sole cocente per rendergli l’ultimo omaggio: Chávez ha dato dignità e visibilità agli ultimi, ai più poveri.

 

Addirittura, in Venezuela c’erano oltre 2 milioni di persone, il 10% della popolazione venezuelana di allora, che letteralmente non esistevano, non avevano carta d’identità, non avevano un atto di nascita, non risultavano iscritti all’ufficio anagrafe e, per esempio, non potevano aprire un conto in banca o iscriversi all’istituto di previdenza sociale; non avevano diritti ed avevano solamente il dovere di lavortare come schiavi. Chávez ha dato una esistenza anche a questi venezuelani, attraverso la “misión idendidad”.

 

Aver dato la dignità agli ultimi è sicuramente il motivo principale per cui Chávez è tanto amato dal suo popolo. Che possono mai capire i Padellaro, i Cavallini e le Nocioni della dignità di un popolo?

 

Come ha finanziato tutto ciò? Le ricchezze derivanti dalla vendita delle materia prime, un tempo andavano solamente alle classi ricche, alle oligarchie e ad una ristretta cerchia di classe media alta; con Chávez si arriva ad una maggior redistribuzione di queste ricchezze fra tutte le classi sociali e non a caso il venezuelano, oggi, è il popolo meno disuguale (secondo l’indice di Gini) di tutta l’America Latina.

 

Inoltre, è stato reso effettivo il dovere al pagamento della tassa sul reddito, su basi progressive (chi ha maggiori redditi deve pagare di più) ed è stato ridotta progressivamente l’IVA, l’imposta sui consumi; abolita per i beni di prima necessità, è scesa al 12% per gli altri beni.

 

Per conseguenza, se da un lato Chávez è amato dalle classi povere e medie, è aumentato l’odio da parte delle classi oligarchiche ed i ceti medio-alti, che prima si appoderavano di tutte le risorse del paese ed oggi, per colpa di Chávez, sono costretti a condividerle con il resto della popolazione; in più debbono anche pagare la tassa sul reddito ed in maniera progressiva.

 

Le classi oligarchiche sono anche quelle che possiedono i mezzi di informazione, di qui la tanta propaganda contraria al suo operato e soprattutto la manipolazione dell’informazione che viaggia verso l’estero.

 

Accanto al soddisfacimento dei bisogni materiali ed immateriali del proletariato e delle classi più umili, Chávez ha dato dignità ed indipendeza reale al paese, che prima di lui era in effetti succube degli USA, che in cambio delle risorse naturali a prezzi stracciati, assicuravano alle classi dominanti venezelane l’esercizio del potere senza alcun limite; di qui la soppressione di ogni dissidenza e la violazione constante dei diritti umani da parte delle classi oligarchiche venezuelane al potere, con la tolleranza ed il consenso degli USA. Insomma, in cambio del potere e di esercitarlo come gli piaceva, le classi dominanti avevano “venduto” agli statunitensi ed ai paesi occidentali le risorse e la sovranità del paese.

 

Chávez intuisce che per poter disporre píenamente delle risorse del paese deve prima raggiungere una effettiva indipendenza e sovranità, cosa che significò scontrarsi con gli interessi statunitensi ed occidentali; intuisce anche che non può opporsi all’imperialismo USA da solo, di qui la necessità dell’integrazione latinoamericana e caraibica, l’alleanza con gli altri paesi latinoamericani e l’integrazione di tutti i paesi del continente americano, lasciando fuori Usa e Canada ed il poter del dollaro.

 

Nasce l’idea dell’ALBA, la integrazione di 8 paesi (al momento) del centro America, dei Caraibi e dell’America del Sud, in opposizione al progetto di Trattao di Libero Commercio ALCA; nasce Petrocaribe, attraverso la quale fornisce petrolio con certi vantaggi per i paesi più piccoli e poveri dei Caraibi e del Centro america; l’opposizone lo ha accusato sistematicamente di regalare petrolio, quando in realtà semplicemente concede condizioni di pagamento più favorevoli, tipo maggiori dilazioni o possibilità di “pagare” non solo con dollari, ma anche con altri prodotti di cui il Venezuela è importatore; nasce UNASUR, l’integrazione di tutti i paesi dell’America del Sud; nasce la CELAC, la integrazione di tutti i paesi del continente americano, USA e Canada esclusi.

 

Cosa succederà in Venezuela dopo Chávez?

