ALZO ZERO 2014

 

Città Nuove/Ugl, coppia di fatto

 

di Giannino Stoppani

 

Il nostro articolo del 22 aprile scorso sul pasticciaccio“Giovanni Centrella”, il segretario generale Ugl incriminato dai magistrati Pesci e Rossi per associazione a delinquere e appropriazione indebita aggravata (sottrazione di oltre 500 mila euro dai conti della confederazione), ha destato non poco interesse tra chi segue da lungo tempo le nostre inchieste sulla ex Cisnal. Un nostro affezionatissimo lettore, nonché profondo conoscitore delle vicende interne ugielline, non solo ci ha confermato quanto da noi denunciato riguardo alla vicenda Cnel (l’organigramma delle strutture di federazione Ugl pubblicato sul sito del Cnel conteneva nominativi di sindacalisti deceduti da tempo o dimissionari dallo stesso sindacato con tanto di lettera Urbi et Orbi contro la segreteria generale), ma ci ha anche informato che, all’indomani della pubblicazione del nostro pezzo sul quotidiano Rinascita e sul periodico del socialismo nazionale Italia Sociale, puff!, come d’incanto, sparivano, dal sito del caravanserraglio pubblico, tutte le “forze sociali rappresentate al Cnel”. La solerte manina che ha operato tale magia, cassando in blocco tutte le OO.SS. e le rappresentanze di categoria - una scelta obbligata, riteniamo, per tentare di arginare, dopo la nostra denuncia, il palese livello d’inutilità di questo cimitero degli elefanti da 20 milioni di euro l’anno

(http://espresso.repubblica.it/affari/2011/05/03/news/cnel-il-cimitero-degli-elefanti-br-1.30993;

http://espresso.repubblica.it/palazzo/2012/06/14/news/cnel-quanto-spende-la-casta-1.44157) - non ha però pensato che nel mondo informatico certe operazioni lasciano comunque delle tracce, come la bava delle lumache. E così,nominativi alla mano, abbiamo ritrovato nell’etere gli scomparsi [taluni purtroppo, come abbiamo detto, anche di fatto] rappresentanti sindacali Ugl presso il Cnel, di cui avevamo, tra l’altro, con lungimiranza, stampato il profilo dallo stesso sito anche prima dell’operazione pulizia. Per motivi di opportunità e di rispetto della privacy ne riportiamo solo le iniziali: F. D. per la federazione metalmeccanici; R. B. per la federazione coltivatori; V. G. per la federazione autoferrotranvieri; M. B. per la federazione ausiliari del traffico; G. A. per la federazione nazionale scuola; G. M. per gli enti pubblici; R. P. per la federazione trasporto aereo.

Dal Cnel all’Ugl e da questa a Città Nuove l’avventura continua…” tiene a puntualizzare il nostro interlocutore.

Già, Città Nuove, la nota fondazione politica facente capo a Renata Polverini. Era il 13 gennaio 2012 quando, nella magnifica cornice del Tempio di Adriano a Roma, l’ex femme prodige di Via Margutta e tuttora zarina di Botteghe Oscure, presentava alla platea degli intervenuti, in massima parte politici navigati, la sua allegra macchina da guerra per la conquista delle poltrone messe in palio nei ludi cartacei. Una macchina ben oleata grazie anche a un lubrificante ad alta viscosità denominato “rimborsi elettorali”, vale a dire il finanziamento alla partitocrazia uscito malamente dalla porta, a seguito della bocciatura popolare nel noto referendum, e rientrato trionfalmente dalla finestra sotto forma appunto di “indennizzo”. La fondazione prese possesso di ben due uffici, 2° e 3° piano, nel bel palazzo del civico 184 di Via del Corso. Qualcosa però, da lì a qualche mese, ne avrebbe inceppato i meccanismi.

Cominciava a scarseggiare l’olio”, aggiunge il nostro attento estimatore. Tradotto in parole povere il taglio ai rimborsi elettorali avrebbe costituito per le casse della fondazione un bel buco pari a un paio di milioni di euro

(http://www.affaritaliani.it/roma/la-polverini-fa-piazza-pulita-citt-nuove-in-profondo-rosso-25092012.html).

All’ordine di smobilitazione degli uffici del Corso, ormai un costo divenuto pressoché proibitivo, seguirà il trasferimento, armi e bagagli, degli apparatčik polveriniani nel refugium peccatorum di Botteghe Oscure.

Narrano testimoni oculari della vicenda che un super agitato Centrella ordina, in men che non si dica, la smobilitazione e lo sgombero immediato di alcuni uffici del sindacato, tra cui il Caf, per far posto alla nuova sede della fondazione Città Nuove. A nulla valgono le argomentazioni di alcuni addetti intenti a terminare un delicato lavoro di rendicontazione. Il Segretario va su tutte le furie e non vuole sentire ragioni. “Fuori tutti”, sembra essere la parola d’ordine. Non c’è tempo da perdere. Si predispone così l’immediato imballaggio delle suppellettili e il loro trasloco in altri lidi. Bisogna fare in fretta per lasciare il campo agli operai che procederanno alla ristrutturazione degli ambienti che dovranno accogliere la novella inquilina. Seguirà la fornitura di nuovo arredamento con tanto di tv al plasma.

