ALZO ZERO 2015 

 

Basi statunitensi in Italia. Occupazione della penisola e strategia Usa nel Mediterraneo

 

di Federico Dal Cortivo

 

Con il trattato di pace di Parigi del 1947, veniva sancita la fine della sovranità politica ed economica dell’Italia. Sconfitta nella Seconda Guerra Mondiale ad opera di Stati Uniti e Gran Bretagna, per essa si aprivano scenari di totale sudditanza agli Stati Uniti, mentre la Gran Bretagna spossata da una guerra durata ben 6 anni, cedeva il controllo di questa aerea del Mediterraneo al potente allenato d’oltre oceano.

 

Le truppe statunitensi che erano sbarcate in Sicilia nel luglio del 1943, con la complicità della Mafia, da allora non lasceranno più il territorio italiano, installando comandi militari, basi aeree,terrestri e navali, depositi logistici e centri di controllo radar, che superano le 100 unità.

 

Nel 4 aprile 1949 nasceva la Nato che nelle intenzioni avrebbe dovuto difendere l’Europa Occidentale dalle mire dell’Unione Sovietica e poi successivamente dal Patto di Varsavia costituito nel 1955. Ve tenuto presente che l’Unione Sovietica, assieme agli Stati Uniti si era spartita l’Europa con il Trattato di Yalta nel 1945, le zone d’influenza e occupazione militare erano ben delimitate e tali rimarranno fino al all’implosione dell’Unione Sovietica.

 

Sulla carta quindi si trattava di un alleanza militare tesa a difendere le democrazie occidentali, nei fatti si trattava di uno strumento in mano alla potenza egemone gli Usa, che di fatto la comandavano e ne dirigevano i settori più importanti, secondo le necessità della politica estera di Washington. Le recenti guerre nel Vicino Oriente lo dimostrano in maniera eloquente.

 

Per l’Italia la Nato ha significato solo il radicarsi dell’occupazione militare, sotto le mentite spoglie dell’alleato e con la totale accondiscendenza dei vari governi italiani che si sono succeduti nel secondo dopo guerra, gli Stati Uniti hanno progressivamente occupato la penisola italiana da Nord a Sud.

 

Tra le principali basi aeree, troviamo Aviano nell’Italia Nord Orientale, unica base aerea Usa a Sud della Germania, sede del 31° Fighter Wing su F 16, del 31° Maintenance Group. 31° Mission Support Group - Medicale Group - e 724 Air Mobility Squadron. La missione principale del 31° Wing, che fa parte del 5° Allied Tactical Air Force con sede a Vicenza (ITA), è quella di condurre operazioni aeree nel Sud Europa, anche strike nucleari, perché ad Aviano sono custodite anche armi nucleari tattiche bombe B-61. Ha fornito appoggio aereo durante l’attacco Nato alla Serbia nel 1999.

 

Ghedi, situata in Lombardia è - dopo Aviano - la seconda base che ospita bombe nucleari tattiche B-61, sede del 7402 Munitions Support Group.

 

Capo Teulada in Sardegna è invece utilizzato come poligono di tiro per le forze aeree Usa e Nato, nonché VI Flotta dell’Us Navy.

 

Come supporto logistico per le forze militari Usa nel Mediterraneo abbiamo Camp Darby, tra Pisa e Livorno, sede del 31st Munition Squadron.

 

A Vicenza vi è la sede della Setaf-Southern European Task Force, che controlla reparti italiani, greci e turchi e fornisce appoggio terrestre al nuovo comando dedicato all’Africa-Africom.

 

Extraterritorialità basi Usa

Le basi statunitensi pongono un problema non solo politico, ma anche giuridico perché e sono sottratte di fatto alle leggi italiani e quindi coprono le attività in esse svolte con segreto militare e di Stato. Gli stessi militari statunitensi non possono essere processati da tribunali italiani, ma solo da quelli militari delle loro Forze Armate. Un episodio su tutti, la strage del monte Cermis 3 febbraio 1998, quando un velivolo dei Marines EA 6B Prowler volando al di sotto delle quota di sicurezza trancia i cavi della funivia che da Cavalese porta al monte Cermis. Nello schianto muoiono 19 turisti di varie nazionalità europee. Uno studio del settore affari internazionali del Senato italiano ha evidenziato come questo problema sia tutt’ora aperto.

 

29/03/2015


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