 

Il giornale di Padellaro, ovviamente non poteva tralasciare il dopo Chávez. Presupponendo che con la morte di Chávez, si sarebbe andati a nuove elezioni, come stabilisce la Costituzione, in cui si sarebbero confrontati da un lato il Vicepresidente di Chávez, Nicolas Maduro Moros, indicato dallo stesso Chávez come suo erede político e dall’altro il candidato dell’oligarchia, della estrema destra, della destra venezuelana più reazionaria, che però il giornale di Padellaro in passato ha perfino considerato un progressista! Per questa ragione, nel giorno della morte di Chávez, affida la descrizione delle due figure a due sue giornaliste.

 

Roberta Zunini, nel suo articolo “L'opposizione affila le armi“ ci descrive Henrique Capriles “il giovane e ricco avvocato tributarista, classe 1972, studi newyorkesi ed europei, il più giovane deputato del Venezuela di tutti i tempi – è in Parlamento da quando aveva 25 – che sfidò Chávez come candidato unico della Mesa de Unidad nelle elezioni dello scorso ottobre”.  

 

Dato che si trovava a parlare di Capriles, avrebbe potuto raccontare di come il giovane Capriles arrivò in Parlamento a 25 anni: il papà gli “comprò” il diritto a candidarsi in uno stato (Zulia) in cui i partiti di opposizione avevano la certezza di eleggere il deputato; peccato che il giovane oligarca Capriles, residente a Caracas fino ad allora non aveva praticamente mai messo piede nello stato Zulia che avrebbe rappresentato in Parlamento, distante da Caracas oltre 1.000 chilometri (9). Ma, in fondo è un particolare da poco, considerando che in Italia c’è stato qualche minsitro che ha sposatato la residenza dal nord al sud (gli stessi 1.000 chilometri percosrsi da Capriles) per poter fare e superare l’esame da avvocato in una regione in cui l’esame era “più accesibile”, più facile rispetto a quella di residenza.

 

Il Fatto Quotidiano, oltre agli articoli già indicati, l’8 marzo ha pubblicato anche un’altra perla di gironalismo nostrano, a firma della redazione: <<Chávez, Abc: “Morto a Cuba, la bara usata nella processione era falsa”>>. Ricorrendo al giornale spagnolo, propone la notizia secondo la quale la bara utilizzata per la processione non conteneva il corpo di Chávez. A rispondere a “Il Fatto” ci ha già pensato Selvas (10) per cui non vale la pena approfondire; aggiungiamo solo che a parte le varie imprecisioni contenute nell’articolo (ad esempio parla di una base aerea a 200 metri dall’Accademia! Esiste l’aereoporto cittadino “La Carlota”, vicino al luogo della camera ardente, ma è comunque a 10,8 km secondo Google map) tutta l’ipotesi cade da sola per il fatto che, come riportato sopra, la bara subito dopo l’arrivo all’Accademia, sotto gli occhi di centinaia di persone è stata sistema al centro della sala; dopo la sistemazione c’è stata una cerimonia religiosa ed immediatamente dopo, sempre sotto gli occhi di centinaia o pr meglio dire migliaia di persone, la bara è stata aperta ed il pubblico ha cominciato ad entrare per rendere l’omaggio al presidente.

 

Google map, Caracas: percorso per raggiungere la base aerea “La Carlota” (B) dall’Accademia Militare (A)

 

Il candidato oppositore Capriles che pure ha fatto numerose accuse, questo episodio neppure l’ha citato, tanto era improbabile! Capriles ha parlato di un complotto orchestrato dal governo, congiuntamente alla famiglia di Chávez per falsificare la data della morte, che sarebbe avvenuta anteriormente a quella dichiarata (5 marzo).

 

La sera di queste infelici dichiarazioni, Capriles sembrava molto euforico e strano al punto che prima Venevision, la TV dell’oligarca Cisneros, suo presunto alleato e poi Televen hanno prontamente interrotto la sua trasmissione in vivo, lasciando la sola Telesur (congiuntamente a Globovision) a trasmettere per intero il suo intervento.

 

Ciò non è possibile perchè la stessa opposizione stava chiedendo l’applicazione della norma costituzionale che prevede la mancanza assoluta del presidente, la sua sostituzione temporale col vicepresidente e l’indizione di nuove elezioni. Il presidente Chávez dal giorno dell’operazione, l’11 dicembre, non era più apparso in video; le condizioni secondo quanto riportavano gli stessi membri del governo che si alternavano (Vicepresidente o Ministro delle Comunicazioni) a leggere giornalmente i bollettini medici sulla sua salute, parlavano di condizioni gravi anche se stazionarie; loro sapevano che la situazione del presidente era grave e che non aveva molto da vivere; probabilmente hanno temporeggiato a dichiarare la mancanza del presidente per permettergli di morire da presidente. Chávez dopo il suo ritorno in patria non è apparso in pubblico, segno evidente che era tornato per morire in patria e sicuramente sapeva che ormai era questione di pochi giorni, come realmente è stato. Per quale motivo avrebbero dovuto comunicare una data di morte falsa? Questo Capriles e l’opposizone non lo dice.

