ALZO ZERO 2016 

 

Cuba: Il porto di Mariel e la via per lo sviluppo.

 

di Raico Escalante Cutiño (*)

 

Mariel è il nome di un paese situato nella provincia di Artemisia, a ovest della città dell'Avana, capitale di Cuba. Mariel è anche il nome del porto e della baia che fanno parte della zona speciale di sviluppo che, da due anni, rappresenta un elemento importante per dinamizzare l'investimento straniero nella più grande isola delle Antille.

 

La zona speciale di sviluppo Mariel si estende per più di 465 chilometri quadrati e sta diventando un punto di ricerca d’innovazione tecnologica e di concentrazione industriale, garantendo, allo stesso tempo la salvaguardia dell'ambiente.

 

L'enclave è stata concepita con un carattere integrale e armonico, in base a quella che è la potenzialità generale della zona, previa un'integrazione adeguata con l'economia cubana interna, a partire dalla produzione di beni e servizi di alto valore aggregato, la concentrazione industriale con tecnologie pulite, il potenziamento della ricerca, l'innovazione tecnologica e la sostituzione delle importazioni.

 

Nel gennaio 2014 si è inaugurato il primo ramo del terminale di containers di porto Mariel. L'opera è stata portata avanti dall'azienda di costruzioni brasiliana Oderbrecht contando su un finanziamento di 682 milioni di dollari del Banco Nacional de Desarrollo Economico e Sociale, il Banco de Fomento del Governo Brasiliano, con l'obiettivo di creare un mega porto capace di ricevere i nuovi cargo da più di 200 mila tonnellate , conosciuti come “barche post panama”, che potranno attraversare il Canale di Panama una volta conclusa l'opera di ampliamento dello stretto.

 

Primi ad investire

Il mondo guarda a Mariel perchè questa enclave è destinata a diventare il polo del commercio fra Asia, Europa, Centro e Sudamerica, Caribe e America del Nord. Circa 400 compagnie straniere hanno manifestato il loro interesse per investire nella zona speciale di sviluppo. Le autorità cubane hanno informato che fino al momento, sono stati accettati 8 nomi per sviluppare il loro progetto in loco.

 

Le compagnie sono: la Terminal di Containers Mariel, di Cuba; l'impresa Richmeat del Messico, che si occupa di fabbricazione di imballaggi; Profood Service dalla Spagna, fornitrice di alimenti e bevande per il settore degli hotel; BDC-Log e BDC-Tec, entrambe belghe, delle quali la prima lavorerà nel settore logistico e la seconda in quello di alta tecnologia; Devox Caribe, anche questa messicana, seguirà la fabbricazione di vernici e anticorrosivi; Servizio Logistico Mariel di Cuba e BrasCuba per le sigarette, un'impresa mista cubano-brasialiana che aspira a triplicare il suo investimento nell'isola.

 

La procedura per la presentazione dei progetti, è stata giudicata dagli investitori come flessibile e molto professionale. Si tratta di un sistema conosciuto come “finestra unica”, ideato in 4 fasi: dalla presentazione del progetto, fino alla sua approvazione e include orientamento e affiancamento per le aziende investitrici. Il piano prevede anche il rilascio di licenze, permessi e autorizzazione con le istituzioni e gli organismi del nazionali.

 

Creare Mariel

Trascorsi già più di due anni dalla sua creazione, nel settembre del 2013, la zona speciale di sviluppo Mariel cresce con la sua infrastruttura per l'insediamento dei primi progetti approvati. Divisa in settori per il suo sviluppo: Il settore A, più vicino al Terminal di containers e alla baia, è stato selezionato come punto di inizio dello sviluppo, suddiviso in 11 aree per attività industriali e logistiche. Il piano Maestro di questo settore continua ad essere in mano alla compagnia francese Bouygues Batiment International.

 

Attualmente si lavora alle vie di accesso che collegano alla zona speciale di sviluppo di Mariel il resto del territorio cubano, si fanno opere infrastrutturali, ferroviarie , per la somministrazione di acqua potabile ed energia elettrica. Con questo sistema parallelo si lavora nel Sistema di Comunicazioni Informatico connesso con fibra ottica e un collegamento radio come supporto essenziale.

 

Gli Ostacoli

Con il ristabilimento delle relazioni diplomatiche fra Cuba e Stati Uniti, si aprono nuove porte con prospettive per le relazioni bilaterali, nonostante restino in vigore le restrizioni imposte dal blocco economico nordamericano, vigente dall'anno 1962, che impedisce le negoziazioni con le imprese nordamericane.

 

Molte compagnie statunitensi sono interessate ad investire nella zona speciale di Mariel, ma le proibizioni stabilite da questa vecchia misura, glielo impediscono. Anche il carattere extraterritoriale dell'embargo frena gli investitori di paesi terzi con interessi verso l'ìsola.

 

Rappresentanti di importanti corporazioni statunitensi come Caterpillar, General Electric, General Motors, Johnson & Johnson, Dell, Microsoft, fra le tante, hanno visitato la zona di Mariel e riconoscono che stanno perdendo opportunità a causa delle limitazioni dell'embargo imposto dagli USA.

 

La zona speciale di sviluppo di Mariel, nonostante tutto, non si ferma nella crescita ma è destinato a convertirsi, di pari passo con la legge per gli investimenti stranieri, approvata dal governo cubano per attrarre capitali stranieri per la crescita economica dell'isola.

 

Proprio ad ovest della capitale cubana, a solo 45 minuti, si sta potenziando un emporio che si prefigge uno sviluppo sostenibile non soltanto a Cuba, ma in tutta la regione caraibica.

