ALZO ZERO 2013

 

L'UGL e i fischi in Piazza dei Signori

 

di Giannino Stoppani

 

Primo maggio a Verona. La festa del lavoro organizzata dalla Unione Generale del Lavoro nella splendida Piazza dei Signori è stata turbata, nella sua scontata liturgia, da qualche fischio “dedicato” in modo particolare alla presenza sul palco dell’on. Renata Polverini. L’ex governatrice della Regione Lazio, novella parlamentare Pdl e tuttora “matrigna-padrona” del sindacato di via Margutta non gode più, evidentemente, delle simpatie della “sua” ex base. La scarsa presenza, poi, di partecipanti (qualcuno li ha malignamente definiti “i quattro gatti di Piazza dei Signori”) alla trita kermesse sindacale (stesso sterile rituale che ogni anno la Quadruplice dell’inganno propina ad una sempre più assottigliata platea italiota, con tanto di avanspettacolo nella capitale), la dice lunga sulla perdita di consensi che l’Ugl sta costantemente registrando da qualche anno a questa parte. D’altronde non c’è da meravigliarsi. Basta osservare quale sia stata la politica di questo sindacato in disarmo negli ultimi anni e come siano stati sfacciatamente utilizzati a fini personali gli incarichi sindacali della sua casta dirigenziale per la costruzione di carriere politiche e di fortune economiche (articolo riassuntivo in http://www.rinascita.eu/?action=news&id=19291).

Sempre ammiccante, accomodante, prona ai voleri dei padroni del vapore e dei vari governi politici e “tecnici” succedutisi al timone della Repubblica delle Banane, l’ex Cisnal ha vergognosamente svenduto, seguendo pedissequamente la politica arrendevole e collaborazionista di Cgil, Cisl e Uil, gli ultimi scampoli dello stato sociale in Italia, attraverso accordi e contratti penalizzanti e castranti per lavoratori e pensionati, e accettando e sottoscrivendo senza un briciolo di pudore tutte le schifezze partorite dai governi della miseria e delle banche. Precarizzazione e deregolamentazione del lavoro, disoccupazione galoppante e massiccia emigrazione all’estero dei giovani (l’ultimo rapporto Ismu ha evidenziato che nel 2012 50mila nostri connazionali hanno lasciato il Belpaese. L’emigrazione più massiccia è verso la Germania con un significativo 40%) sono le conseguenze delle politiche “sociali” messe in atto, con la totale acquiescenza e complicità sindacale, dai vari governi centrodestri e centrosinistri.

Tornando al primo maggio veronese, avrebbero meritato ben altro che fischi e pernacchie le parole pronunciate per l’occasione dal Segretario Generale, Giovanni Centrella, dal “palcoscenico” della manifestazione-bonsai: “Il nostro primo ringraziamento va al Presidente della Repubblica che in ogni suo discorso fa sempre riferimento a valori identici ai nostri: il lavoro, l’unità della nazione, il bene dell’Italia. È a Napolitano e al suo sacrificio per l’amore dell’Italia se oggi abbiamo un governo al quale possiamo chiedere quello che per noi è più urgente per il mondo del lavoro (…)”. Non aggiungiamo altro per carità di Patria (se il lettore è dotato di stomaco a prova di bomba potrà trovare il seguito del sermone in http://www.ugl.it/2013/05/primo-maggio-centrella-riforme-vere-per-lavoro-ed-esodati/), se non che l’Ugl è passata dagli applausi a scena aperta a Mrs. Choosy (http://www.lametasociale.it/2012/03/30/e-alla-fine-arriva-fornero/) alle odi a Re Giorgio e al giovin Letta, veri e propri panegirici viscidi e appiccicaticci più della carta moschicida. Per l’Ugl, insomma, i portaordini di Washington e della finanza internazionale, gli affiliati ai club mondialisti (Bilderberg, Aspen e compagnia brutta), i continuatori dei provvedimenti ammazza Italia, i privatizzatori in pectore delle ultimissime quote dei gioielli pubblici nazionali, i banditori d’asta dei residui brandelli di sovranità politica, economica e culturale sono apostoli del lavoro e della giustizia sociale, patrioti sinceri che agiscono per il bene della comunità nazionale.