 

Capriles dopo averci riflettuto, resosi conto delle assurdità proferite quella sera, ha chiesto scusa alla famiglia di Chávez. (11) Il fatto quotidiano mi sembra abbia sorvolato sulle scuse di Capriles.

 

Padellaro oltre a presentarci il candidato dell’oposizone, attraverso lo scritto della Zunini, ci fa conoscere anche il “Delfino di Chávez”, grazie all’articolo di Angela Nocioni: <<Successione, chi è il “Delfino” Maduro>>.

 

Anche in questo articolo abbondano le imprecisioni; per esempio la Nocioni fa diventare presidente della Repubblica ad interim il Presidente del Parlamento, quando in realtà il ruolo spetta al Vicepresidente e la Costituzione all’art. 233 è chiarissima (vedasi il testo in spagnolo).

 

 

La Nocioni parla della lotta di potere all’interno del partito socialista fra Disodado Cabello, attuale presidente del parlamento ed il moderato (sic!) Maduro; si vede chiaramente che la signora Nocioni è andata a scuola da Hainz Dieterich (12).

 

La signora Nocioni, in perfetto stile Dieterich, ovviamente ha il compito di far apparire divisioni che non esistono all’interno del partito di Chávez; inoltre, parla di Maduro come di un moderato!

 

Chávez, cristiano con il crocifisso sempre in mano era un uomo disposto sempre a perdonare; Maduro, che non crede in Cristo, è molto più duro di Chávez e non solo ha fatto cenno di questa sua durezza durante il giuramento ("Juro con la mano dura de un pueblo dispuesto a ser libre"), ma lo ha dimostrato proprio in questi ultimi mesi, quando ha dovuto sostituire Chávez.

 

Nicolas Maduro Moros (sinistra) e Disodado Cabello (destra) rendono omaggio a Chávez

 

L’oligarchia venezuelana che controlla in questo paese la produzione e distribuzione degli alimenti di prima necessità, in vista della svalutazione aveva pensato di accaparrare tali beni; mentre Chávez, in questi casi era disposto al dialogo, Maduro, con pugno fermo ha immediatamente mandato la Guardia Nazionale, una sorta di Guardia di Finanza italiana, ad ispezionare le imprese accaparratrici che avevano fatto sparire i prodotti alimentari dai mercati; grazie alla sua azione sono stati sequestrati e distributi al popolo, come stabilisce la legge, entro 24 ore dal sequestro, migliaia di tonnellate di alimenti accaparrrati per poterli rivendere a prezzi maggiorati dopo la svalutazione della moneta nazionale. Centinaia di imprese e negozi sono stati chiusi per 48 ore e multati, come prevede la legge in caso di accaparramento e/o alterazione dei prezzi. E’ il biglietto da vista di Nicolas Maduro Moros.

 

Nicolas Maduro potrebbe arrivare la dove non è mai arrivato neppure Chávez: 10 milioni di voti!

 

Il “chavismo” parte dagli 8,2 milioni di voti ottenuti da Chávez ad ottobre, poi aumentati nell’elezioni amministrative di dicembre; sull’onda emotiva della morte di Chávez, i voti per il suo successore, probabilmente, continueranno ad aumentare. In Italia succese una cosa del genere con la morte di Enrico Berlinguer, segretario del PCI, che alle successive elezioni europee per la prima volta divenne il primo partito italiano.

 

Prima si svolgono le elezioni, più vicino nel tempo sarà il ricordo di Chávez, meglio sarà per Maduro; ed è questo il motivo per cui subito dopo la nomina del suo vicepresidente nella figura di Jorge Arreaza, già ministro di Scienza e Tecnologia con Chávez, ma soprattutto marito della figlia maggiore di Hugo Chávez, l’atto successivo è stato quello di invitare il Potere Elettorale a fissare la data delle nuove elezioni il più presto possibile. Il CNE ha prontamente risposto, fissando la data per le nuove elezioni al 14 aprile, data storica per il chavismo perchè rappresenta il giorno in cui Chávez torna a “Palazzo” dopo il golpe dell’undici aprile del 2002.