 

(*) periodista de la Tv Nacional Cubana e televisión Granma

 

 

Mariel o el camino al Desarrollo

 

di Raico Escalante Cutiño periodista de la Tv Nacional Cubana

 

Mariel es el nombre de un poblado ubicado en la provincia de artemisa al oeste de la ciudad de la habana, capital de Cuba. Mariel es también el nombre del puerto y de la bahía localizados allí y que forman parte de la zona especial de desarrollo que desde hace dos años se fomenta como un importante elemento para dinamizar la inversión extranjera en la isla mayor de las Antillas.

 

La zona especial de desarrollo Mariel tiene una extensión de más de 465 kilómetros cuadrados y busca el fomento de la innovación tecnológica y la concentración industrial, garantizando al mismo tiempo la protección del medio ambiente.

 

El enclave se ha concebido con un carácter integral y armónico que según se describe en la propia información general de la zona, prevé una articulación adecuada con la economía cubana interna a partir de la producción de bienes y servicios de alto valor agregado, la concentración industrial con tecnologías limpias, potenciar el conocimiento, la innovación tecnológica, generar exportaciones y sustituir importaciones. 

 

En enero de 2014 se inauguró el primer tramo de la terminal de contenedores del puerto del Mariel. La Obra estuvo a cargo de la constructora brasileña Odebrecht, y contó con una financiación de 682 millones de dólares del Banco Nacional de Desarrollo Económico y Social, el Banco de Fomento del Gobierno brasileño, con el objetivo de crear un mega puerto capaz de acoger los nuevos cargueros de más de 200 mil toneladas de desplazamiento -conocidos como barcos post-panamax-, que podrán atravesar el Canal de Panamá una vez concluidas las obras para su ampliación.

 

Primeros en invertir

El mundo vuelve los ojos hacia el Mariel porque este enclave está llamado a convertirse en un punto focal para el comercio entre Asia, Europa, Centro y Suramérica, el Caribe y Norteamérica. Unas 400 compañías extranjeras han manifestado su interés en invertir en la zona especial de desarrollo ubicada allí. Las autoridades cubanas han informado que hasta el momento están aprobados 8 usuarios para desarrollar sus proyectos en el lugar.

 

Las compañías establecidas son la Terminal de Contenedores Mariel, de Cuba; la empresa Richmeat de México, dedicada a la fabricación de embutidos; Profood Service de España, abastecedora de alimentos y bebidas para el sector hotelero; BDC-Log y BDC-Tec procedentes ambas de Bélgica, la primera trabajará en el sector logístico y la segunda en el de altas tecnologías; Devox Caribe también de México dedicada a la fabricación de pinturas y anticorrosivos; Servicios Logísticos Mariel de Cuba y BrasCuba Cigarrillos, empresa mixta cubano- brasileña que aspira a triplicar su inversión en la isla.

 

El procedimiento para la presentación de proyectos ha sido evaluado por los inversionistas como ágil y muy profesional. Se trata de un sistema conocido como ventanilla única ideado en 4 fases desde la presentación del proyecto hasta su aprobación e incluye acompañamiento y orientación permanente al inversionista así como la tramitación de las licencias, permisos y autorizaciones con las instituciones y organismos del país.

 

Crear el Mariel

Trascurridos más de dos años desde su creación, en septiembre de 2013, la zona especial de desarrollo Mariel crece en su infraestructura para el asentamiento de los primeros proyectos aprobados . Dividida en sectores para su crecimiento El Sector A, más próximo a la Terminal de contenedores y a la bahía, fue seleccionado para iniciar el desarrollo, subdividido en 11 áreas para actividades industriales y logísticas. El Plan Maestro de este sector está siendo conducido por la compañía francesa Bouygues Bâtiment International.

 

Actualmente se trabaja en los viales de acceso que enlazan a la zona especial de desarrollo Mariel al resto del territorio cubano, se realizan obras de infraestructura ferroviaria y para el suministro de agua potable y energía eléctrica. De manera paralela se labora en el Sistema de infocomunicaciones interconectado por fibra óptica y un enlace por radio como soporte redundante.

 

Se avanza en la construcción del primer Centro de Negocios, al que se sumarán otros inmuebles destinados a oficinas, almacenes, bancos, centros comerciales y de servicios.

 

De los obstáculos

Con el restablecimiento de las relaciones diplomáticas entre Cuba y Estados Unidos se abren nuevas perspectivas para las relaciones bilaterales, sin embargo aún permanecen las restricciones impuestas por el bloqueo norteamericano, vigente desde 1962 y que impide las negociaciones con empresas de ése país.

 

Muchas compañías estadounidenses están interesadas en invertir en la zona especial de desarrollo Mariel pero las prohibiciones establecidas por esta antigua medida, se lo impiden. También el carácter extraterritorial del bloqueo frena a inversionistas de terceros países con interés en la isla.

 

Representantes de importantes corporaciones estadounidenses como Caterpillar, General Electric, General Motors, Johnson & Johnson, Dell, Microsoft, entre otras han visitado la zona especial de desarrollo Mariel y reconocen que pierden oportunidades a causa de las limitaciones del bloqueo norteamericano.

 

La zona especial de desarrollo Mariel, no obstante, no detiene su crecimiento, está llamada a convertirse junto a la ley de inversión extranjera aprobada en la isla en un instrumento para la atracción de capital foráneo y propiciar el crecimiento económico en la isla.

 

Justo en el oeste de la capital cubana, a solo 45 minutos, se potencia un emporio que busca el desarrollo sostenible no solo en Cuba sino en toda la región del Caribe.

 

15/02/2016


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