ALZO ZERO 2013

 

Muoia il "Porcellum" con tutti i Filistei! Si torni subito al Proporzionale!

 

di Nicola Bizzi

 

Pur non avendo mai avuto alcuna fiducia  nello squallido gioco delle competizioni elettorali, ho sempre sostenuto a gran voce - restando puntualmente inascoltato dai leader dei principali partiti politici con cui ho interagito - l'illegittimità dell'attuale legge elettorale e la mia ferma opposizione al cosiddetto "bipolarismo". Ho sempre considerato, infatti, il sistema bipolare che, scimmiottando il modello americano, i nostri politici del dopo Tangentopoli e della Seconda Repubblica ci hanno imposto come una forzatura, un qualcosa di anomalo e di estraneo alla nostra storia e alle nostre tradizioni politiche. Un modello, in sintesi, impostoci non perché i nostri politici lo anelassero veramente (sarebbero stati in questo caso anche dei folli, oltre che degli scaldapoltrone e dei mangiapane a tradimento!), ma perché faceva parte di un disegno molto più grande di loro, il disegno di quel Nuovo Ordine Mondiale decretato a tavolino da grandi gruppi di potere sovranazionali. Occorreva quindi, per meglio favorire questi sporchi giochi, imporre all'Italia un sistema bipolare artificiale e artificioso che, dando ai Cittadini l'illusione dell'alternanza, garantisse il potere a due schieramenti l'uno la fotocopia dell'altro; due schieramenti entrambe asserviti ai grandi gruppi di potere usurocratico-bancario e alla grande finanza internazionale: un "centro-sinistra" ad essi palesemente consociato e succube e un "centro-destra" ad essi "diversamente" interconnesso.

 

Tutto questo con la conseguente esclusione dalle aule parlamentari di tutte quelle forze politiche non conformi al "sistema" e che avrebbero potuto intralciare i piani già scritti dal Bilderberg & affini squadrocompassati.

Non ho mai creduto neanche a tutti i costi nel "dogma" della democrazia, termine che nel cosiddetto "Occidente" è stato svuotato ormai di ogni significato, divenendo appunto un "dogma", un feticcio dal quale non è lecito dissentire senza essere bollati come "sovversivi" o con assai peggiori epiteti. Ma, se proprio vogliamo giocare alla democrazia (fingendo che essa esista), almeno potevamo farlo finché avevamo un sistema elettorale proporzionale che ci garantiva il diritto alla preferenza, cioè l'illusione di poter almeno scegliere e votare un proprio candidato.

 

Fino a ieri, il solo parlare di sistema proporzionale era un tabù, per tutti gli schieramenti politici. Fra tentazioni (fortunatamente naufragate) di dare vita un "superporcellum" e farneticanti dichiarazioni bipartisan in favore di un ritorno al Mattarellum (altra solenne aberrazione), chi solo parlava, come il sottoscritto, della necessità di un ritorno a un sistema proporzionale puro, con voto di preferenza e soglia di sbarramento bassissima, veniva ritenuto un folle visionario o, nel migliore dei casi, un nostalgico della Prima Repubblica.

 

Dopo anni di stallo, caratterizzati dalla evidente volontà da parte di tutti i partiti politici, di tenersi il calderoliano Porcellum, la peggiore porcata antidemocratica della storia repubblicana, ci è voluta una sentenza della Consulta della Corte Costituzionale per decretarne l'illegittimità. I 15 giudici della Consulta hanno infatti scagliato un fulmine contro l'inerzia delle camere, dichiarando illegittime due norme del Porcellum, quella che prevede il premio di maggioranza e quella che prevede l'elezione di liste bloccate di candidati la cui composizione viene decisa a tavolino dai partiti. In questo modo, spogliando il Porcellum dei suoi abiti peggiori, la Consulta ha di fatto sbarrato la strada ad un ritorno del Mattarellum e a qualsiasi ipotesi di doppio turno alla tedesca o alla francese, dando una forte spinta per un ritorno al "famigerato" proporzionale, anzi ad un "proporzionale puro", stando a quanto riportano i principali giornali.