 

  

Maduro giura come presidente ad interim davanti al Presidente del Parlamento (sinistra); Jorje Arreaza giura come Viceprsidente della Repubblia davanti a Maduro ed alla salma di Chávez (a destra)

 

A proposito, una delle accuse rivolte dai paladini di Padellaro, è quella secondo la quale Chávez sarebbe un caudillo, un tiranno che ha accentrato tutti i poteri; la Nocioni scrive: “ha occupato tutti i posti di potere dello Stato, utilizzando soprattutto militari, gli unici di cui si fida

 

Uno dei grandi meriti di Chávez è aver voluto fortemente la separazione dei poteri; fu lui a volere, nella nuova costituzione del 1999 e per la prima volta in una costituzione venezuelana, la creazione del Consiglio Nazionale Elettorale (CNE), ossia un potere elettorale indipendente dall’esecutivo. Come gli italiani sanno bene, in Italia tutte le elezioni sono organizzate materialmente dal Ministero degli Interni e ciò non è garanzia di indipendenza tra i poteri; succedeva lo stesso in Venezuela, con il potere elettorale che dipendeva dall’esecutivo. Gli italiani, Padellaro ed i suoi paladini dovrebbero prendere esempio da Chávez e richiere la creazione di un potere elettorale indipendente dall’esecutivo!

 

L’altra affermazione gratuita della Nocioni, secondo la quale Chávez si fiderebbe solo dei militari si smentisce da se, considerando che il “Delfino” di Chávez, Nicolas Maduro, non è un militare, come pure non è militare il nuovo vicepresidente, Jorge Arreaza, professore universitario; inoltre, Chávez è stato il primo presidente nella storia del Venezuela che ha nominato come Ministro della Difesa, un civile, Jose Vicente Rangel. E’ certo che si sia circondato di militari ma questo deriva dal fatto che le amicizie che circondano una persona, qualsasiasi persona, provengono indubbiamente dall’ambiente che uno frequenta: Chávez era un militare, aveva molti amici militari; Monti, ad esempio, è un professore universitario della Bocconi, molti suoi amici professori ricoprono incarichi importanti; Maduro è un uomo del popolo, nel suo discorso di investitura ha citato i suoi amici di lotta, sindacalisti, operai, lottatori sociali. Se Chávez era attaccato perchè si circondava di militari, possiamo sicuramente anticipare che Maduro sarà attaccato perchè si circonderà di operai, sindacalisti, lottatori sociali, uomini del popolo.

 

In ogni caso la stragrande maggioranza dei militari, a partire dall’intero Stato Maggiore e dal Ministro della Difesa, Diego Molero Bellavia, hanno giurato lealtà a Chávez, al suo successore, Nicolas Maduro, ed hanno espresso pubblicamente l’adesione agli ideali antimperialisti di Hugo Chávez.

 

Lo Stato Maggiore della Difesa venezuelana è chavista ed antimperialista. In primo piano il Ministro della Difesa, Diego Molero Bellavia.

 

L’opposizone, che ha visto i milioni di venezuelani in fila per l’ultimo omaggio a Chávez, sa bene che non ha nessuna possibilità di vincere le prossime elezioni presidenziali. Capriles ha accettato di candidarsi solo dopo averci pensato a lungo.

 

Uno dei politici di opposizone di maggior esperienza è Henry Ramos Allup (foto a lato), il quale oltre a dichiarare che a Chávez lo teme più da morto che da vivo, ha anticpato che l’opposizone non ha nessuna possibilità di vincere e sarà sconfitta anche questa volta.

 

Da Chávez a Maduro. Chi è Nicolas Maduro?

 

Le prossime elezioni presidenziali, in Venezuela si svolgeranno duqnue il 14 aprile. Oltre a Nicolas Maduro Moros e ad Henrique Capriles Radonski parteciperanno altri 5 candidati. In totale dunque i candidati sono 7: Eusebio Méndez, per il partito Nuvipa; Nicolás Maduro, per il PSUV e altri 12 partiti politici, tra i quali il più importante è il Partito Comunista del Venezuela, tra le cui file ha militato Maduro quando era giovane; Reina Sequera, per il partito Poder Laboral; María Bolívar, per il partito Pdupl;  Fredy Tabarquino, per il partito Joven; Enrique Capriles, per la MUD; Julio Mora per il partito Udemo.

