ALZO ZERO 2014

 

Brescia non è una strage fascista

 

di Maurizio Barozzi

 

Il rinvio a un nuovo giudizio, da parte delle Cassazione, circa alcuni imputati, spacciati per neofascisti,  in precedenza assolti sia pure con la vecchia formula della “insufficienza di prove”, non deve far ritenere che la strage di Piazza della Loggia a Brescia nel maggio 1974 possa essere una strage di marca “fascista”.

 

Se l’intento dei  magistrati che hanno disposto un nuovo processo era questo, allora possiamo dire, fin da subito, che non si arriverà a nulla e si riprodurranno le vecchie supposizioni senza capo né coda di uno stragismo opera di Servizi infedeli (che non possono esistere essendo i nostri vertici militari subordinati al sistema Nato), di Massonerie deviate (che sono un'altra leggenda metropolitana esseno la massoneria un potere planetario che assume volti diversi, per tempi e aree geografiche diverse) e di una presunta eversione nera che non c’è mai stata in quanto gli ambienti del neofascismo, eventualmente coinvolti nella strategia della tensione, erano o confidenti, o collusi o collaborati delle strutture di sicurezza di questo stato democratico antifascista incluso nel sistema Atlantico. Ergo questi personaggi, questi ambienti, non hanno fatto alcuna lotta al Sistema, essendo dei “parastatali” e proprio come i Servizi di sicurezza non svolgono attività autonome, ma solo compiti a cui sono stati comandati.

 

Se piazza Fontana è il punto tragico di arrivo di un precedente biennio di bombe e violenze, atte a destabilizzare l’ordine pubblico, per stabilizzare il paese, ingessare i governi, affinché restino fedelmente nell’Alleanza Atlantica, in un momento di grave crisi del Mediterraneo e del Vicino oriente (crisi che richiese anche un Colpo di Stato dei Colonnelli, orchestrato dalla Cia, in Grecia), Brescia è un qualcosa di profondamente diverso, sia come false flag (Piazza Fontana e le bombe precedenti miravano a “incastrare” ambienti anarchici, per spaventare i borghesi), sia come manovalanza, visto che precedentemente erano stati direttamente coinvolti ambienti della destra pseudo neofascista, mentre per Brescia è un mixer di ambienti e situazioni a tutt’oggi inestricabile.

 

Brescia quindi, non ci sono dubbi in proposito, è l’inizio di una sottile strategia atta a sconvolgere la vecchia cultura borghese e cattolica del paese e ristrutturarne le sue basi socio politiche in senso progressista e modernista. il cui approdo sarà la Seconda Repubblica con la sottomissione del nostro paese al sistema di usura bancaria internazionale e la perdita totale di ogni minimo residuo di sovranità nazionale (trionfo del mondialismo).

 

Ecco i veri risultati di circa 20 anni di stragismo, sviluppatosi con due strategie opposte e complementari: altro che Golpe e regimi autoritari, che sono utili in momenti eccezionali e transitori, ma non sono funzionali al mondialismo!

 

Il tutto agevolato, appunto, dalla creazione di un immaginario collettivo e baracconi processuali “del secolo” montati dai mass media, per  propagandare un “terrorismo nero” e golpista creato ad arte. Un immaginario collettivo che portò, dopo la strage dell’Italicus, oltre centomila persone, sapientemente organizzate dalle sinistre, a manifestare, anche nelle località balneari, contro le stragi fasciste.

 

Folle e famigliari delle vittime che poi queste sinistre hanno opportunamente fregato ripiegando sulla favoletta di Servizi e Massonerie deviate ed eversione nera, che non poteva condurre da nessuna parte e men che mai alla individuazione dei veri colpevoli, ma erano favolette utili a non spezzare la continuità del potere, a non chiamare in causa lo Stato e gli ambienti Atlantici, riservandosi così negli anni successivi il loro squallido spazio di potere governativo e il loro allineamento alla Nato.

 

Cominciamo intanto con il dire che dopo la Strage di Brescia si verificarono subito questi fenomeni, concreti, veri, accertabili storicamente, non supposizioni, qui di seguito riportati:

 

1. prese una sua dimensione politica quel cosiddetto “capitalismo illuminato”, post 1969,  che cercava nuovi mezzi di produzione  e nuovi mercati anche attraverso il consenso e il concerto con le strutture sindacali tradizionali. Nei giorni successivi a quella strage, non a caso ,vennero chiusi alla grande importanti Contratti Collettivi di Lavoro, auspicati dai sindacati. Cosicché Sindacati rossi, e uomini della sinistra comunista, vennero sdoganati, anche ufficialmente (ufficiosamente il PCI, sdoganato lo era già da anni, visto che non si trattava di un partito rivoluzionario, ma ben interno alle nostre Istituzioni democratiche).