 

I più biechi personaggi della nostra politica si stanno già strappando i capelli, sono già nel panico, vedendo dinnanzi a sé la prossima e inevitabile morte del bipolarismo. Lasciatemelo allora dire: Finalmente! Era l'ora!

 

Io, che non ho mai avuto alcuna fiducia nella magistratura, in questa magistratura, applaudo con grande gioia a questa sentenza della Consulta, anche se naturalmente non ho ancora avuto modo di prenderne in esame le motivazioni, che saranno pubblicamente rese note fra qualche settimana, quando la sentenza verrà depositata. Non canterò le lodi dei magistrati, come face il brechtiano mugnaio di Potsdam. Continuo naturalmente  a non avere fiducia nella magistratura, soprattutto in quella magistratura politicizzata che, formando un asse con l'apparato del vecchio PCI e con il quarto potere, quello dei media, cancellò vent'anni fa con un tratto di penna, con la farsa di Tangentopoli, un'intera classe politica, corrotta, sì, ma che faceva almeno gli interessi della Nazione, per sostituirla con una ancora più corrotta che fa solo il gioco dei poteri bancari e finanziari.

 

Ma, se questa sentenza decreterà (come sembra) la fine del bipolarismo ed un ritorno al sistema proporzionale, allora sì, la applaudo. E lo faccio soprattutto alla luce dello sconcerto che questo "fulmine a ciel sereno" ha generato in Mariotto Segni e, soprattutto, in Matteo Renzi, l'uomo della Mc Kinsey e dei poteri forti, che predicava un ritorno al Mattarellum per favorire i suoi piani di potere e che ora vede franarsi il terreno sotto i piedi. E un ritorno al Mattarellum è stato invocato in questi giorni anche dal Movimento 5 Stelle, a dimostrazione di come anch'esso faccia parte del gioco del sistema.

 

E non mi interessa se decine di saccenti professori, con in testa Leonardo Morlino (in polemica con il quale, nel 1994, lasciai la Facoltà di Scienze Politiche a Firenze), gridano allo scandalo e parlano di "sentenza politica", di un'ingerenza della magistratura che, con un atto politico sta spingendo un parlamento da anni riottoso verso l'approvazione di una nuova legge elettorale.

 

Dov'è stato Morlino negli ultimi vent'anni, caratterizzati da una continua e pressante ingerenza della magistratura nelle competenze della politica? Si è accorto soltanto ora che da un ventennio è la magistratura in Italia a condizionare i giochi della politica?

 

Questa sentenza della Consulta rischia di provocare un vero terremoto, anzi lo sta già facendo. Si configurano infatti una delegittimazione dell'attuale parlamento, che grazie al Porcellum è stato "nominato" (non eletto) e una delegittimazione dello stesso Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che da questo parlamento è stato portato per due volte consecutive al Quirinale.

 

Magari fosse così! Temo invece che tutto alla fine si risolverà all'italiana, vale a dire "a tarallucci e vino". Al massimo questa sentenza della Consulta accorcerà la vita al governo del bilderberghino Letta e del "diversamente da cosa non si è capito" Angiolino Alfano. In questo modo, questo osceno governo avrà meno tempo per fare ulteriori danni al Paese e per affossare ulteriormente la nostra economia e le nostre imprese, e concentrerà i suoi sforzi nell'approvazione di una nuova legge elettorale per andare di corsa in primavera ad un voto anticipato.

 

Se invece non dovesse risolversi tutto a "tarallucci e vino" e se si verificasse un vero terremoto politico capace di scardinare tutto l'arco istituzionale, nessuno rimpiangerà questa misera Seconda Repubblica. Sulle sue macerie potrà forse risorgere, se non qualcosa di buono nell'immediato, almeno quella speranza nel futuro che fino ad oggi è stata soffocata e uccisa dai fallimenti di Berlusconi e dal tecnocraticismo massonico-bancario dei governi tecnici.

 

Muoia quindi Sansone (il Porcellum) con tutti i Filistei!

 

P.S. Massimo rispetto per i veri Filistei, che hanno lottato senza tregua contro i mendaci sacerdoti dell'usurpatore Jahveh!

 

06/12/2013


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