 

L’oligarchia odiava Chávez e lo ha sempre attaccato non solo perchè li ha emarginati dal potere, li ha costretti a pagare le tasse ed ha distributio in maniera più equa, fra tutte le classi sociali, le risorse che prima si accaparravano interamente loro, ma anche per il fatto che era un indio, di umili origini, nato praticamente in una baracca e con un basso rango militare, infatti era un semplice “Tenente Colonnello”, come lo chiamavano con disprezzo i media dell’opposizione, al servizio dell’oligarchia.

 

Un altro dei grandi meriti di Hugo Chávez è di aver fatto consocere ai venezuelani la storia, la storia del Venezuela, quella vera, non quella riportata dai libri scritti prima del suo arrivo al potere, in cui Simon Bolivar era si il “padre” della patria, cui rendere omaggio il giorno della sua nascita e quello della sua morte, ma nessuno conosceva niente di lui, ne la vita, ne il pensiero, ne le gesta.

 

Chávez ha insegnato al popolo la storia del suo paese ed ha mostrato come l’oligarchia ha sempre fatto e disfatto in questo paese, utilizzando sempre il tradimento come arma per eliminare chi si frapponeva sulla strada del potere: Simon Bolivar è stato tradito da José Antonio Páez e Francisco de Paula Santander (1828); Ezequiel Zamora è stato tradito da Antonio Guzmán Blanco y Juan Crisóstomo Falcón (1860); poi Cipriano Castro da Juan Vicente Gómez (1908); Gomez appena vede partire il presidente per l’Europa per curarsi da una rara malattia, prende il potere attraverso un golpe e per 27 anni diventa il padrone del Venezuela, con l’appoggio militare degli USA a cui concede lo sfruttamento di tutte le risorse petrolfere appena scoperte in Venezuela. Il tradimento è alla base della storia seguente la caduta di un’altra dittatura, quella di Marcos Pérez Jiménez, avvenuta il 23 di gennaio del 1958; quando il popolo che ha lottato strenuamente si aspettava finalmente la democrazia, in realtà ottenne 40 anni di governi quartorepubblicani, che di democratico avevano solo il nome ed il formalismo elettorale, per il resto solo una grande repressione, come mai si era visto in Venezuela, con migliaia di desaparecidos (13).

 

Chavez, assieme ad un migliaio di soldati, il 4 febbraio del 1992 decide di ribellarsi a questa dittatura mascherata da democracia. Il suo tentativo fallisce, però mentre è trasportato in carcere ha la possibilità di rivolgeresi per pochi attimi al paese, attraverso la televisione: “Il nostro tentativo non è riuscito, per adesso… “. Una frase che arriva al popolo come segnale di speranza: por ahora, per adesso abbiamo fallito, ma ci saranno altre opportunità. Automaticamente, nell’immaginario collettivo Hugo Chávez diventa la speranza di un intero popolo.

 

Chavez finisce in carcere; mentre si susseguono altri tentativi di ribellioni militari, il paese continua a sprofondare economicamente ed una gravissima crisi bancaria fa fallirle oltre la metà delle banche del paese (1994), incluso il Banco Latino, principale banca del Venezuela.

 

Intanto, Carlos Andres Perez è destituito e nelle elezioni successive, il candidato Rafael Caldera, pur appartenendo alla vecchia oligarchia, si presenta come indipendente, puntando tutto sulla promessa elettorale di liberare, attraverso un indulto, Chávez e tutti i militari coinvolti nelle varie ribellioni. In virtù di questa promessa il popolo vota massicciamente (si fa per dire, essendo altissima l’astensione) per lui e viene eletto. Dopo l’elezione mantiene la promessa e concede l’indulto ai militari ribelli. Chavez, ormai libero, intuisce che può arrivare al potere per la via elettorale perchè sa di avere l’appoggio del popolo; fonda il Movimento Quinta Repubblica ed alle successive elezioni, dicembre 1998, è eletto presidente.

 

I primi due anni, sono dedicati alle grandi riforme costituzionali del paese, alla nascita della V Repubblica, alla emanazione della nuova costituzione, che tra l’altro attua di fatto e per la prima volta in Venezuela il principio della separazione dei poteri, a partire da quello elettorale, completamente autonomo e soprattutto svincollato dall’esecutivo.

 

Chavez sa bene, però, che per poter attuare delle vere riforme che incidano drasticamente sulla enorme povertà esistente nel paese, deve poter controllare gli ingressi derivanti dal petrolio.