 

2. il PCI fece un gran balzo nel consenso elettorale, tanto che nel biennio successivo, per la prima volta, sfiorò la maggioranza dei voti, e lo scavalcamento della DC. Solo il contesto di Jalta, impediva al Pci, oramai “occidentalizzato” dall’operato dei Berlinguer, di poter arrivare al governo, non prima della caduta del “muro”.

 

3. Brescia fu anche l’occasione per liquidare vecchie strutture e personaggi dei Servizi, che avevano fino ad allora operato con altre strategie di strumentalizzazione di gruppi pseudo neofascisti (in particolare gli AA.RR., e  Miceli al Sid, ecc.). Dopo Brescia i nostri Servizi subirono vari rimpasti, ma si badi bene: i precedenti arnesi vennero spostati, ed impiegati in altri compiti non di certo incriminati, essendo pur sempre funzionali al sistema Atlantico (eloquente il caso di U. F. D’Amato rimasto a fare da cerniera di supervisione e controllo anche in ambito Nato).

 

4. Si consolidò  tutta una cultura pseudo “antifascista” e progressista: nella editoria, nella filmografia, nei circoli intellettuali, che tutt’ora perdura e che ha non poco influenzato il potere giudiziario.

 

Tutto questo era anche la conseguenza di quel colpo di Stato silenzioso che in America aveva portato al Watergate, dove lobby di potere politico - finanziario presero in mano tutto il potere della Amministrazione Usa e vennero rivoltati tutti i servizi di Intelligence americani. Si inauguravano da allora altre strategie internazionali molto più direttamente coinvolte nei progetti mondialisti (non a caso l’ex magistrato Ferdinando Imposimato, per i grandi registi dello stragismo in Italia, ha parlato non solo della Cia, ma anche del Bilderberg!).

 

Purtroppo una giustizia carente e l’utilizzo dello stragismo per fini politici, non ci consentono oggi di avere elementi probanti per individuare gli esecutori della strage di Brescia. Non possiamo addirittura escludere che ci furono all’opera anche ambienti “rossi”, di quella sinistra antagonista controllata dalle strutture di Intelligence occidentali e dal Mossad, quegli ambienti che probabilmente da Parigi, diressero sottilmente l’assassinio di Moro.

 

A questo proposito accogliamo con favore il recente libro di Gabriele Adinolfi (“Quella strage fascista, così è se vi pare”) che porta vari elementi, sia pure sotto forma romanzata, a mettere in luce un certo ruolo di questi ambienti cosiddetti “rossi” manipolati dalla Intelligence di mezzo mondo. Ma parliamoci chiaro, scoperchiare certe pentole, fino ad oggi tabù, non deve servire per deviare e annacquare le responsabilità di un certo ambiente di destra pseudo neofascista.

 

Ma per quanto riguarda i mandanti, non abbiamo alcun dubbio: la strage di Brescia nasce e si concretizza sotto l’ispirazione Atlantica, essendo funzionale alle nuove strategie false flag di questo sistema che ora sono diverse da quelle false flag di Piazza Fontana che miravano ad accollare la strage agli anarchici, come diverso comincia anche a delinearsi il ruolo dell’Atlantismo in Europa.

 

UNA SOTTLE ED INFAME STRATEGIA

Chi, infatti, ha progettato quella strage sapeva benissimo che la strage doveva apparire “fascista” (bomba ad un comizio sindacale antifascista; apparente risposta alla grande vittoria al referendum sul divorzio; il precedente del neofascista Silvio Ferrari saltato per aria per dell’esplosivo che trasportava; ambienti di destra incriminati da tempo per Piazza Fontana e altri per la pagliacciata del Golpe Borghese; il precedente  del  neofascista Nico Azzi che si fece esplodere in mano, su un treno, un innesco di bomba; tutti elementi questi atti a ricamare una strage fascista: chi ha progettato quella strage aveva ben calcolato gli effetti!).

 

E proprio così è avvenuto, tanto che sono anche stati coinvolti svariati militanti dell’area di destra neofascista, attraverso accuse inventate di pentiti, manovre poliziesche e input politici.