Curioso. I guai economici sembrano accomunare entrambe le strutture controllate dall’on. Polverini: da un lato, appunto, Città Nuove, dall’altro l’Ugl, la cui “procuratela” pare ancora restare saldamente nelle mani del Centrella, nonostante l’imbarazzante inchiesta della magistratura che lo coinvolge. Come la prima, anche la seconda lamenta buchi al bilancio (già qualche tempo addietro il fallito acquisto di un palazzetto in via Guattani, che doveva essere adibito a nuova sede Ugl, con relativa uscita di un milioncino di Euro dalle casse dell’Enas, a quanto pare senza ritorno, aveva creato qualche “problema” di bilancio). Ciò imporrà alla confederazione sindacale l’ineluttabile soluzione dell’abbandono della prestigiosa sede di Via Margutta. Destinazione finale? Diamine, Botteghe Oscure no!

Città Nuove e Ugl si trovano accomunati in una sorta di convivenza, divenendo così una vera e propria coppia di fatto. Tale unione sarà vieppiù consolidata dal “prestito” di personale dipendente del sindacato alla fondazione della Polverini, al cui interno molti dei personaggi con ruoli chiave (soprattutto parenti stretti: figli, fratelli, cognati, mogli) fanno capo al clan avellinese, capitanato da Centrella senior, e ai fedeli cortigiani della rappresentante dei forzuti italioti.

In molti casi sembra essere di routine il doppio incarico “fondazione-sindacato” e i trascorsi politici di taluni esponenti nella giunta Polverini alla Regione Lazio (come il caso di Claudio Durigon, già capo di gabinetto dell’assessore Zezza) paiono costituire titolo di preferenza per l’assegnazione d’incarichi politici e sindacali. Nel recentissimo Consiglio nazionale Ugl svoltosi a Pomezia, sotto l’occhio vigile dell’on. Polverini anche lei presente alla kermesse, il Durigon, già coordinatore provinciale di Città Nuove, ottiene, si dice su input della succitata, la nomina di Segretario Confederale Ugl con delega alla Formazione e Enti bilaterali. E chi non ricorda la tenera coppia Ronghi-Peluso al tempo delle loro “preziose collaborazioni” alla regione Lazio? Il “ricongiungimento” affettivo costò al contribuente 122 mila euro l’anno. Emolumenti percepiti dalla compagna del fortunatissimo Salvatore, la sig.ra Gabriella Peluso per l’appunto, che dall’ufficio stampa della regione Campania fu catapultata nel bengodi regionale laziale, grazie ad una carica “su misura” appositamente confezionata per lei. Senza contare, naturalmente, i 189 mila euro annui guadagnati (si fa per dire) dal ras campano, fondatore del movimento Grande Sud e potente esponente della triade ugiellina, in qualità di segretario generale della regione Lazio

(http://espresso.repubblica.it/palazzo/2011/10/04/news/polverini-posti-d-oro-agli-amici-1.36025).

Attualmente il sig. Ronghi occupa la carica di Presidente Enof (l’ente dell’Ugl per l’Orientamento e la formazione professionale), mentre la sua gentile metà, la sig.ra Peluso, è capo dipartimento del settore legislativo dell’Ugl. Contemporaneamente Stefano Cetica, inseparabile ombra della Polverini (ubi tu Gaia ego Gaius), è stato nominato presidente dell’Enas, l’ente di assistenza sociale dell’Ugl.

Insomma tra la fondazione politica della Polverini e l’ex Cisnal l’osmosi ormonale sembra raggiungere picchi estremi. Non c’è carica di rilievo o posto di riguardo nel sindacato che non faccia capo ad un responsabile di Città Nuove, compreso lo staff che si occupa del nuovo sito www.mondougl.it. Nato per offrire agli iscritti al sindacato servizi e convenzioni varie, molti dei suoi quadri risultano infatti essere esponenti di Città Nuove di Avellino.

L’intreccio Città Nuove/Ugl arriva a sfiorare la soglia dell’impudenza, quando con la nota “in attuazione degli accordi di collaborazione raggiunti con la confederazione (…)” gli addetti della fondazione trasmettono quotidianamente alle strutture Ugl una rassegna stampa imbottita di articoli selezionati di Forza Italia.

Quali sono i rapporti economici all’interno della coppia?” chiediamo alfine al nostro interlocutore, al quale si sono aggiunti nel frattempo alcuni dipendenti Enas/Ugl. “È qui che casca l’asino” rispondono in coro.

Auspichiamo che sia ora la magistratura, che sta indagando sui fondi sottratti all’Ugl, ad approfondire la questione. Un’inchiesta seria deve essere condotta a 360 gradi, senza trascurare alcun dettaglio. Se ci saranno responsabilità penali per eventuali finanziamenti illeciti alla politica, attraverso questo strano ménage tra una fondazione politica e un sindacato, nel cui bilancio – è bene rammentarlo - transitano soldi pubblici rivenienti dall’attività sociale espletata dagli enti preposti a tale compito (Enas, Caf), non v’è dubbio che salteranno fuori. Con buona pace delle tante dichiarazioni sull’indipendenza dell’Ugl dalla politica e di coloro che continuano a spacciarsi per difensori dei lavoratori, dei pensionati, dei precari, dei disoccupati.

Tra il dire e il fare si frappongono, purtroppo, enormi e inconfessabili interessi personali dei tanti, troppi parolai in servizio permanente effettivo”.


21/05/2014


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