 

Il petrolio era stato nazionalizzato da anni, però tutti gli introiti finivano ad una ristretta oligarchia che controllava PDVSA, l’impresa petrolífera statale, un vero stato nello stato, la cui dirigenza era nominata formalmente dal governo, ma poi di fatto non rispondeva al governo, ossia la stessa dirigenza, in nome e per conto dell’oligarchia gestiva tutti gli introiti petroliferi e nelle arche dello stato non entrava praticamente niente, se non pochi spiccioli.

 

Quando Chavez decide di mettere PDVSA al servicio dello stato e del popolo, arriva prima il colpo di stato (11/04/2002) e poi la serrata degli imprenditori e la paralisi della produzione petrolífera (2 dicembre 2002 - 2 febbraio 2003). Quando lo stato riesce finalmente a controllare PDVSA, gli introiti derivanti dal petrolio cominciano ad affluire alle case dello stato e Chavez può attuare quelle riforme tanto anelate dal popolo; ma deve farlo creando delle strutture esterne ai ministeri, le missioni, in quanto i ministeri non facevano altro che boicottare quanto tentava di fare; benchè il Ministro fosse ovviamente dalla sua parte, la maggior parte dei funzionari e dei dipendenti ministeriali, provenienti dalla vecchia IV Repubblica remava contro, facendo fallirle ogni tentativo di reforma. E’ grazie alle missioni che il popolo può finalmente accedere ad un vero servizio sanitario pubblico (Mision Barrio Adentro), può essere estirpato l’analfabetismo (Mision Robinson), può studiare, può ottenere una pensione, un lavoro, un apartamento.

 

Con gli introiti petroliferi e successivamente anche grazie a quelli derivanti dalle imposte si può sviluppare il settore industriale ed agricolo. Oggi, in relazione al PIB, gli introiti derivanti dalle imposte hanno praticamnete lo stesso peso di quelli derivanti dal petrolio (14). Fra il quarto trimestre del 2003 ed il primo del 2009, Venezuela sperimenta una forte crescita economica per 22 trimestri consecutivi. Poi, la crisi mondiale influisce anche sul Venezuela, ma è di breve durata (un anno e mezzo) perchè a partire dal primo trimestre del 2010 torna nuovamente a crescere (15). 

La malattia di Hugo Chavez

 

Il 9 maggio del 2011, Hugo Chavez è costretto ad annulare un incontro, previsto in Brasile, con la presidente eletta di quel paese, Dilma Rousseff per problemi al ginocchio. Ristabilitosi, il 5 giugno inizia una serie di visite internazionali, che lo vedono impegnato in Brasile, Ecuador e Cuba.

 

Il 10 giugno durante la sua vista a Cuba si sente male ed è operato d’urgenza per un ascesso pelvico. Gli esami susseguenti a questo intervento rivelano la presenza di un tumore, per il quale è nuevamente operato il 20 giugno. Il 30 giugno in una trasmissione televisiva, in diretta da Cuba, informa il paese della gravità della sua malattia.

 

La stampa mondiale da anni impegnata non solo a screditare tutto l’operato del mandatario venezuelano (e di qualsiasi personaggio che si dichiari antimperialista) ma anche a diffondere notizie circa una sua malattia o addirittura a “farlo morire” ogni volta che si presenta una occasione buona. Chavez dal momento della sua prima elezione e fino al maggio del 2011 non ha mai fatto una vacanza, forse qualche giorno di riposo di tanto in tanto. Mentre tutti i governanti del mondo hanno semrpe un periodo di vacanza, lui lavorava sempre, sette giorni su sette; la domenica che poteva essere un giorno di riposo, lo dedicava all’interminabile trasmissione televisiva “Alo Presidente!”, la trasmisisone televisiva di maggior successo di tutta la stoiria della televisione venezuelana, ma vista da milioni di telespettaori in tutto il mondo, attraveso le TV satellitari (16).

 

Ogni volta che la sua assenza, soprattutto dal video, si prolungava per più di due giorni, per la stampa dell’opposizone e mondiale era sempre a cuasa di una malattia grave, di un attentato e cose del genere. Questa volta a forza di gridare al lupo, la stampa miserabile ci ha azzeccato e gioisce. La miseria umana non consoce limiti!

 

Per continuare con la storia della sua malattia, Chavez il 10 settembre anuncia che gli esami non mostrano nessuna presenza di cellule cancerigene. Il 2 dicembre inaugura l’incontro che da vita alla CELAC a Caracas; il 20 effettua un viaggio a Montevideo, il primo all’estero, dopo la malattia.