Ragazzi che sono stati incriminati innocenti, e successivamente hanno dovuto essere scagionati ed in alcuni casi anche risarciti. Hanno pagato, purtroppo, il fatto di essere cresciuti o passati in quegli ambienti balordi del destrismo missista o para missista, che li strumentalizzava per portarli a manifestare per Nixon, per i Colonnelli greci, per Pinochet, che li immergeva nell’anticomunismo viscerale, complice anche la violenza delle sinistre, insomma per tutte quelle puttanate del destrismo che gli appiccicavano, inevitabilmente addosso, l’etichetta della reazione.

 

Nel momento in cui, la strage di Brescia, aveva lo scopo di ritagliare un immaginario collettivo di caccia al bombarolo fascista, era evidente che tutto un ambiente ne avrebbe subito le conseguenze.

 

MA ATTENZIONE, il variegato mondo neofascista, presentava anche tanti veri balordi e soprattutto confidenti dei Servizi e Collusi con gli stessi e anche con i servizi Atlantici.

 

Quindi riteniamo molto probabile, che questi ambienti di falsi fascisti, sotto ispirazione dei Servizi, hanno manovrato in modo da rendere possibile il coinvolgimento di tutta un ‘area politica.

 

Queste operazioni sporche, infatti, per poter poi essere adeguatamente sfruttate, hanno sempre bisogno di qualche “aggancio”. E’ lo stesso modus operandi della false flag degli attentati dell’11 Settembre in America. Non ci sono dubbi che Torri gemelle e Pentagono furono operazioni di alta caratura tecnica e operativa, impossibile per degli arabi piloti da baraccone. Pur tuttavia un gruppetto di Arabi sotto controllo da anni negli States, per coinvolgerli in qualche modo e consentire poi l’immaginario collettivo degli “attentatori islamici”, e ben stato utilizzato.

 

In ogni caso, vari  personaggi di destra neofascista, more solito, risultano confidenti dei Servizi, con tanto di criptonimo di riconoscimento, risultano  collusi con strutture Atlantiche, persino con il Mossad israeliano, quindi - tutto possono essere - meno che Fascisti.

 

Non solo un vero fascista non coopererebbe MAI con i nostri colonizzatori avendo ben presente il suo dovere di agire nell’interesse della Nazione, cosa che invece hanno fatto i missisti e i destristi, ma oltretutto ad un fascista non passerebbe mai per il cervello di deporre una bomba che possa uccidere o mutilare altri italiani.

 

Ma l’origine inconfessabile della strage di Brescia, ci indica anche il ruolo depistante e insabbiante, oltre che deviante dei Servizi, i quali non insabbiano, non depistano solo per coprire balordi da loro utilizzati (che vengono poi scaricati quando gli viene ordinato), ma depistano, infrangendo la Legge,  unicamente per non far risalire certe responsabilità agli organi dello Stato e ai vertici Atlantici,  nostri colonizzatori, che li presiedono. 

 

La stessa piazza della Loggia, che dopo la strage, venne immediatamente lavata con gli idranti, facendo scomparire preziosi elementi di prova, specialmente sul tipo di esplosivo utilizzato, siamo convinti che non può essere causale, nè un errore, o una leggerezza commessa da qualche ufficiale. Se quindi non è casuale, ma voluta, è evidente che si dovevano coprire le possibilità di arrivare ai veri ideatori della strage che non possono essere dei balordi della destra neofascista.

 

Dunque quella strage è Atlantica, e di conseguenza, sia pure indirettamente è un'altra Strage di Stato e noi non abbiamo alcuna fiducia che questa magistratura possa farvi luce.

 

Ben venga, comunque, il proseguo del processo, purché non sia funzionale a perpetuare le favolette del sistema: servizi  infedeli, massonerie deviate ed eversione nera.

Noi vogliamo che siano tutti smascherati, anche eventuali neofascisti che vi hanno a qualche titolo partecipato, e che quindi  sarà poi facile dimostrare che questi farabutti NON erano fascisti, ma informatori dei Servizi, collusi con strutture atlantiche nemiche del nostro paese e sotto la loro falsa camicia nera, portavano la bandiera a stelle e strisce con la stella di David al centro.

 

Niente deve essere insabbiato, niente deve essere coperto, tutto deve venire alla luce. Per la memoria dei morti e dei mutilati, per lo strazio del nostro paese così miseramente venduto, per la testimonianza del fascismo sporcata da luridi cialtroni.

 

23/02/2014


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