Dalla profonda analisi sociale di Giovanni Centrella al pensiero illuminato di Renata Polverini - tra l’altro già ripetutamente espresso quando vestiva i panni di paladina dei lavoratori italiani (chi conosce le gesta sindacali della neo parlamentare non ha ora che da preoccuparsi di più dopo la sua nomina alla vice presidenza della Commissione Lavoro della Camera) - il passo è brevissimo e tutto politicamente ipercorretto: “Coerentemente con il mio impegno passato, sosterrò convintamente (sic!) la battaglia del ministro Cecile Kyenge sullo ius soli; è un tema che ormai bisogna affrontare anche perché la nostra società è ormai sempre più multirazziale” (http://www.renatapolverini.it/2013/05/06/sullo-ius-soli-sostengo-la-necessita-di-un-dibattito-come-ha-sollecitato-il-ministro-kyenge/).

Mentre queste dichiarazioni d’amore faranno il giro del web”, ci sussurra sconsolato un vecchio militante locale, cappellino bianco e bandiera senz’asta, seduto ai piedi di un Dante accigliato e distratto, “a Roma il sindacato sta andando in mona”. Annuisce il nostro accompagnatore, la fonte campana che ci svela la situazione economica esplosiva in cui sembra versare l’Ugl, destinataria in questi giorni persino di un atto di pignoramento da parte dell’autorità giudiziaria di 100 mila Euro. Una guerra tutta interna al sindacato che vedrebbe schierata l’Unione territoriale di Ravenna dell’Ugl contro la “casa madre”. Allo stesso tempo buchi di bilancio consistenti coinvolgerebbero il Patronato Ugl per 2,3 milioni di Euro e il Caf per circa 2 milioni. In corso d’esame la situazione del personale dipendente del patronato, il cui l’organico correrebbe ora il rischio di un dimagrimento di 50/80 unità. In acque tempestose (si parla di una voragine di 2 milioni di Euro) parrebbe navigare anche Città Nuove, la nota fondazione politica della Polverini, alle cui porte si dice che bussino con insistenza i creditori.

Bilanci in profondo rosso, dunque, che però non sembrano turbare più di tanto i sonni della Renata nazionale. Spostati da via delle Botteghe Oscure ad altre sedi alcuni uffici del sindacato, per far posto a quello politico della pidiellina - ristrutturazione degli ambienti e mobili nuovi di zecca compresi -, la zarina avrebbe in aggiunta traghettato alle sue dipendenze una ventina di persone, scelte tra una rosa di lavoratori dipendenti del sindacato stesso (auto e autista compresi) e sindacalisti (tra cui primeggerebbe anche il nome di Vittorio Centrella, fratello di Giovanni, trombato alle ultime elezioni nella lista Grande Sud). Inoltre, stando sempre alla nostra fonte, una pletora di parenti, amici e affini del pratolese maior sarebbero stati “sistemati” con assunzioni mirate. Naturalmente tutto e tutti a carico delle dissestate finanze ugielline.

Allo stesso modo anche i fedelissimi provenienti dalla corte regionale laziale, fra questi l’ex assessore esterno al Bilancio Stefano Cetica (dipendente UniCredit, alter ego della Polverini e fortunatissimo beneficiario di un vitalizio a 50 anni, grazie allo spudorato emendamento a suo tempo proposto in Regione dal noto Fiorito e dal Cetica votato a piene mani assieme ai suoi colleghi centrodestri nel dicembre 2011), sono tornati all’ovile sindacale, sicuro e tranquillo refugium peccatorum in paziente attesa di future, emozionanti avventure politiche. Nel frattempo sembra che i problemi di natura economica dell’Ugl abbiano costretto il sindacato a sospendere persino la corresponsione degli assegni mensili ai segretari confederali e alle unioni territoriali.

E mentre la situazione occupazionale in Italia peggiora di giorno in giorno e gli effetti della recessione si fanno sempre più pesanti, nuove nubi minacciose si addensano sulla testa dei lavoratori italiani: sono quelle nerissime che riguarderanno a breve la firma dell’accordo sulla rappresentanza sindacale che la triplice sta già decidendo con Confindustria, nell’ottica di sbarazzarsi definitivamente dei fastidiosi Bastian contrari del sindacalismo autonomo. In omaggio alla democrazia tanto sbandierata dai piazzisti sindacali legati a doppio filo al sistema, chi non firmerà l’accordo non avrà diritto di rappresentanza, né potrà esercitare quello di sciopero. In sostanza chi non accetterà deregolamentazione, flessibilità e deroghe ai contratti, tutto in pieno stile Marchionne, sparirà “legalmente” dai tavoli sindacali senza diritto di opposizione.

C’è qualcuno che vuole scommettere su come agirà l’Ugl?


14/05/2013


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