ALZO ZERO 2013

 

AAA Cercasi Presidente

 

di Marco Cedolin

 

Mentre sulle pagine patinate dei media, colonizzate dai pentoloni dell'attentato di Boston, si fatica oltremisura per raccogliere qualche informazione riguardante il devastante terremoto che ha fatto strage in terra d'Iran, la situazione politica italiana continua a farsi ogni giorno più parossistica.

 

Accantonato per il momento ogni proprosito concernente la creazione di un nuovo governo, dal momento che Napolitano riteneva potesse andare benissimo quello di Monti attualmente in carica e grazie all'aiuto dei 10 saggi é stato possibile intrattenere l'opinione pubblica durante le ultime settimane, ormai non si parla d'altro che dell'elezione del nuovo Presidente della Repubblica. Quasi da questa decisione potessero dipendere il futuro del paese ed i destini di tutti coloro che tentano di sopravvivere alla caduta nella voragine che si é aperta sotto i piedi della maggior parte degli italiani....

 

Nel complicato tentativo di estrapolare dal mazzo dei papabili, un rubagalline di razza che non faccia rimpiangere il suo predecessore, sembrano essersi profusi un po' tutti con il massimo impegno, anche se dovrebbe essere chiaro che l'ultima parola spetterà come sempre ai grandi poteri internazionali e non certo ai partiti che siedono in parlamento.

 

Bersani e Berlusconi, dopo essersi incontrati più o meno segretamente, sembrano avere fatto sintesi intorno ad alcuni nomi che incontrassero anche il gradimento del cavaliere, al quale stava a cuore che la sinistra non colonizzasse tutte le cariche istituzionali. Franco Marini, Giuliano Amato e Massimo D'Alema, storici alfieri della destra liberale italiana, sembrano dunque essere i candidati più accreditati per sostituire Napolitano alla presidenza della Repubblica durante i prossimi sette anni. Le credenziali sembrano essere quelle giuste, il gradimento internazionale e delle logge di riferimento anche, ragione per cui non dovrebbe restare altro da attendere che l'esito delle votazioni.

 

Il partito del premier in carica Mario Monti non ha voluto sbilanciarsi più di tanto, limitandosi a bocciare Romano Prodi e garantire il proprio appoggio solamente ad un nome preventivamente condiviso da PD e Pdl.

 

Beppe Grillo dal canto suo ha inteso strafare, arrivando ad indire perfino le quirinarie. Una sorta di sondaggio a doppio turno fra il "popolo della rete" di fede grillina, in funzione del quale scegliere il candidato del Movimento 5 stelle al Quirinale.

 

Gli esiti dell'iniziativa (alla quale hanno partecipato circa 50mila persone) sono stati tutto sommato deludenti ed hanno confermato, nel caso ce ne fosse stato bisogno, come applicare la democrazia dal basso senza premurarsi di possedere una base sufficientemente informata ed "acculturata" nel merito della scelta da compiere, finisce per rivelarsi un esercizio privo di costrutto, utile forse solo a prendere dei granchi in compagnia. Se é vero che nel sondaggio in questione, accanto a personaggi un poco più presentabili, sono stati scelti nomi scarsamente in sintonia con la "rivoluzione" propagandata da Grillo, quali Romano Prodi, Emma Bonino o Giancarlo Caselli.

 

Accantonati il "mortadella", la dama sionista ed il persecutore dei NO TAV, sono rimasti in lizza Milena Gabanelli, Gino Strada e Stefano Rodotà. La giornalista di Report ed il fondatore di Emergency hanno rifiutato e proprio Rodotà sarà a questo punto l'uomo che i 5 stelle proporranno per l'elezione al Quirinale.

 

Un candidato magari migliore di altri, ma sicuramente non un nome nuovo, nè tanto meno un elemento in sintonia con ciò che Grillo ha urlato per mesi nelle piazze. Dal momento che Rodotà fa parte da almeno 30 anni di quella classe politica che i grillini intendevano mandare a casa, essendosi adoperato con ruoli istituzionali anche di rilievo, prima all'interno del PCI e poi del PDS, nell'ambito di un lungo percorso tutto interno alla sinistra che mai potrebbe conferirgli una posizione super partes.

 

Chi si aspettava nell'ambito di questa bagarre almeno un "canto del Grillo" probabilmente resterà deluso, ma in compenso non dovrebbero esserci dubbi sul fatto che Napolitano troverà quasi sicuramente un degno successore. E una volta eletto il Presidente si ritornerà a parlare di governo, o di elezioni, poco importa, dal momento che un governo lo abbiamo comunque e dimostra di funzionare a meraviglia.

 

28/04/2013


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