 

Il 21 febbraio informa che durante la prevista visita di controllo è emersa la necessità di un nuovo intervento chirurgico a causa della presenza di un nuovo tumore; il 26 febbraio è operato ed il 4 marzo lo stesso presidente informa il paese circa l’estrazione di questo nuovo tumore; quindi si sottomette a vari cicli di radioterapia. L’11 giugno presenta la sua candidatura per l’elezione rpsidenziale di ottobre. Il 4 di ottobre conclude la sua intensa campagna elettorale, che lo ha portato a visitare tutte le principali città del paese; in particolare l’ultima settimana è intensissima con due comizi al giorno, con un viaggio estenuante che da Barinas, la sua regione natale, lo ha portato a Caracas. Probabilmente lui era consapevole che fosse il viaggio d’addio ed ha voluto salutare personalmente l’enorme quantità di persone che andavano ad accoglierlo.

 

Il 7 di ottobre è nuevamente eletto rpesidente della Repubblica ed il 10 nomina come nuovo vicepresidente Nicolas Maduro. Il 27 novembre va nuevamente a Cuba per le cosuete visite di controllo. L’8 dicembre ritorna a Caracas per annunciare della necessità di un nuovo intervento chirurgico. Sicuramente sa di avere pochi mesi di vita e per questo, in una commevonte trasmissione televisiva d’addio, detta il suo testamento político, indicando in Nicolas Maduro Moros la persona cui votare come suo successore.

 

L’11 dicembre è nuevamente operato a Cuba; da allora non apparirà mai più in pubblico. Il 18 febbraio torna a Caracas ed è ricoverato all’Ospedale Militare, dove muore il 5 marzo alle 16:25. Probabilmente sapendo di non avere più alcuna speranza, ha deciso di tornare per morire in patria.

 

Il suo corpo riposa nel Museo della Rivoluzione Bolivariana, nella ex Caserma della Montagna (Cuartel de la Montaña), aperto al pubblico dal lunedi al venerdi, dalle ore 9 alle ore 16. Ricordiamo che la bara contenete le spoglie di Chavez fu trasportata dalla Camera Ardente alllestita all’Accademia Militare al Cuartel de la Montaña il 15 marzo, al suono tra l’altra anche di due canzoni italiane: Bella Ciao e Bandiera Rossa.

 

Cuartel de la Montaña

Sarcofago dove riposa Hugo Chavez

 

Come da testamento político di Hugo Chavez, Nicolas Maduro Moros è designato candidato per la coalizione di partiti che sostenevano Chavez. Essendo vicepresidente della Repubblica, come stabilisce la costituzione è stato nominato presidente ad interim dal presidente del Parlamento.

 

Chi è Nicolas Maduro Moros?

 

 

Nella foto a sinistra Nicolas Maduro quando era conduttore di autobus; a destra,

il giorno dell’iscrizione al CNE si è presentato conducendo un autobus

 

Nicolas Maduro Moros è nato il 23 di novembre del 1962 ed è stato un operaio, un autista di autobus. Dal 1991 al 1998 è stato autista nella impresa di trasporto pubblico di Caracas, Metro CA, che gestisce sia la metropolitana di Caracas che un servizio di trasporto pubblico superficiale su gomma (come dire autista dell’Atac a Roma). Ha lasciato il servizio attivo quando è stato eletto deputato nel 1998.

 

Con Nicolas Maduro Moros, l’oligarchia venezuelana si trova a scontrarsi con un personaggio considerato più scomodo di Chavez: non solo è di umili origini, della estrema periferia di Caracas (El Valle), ma proprio perchè è un operaio, un semplice autista, che a mala pena ha frequentato un liceo, lo stesso Liceo Avalos di José Khan, già ministro di Chávez, di Juan Barreto, già sindaco del Distretto metropolitano di Caracas ed anche della scrivente Cecilia Laya.

 

 

Liceo Avalos (a sinistra), dove ha studiato Nicolas Maduro, alla periferia di Caracs,

in mezzo ai barrios (si intravedono nella foto a destra)

 

Il Venezuela è l’unico paese al mondo che ha un presidente operaio, oggi ad interim e dal 14 aprile a tutti gli effetti. E’ un motivo in più per cui l’oligarchia intensificherà la lotta per riprendersi il potere, con le buone o con le male, ma in questo caso più con le male (golpe) che con le buone (elezioni).

