ALZO ZERO 2013

 

MP 5 Stelle: La buccia di banana

 

Marco Cedolin

 

Da quando i parlamentari del movimento 5 stelle albergano nelle stanze del potere, grazie allo straordinario successo elettorale ottenuto lo scorso febbraio, è già accaduto loro alcune volte di scivolare maldestramente, come nel caso dell'elezione di Pietro Grasso alla presidenza del Senato, ma sempre con conseguenze tutto sommato contenute, qualche contusione e nulla più. Lo scivolone sulla buccia di banana nel quale sono incorsi ieri sul tema immigrazione è invece qualcosa di serio, come sta a testimoniare l'ira dello stesso Beppe Grillo, trovatosi sempre più a gestire con affanno una rappresentanza politica assai distante dalle promesse fatte in campagna elettorale ai cittadini italiani....

 

Sarà per il fatto che l'Italia è un paese particolare, dove tutti sono costretti a sostenere la politica delle "navi negriere", tanto cara alla sinistra al caviale ed ai suoi epigoni comodamente seduti sulle poltrone delle banche e delle multinazionali. Dove se ti azzardi a ricordare che sarebbe giunta l'ora di smettere di razziare le risorse del terzo mondo, permettendo ai milioni di persone che oggi emigrano senza alcuna prospettiva di futuro, di trovarlo, il futuro, proprio all'interno del loro paese, vieni immediatamente etichettato come razzista, fascista e pure xenofobo.

 

O sarà perché una cospicua (maggioritaria o minoritaria in sincerità non saprei dirlo) parte dei deputati grillini arriva dalle macerie della sinistra radicale, ostinandosi a riproporne alcune posizioni, anche le più scellerate.

Fatto sta che i senatori del movimento 5 stelle hanno presentato, facendolo approvare (da un PD che non credeva ai propri occhi) un emendamento che abolisce il reato di clandestinità.

 

Se la decisione (condivisibile o non condivisibile) si manifesta comunque di una certa gravità, suonando come un invito agli scafisti che lucrano su tanti disperati (come sostenuto stamane dallo stesso Grillo), ancora più grave appare il fatto che i senatori in questione abbiano portato avanti e fatto approvare un qualcosa che non rientrava assolutamente nel programma elettorale del movimento 5 stelle, né tanto meno nei comizi di Grillo, durante i quali al popolo venivano promessi reddito di cittadinanza, innalzamento delle pensioni minime, nuove opportunità di lavoro e referendum per una eventuale uscita dall'euro.

 

I deputati del movimento 5 stelle (non Grillo e Casaleggio che in verità sembrano assai contrariati per quanto accaduto) hanno invece scelto, su un tema delicato e controverso come questo, la contiguità con il PD (che Grillo nei comizi identificava con il nemico numero uno), con SEL e Rifondazione Comunista, stracciando di fatto qualsiasi ambizione di trasversalità il Movimento potesse vantare.

 

Uno scivolone sulla buccia di banana, ma di quelli da spaccarsi (elettoralmente) la faccia questa volta, perché contando solo sui voti "rubati" a sinistra il 25% del consenso rischierà di diventare ben presto un miraggio.

 

12/10/2013


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