 

Attilio Folliero e Cecilia Laya, Caracas 07/03/2013; Aggiornato successivamente varie volte

_________

Note

 

1)   L’Unità - Nell’articolo di Leonardo Sacchetti, intitolato “Galeano: «Sostengo Chávez ma ora basta con la retorica»” ed apparso ne “L’Unità”  dell’8 di ottobre del 2007, alla domanda: “Lei ha sempre difeso I'esperienza di Hugo Chávez. Non crede che le ultime riforme (presidenza vitalizia, partito unico, ecc) rischino di portare alla deriva il Venezuela?” Fanno rispondere a Galeano con le seguenti parole: «Ho sempre apprezzato iI tentativo del presidente venezualano di trasformare, caso unico nella storia, un paese ricco di petrolio in un paese generoso. Ma e anche vera che reputo fondamentale poter criticare anche le cose che ci piacciono. Nel caso di queste nuove riforme proposte da Chávez lo faccio. Parlare di presidenza vitalizia o di partito unico mi riporta a esperienze del XX secolo sconfitte e che hanno prodotto tragedie…”. Una totale manipolazione del progetto di riforma costituzionale che stava portando avanti Chávez ed una ovvia manipolazione della risposta di Galeano. Ma l’intervista a Galeano presenta nuemrosi altri punti di manipolazione.

2)   Vedasi nostro articolo: <<“Il fatto quotidiano” e le banche (venezuelane e italiane)>>, Url: http://selvasorg.blogspot.com/2010/07/il-fatto-quotidiano-e-le-banche.html

3)   Video de la BBC sui festeggiamenti a Miami per la morte di Hugo Chávez, Url: http://www.youtube.com/watch?v=fDobD5yy9h8

4)   Sugli aiuti aiuti al Bronx e le manifestazioni di appoggio a Chávez vedasi ad esempio URL: http://www.librered.net/?p=25190; ne parla acnhe la CNN Messico; vedasi url: http://mexico.cnn.com/videos/2013/03/08/el-recuerdo-de-Chávez-en-el-bronx

5)   Sul Caracazo, vedasi nostro articolo: “El caracazo: La masacre de un pueblo (in spagnolo), Url: http://www.scribd.com/doc/129887949/2008-02-27-El-Caracazo-pdf

6)   Vedasi articolo: “Germania: rivuole la sua reserva in oro dagli USA”, Url: http://selvasorg.blogspot.com/2012/10/germaniarivuole-la-sua-riserva-in-oro.html

7)   Sulla proposta di Prodi di impegnare l’oro dell’Italia in cambio di Eurobond, vedasi Il Sole 24 ore, Url: www.ilsole24ore.com/art/economia/2011-08-22/eurounionbond-nuova-europa-201300.shtml?uuid=AapbbDyD&p=2 e nostro articolo “Avevamo visto giusto: vanno all’attacco dell’oro …” Url: www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=8891

8)   Il Fatto sul rischio Longevità, Url: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/11/vita-media-2050-allunghera-anni-addio-welfare/203744/

9)   Sulla prima elezione di Capriles nel 1998 e la sua storia, vedasi articolo (in spagnolo) “Jorge Rodríguez: Candidatura de Capriles forma parte de una estafa continuada y agravada”, Url: http://www.aporrea.org/actualidad/n214034.html

10) Il Fatto: Falsa la bara di Chávez, funerali taroccati (sic), Url: http://selvasorg.blogspot.com/2013/03/il-fatto-falsa-la-bara-di-Chávez-sic.html

11) Sulle scuse di Capriles alla famiglia di Chavez vedasi ad esempio Russia Today, Url: http://actualidad.rt.com/actualidad/view/89071-capriles-excusa-familia-chavez-debates

12) Heinz Dieterich, già collaboratore di Hugo Chavez nei primi anni del governo Chavez, poi allontanato, nel suo articolo del 20 diciembre 2012, intitolato “Diosdado Cabello desconoce al Presidente” proseptta una lotta di potere fra Diosdado Cabello e Nicolas Maduro. Vedasi Url: http://www.aporrea.org/ideologia/a156316.html

13) Sui desaparecidos en Venezuela, inugurata recentemente una mostra fotografica; vedasi URL: http://www.patriagrande.com.ve/temas/venezuela/muestra-fotografica-cuenta-historia-desaparecidos-asesinados-torturados-dpuntofijismo/

14) Vedasi i dati del PIB in Venezuela, Url: http://umbvrei.blogspot.com/p/venezuela.html

15) Vedasi i dati del PIB trimestrale in Venezuela dal 1997; Url: http://umbvrei.blogspot.com/2012/06/venezuela-pib-trimestral.html

16) Pagina ufficiale di “Alo Presidente”, Url: http://www.alopresidente.gob.ve/

 

21/03/2013


pagina di alzo zero

alzo zero anno 2012

home page