ALZO ZERO 2017 

Primarie PD e Legge Elettorale

 

di Clemente Mario Pansa

 

Ma vi pare normale, in un Paese normale, che si sia orfani di una Legge Elettorale?

 

… E c’è pure scappata, involontariamente, la rima….

 

Pensate che persino i biechi dittatori ne hanno una: non sarà democratica, ma ce l’hanno.

 

Noi no.

 

Dopo la sonora bocciatura, da parte della Consulta, del Porcellum e, successivamente, dell’Italicum, il popolo italiano non può essere chiamato al voto perché manca una legge che questo voto lo disciplini e stabilisca, una volta per tutte - e con chiarezza - chi ha vinto e chi ha perso, indicando chi deve svolgere il difficile ruolo di governare la Nazione e chi, invece, deve rassegnarsi all’altrettanto difficile ruolo dell’opposizione.

 

A nulla sono valse le … raccomandazioni della Consulta all’indomani della pronuncia della incostituzionalità della Legge che ha eletto il Parlamento (Camera e Senato) attuale che invitavano l’illegittimo Parlamento a dotarsi, immediatamente, di una Legge Elettorale.

 

Son passati ormai quattro anni dall’insediamento di questo Parlamento ed ancora, il popolo italiano, è orfano di questa legge ed i parlamentari, per la maggior parte, pare abbiano fatta propria la frase di un Centurione romano riportata da Tito Livio nella sua Storia Romana: «Hic manebimus optime» (Qui staremo benissimo!).

 

Ora, citazioni storiche a parte, è bene fare alcune riflessioni sulla storia un po’ più vicina a noi.

 

La Legge Elettorale, a parere di molti, non vedrà presto la luce. Questo lo si deduce da alcune considerazioni molto spicciole.

 

La prima – e la più importante di tutte – è che se il Parlamento ha una Legge Elettorale, finalmente non in contrasto con i principi stabiliti dalla Carta Costituzionale, significa che il Presidente della Repubblica (illegittimo anche lui perché nominato da un Parlamento illegittimo), sciolte le Camere, chiama al voto i Cittadini… Tutto questo può avvenire in un lasso di tempo, volendo, anche brevissimo, ma…

 

Ma avrebbe un impatto devastante su chi sta aspettando il mese di settembre, per la precisione il 16 settembre 2017.

 

Cosa succederà a questa data? Succederà che il 60% o poco più dei parlamentari in carica, maturerà il vituperato (dai cittadini), ma tanto amato (dai parlamentari) vitalizio.

 

 Infatti, secondo una norma approvata nel 2012 che ha introdotto il calcolo su base contributiva, per tutti i parlamentari alla prima legislatura, il traguardo da raggiungere per maturare il «vitalizio» sono i quattro anni, sei mesi e un giorno di lavoro di aula.

 

Ora, poiché questo illegittimo Parlamento si è insediato il 15 marzo del 2013, ai fini della maturazione del vitalizio, la legislatura non dovrà terminare prima del 16 settembre 2017.

E questo è un primo aspetto della questione.

 

E poi c’è il conflitto interno nel PD per la scalata alla poltrona di segretario.

 

Renzi ha bruciato i suoi avversari che non mollano certo l’osso.

 

E in uno scenario simile, se non riescono a mettersi d’accordo tra di loro nello stesso partito (anzi ora sono due o tre gruppi) per la leadership della segreteria, figuriamoci se riescono a mettersi d’accordo sulla legge elettorale, visti i contrapposti interessi che ne scaturirebbero.

 

Il terzo punto riguarda l’accordo con tutte le forze politiche.

 

Già, l’accordo con tutte le forze politiche… Si fa presto a dirlo…

 

Ma se il PD arriva spaccato e senza una proposta unitaria, come si può pretendere di trovare il consenso di tutte le altre forze politiche che, nel frattempo, si sono frastagliate in gruppi e gruppetti con la paura fottuta ed il terrore di rimanere a casa?

 

E infatti, c’è chi vuole il maggioritario, chi, invece, come i piccoli gruppi che, come già detto, hanno il terrore di scomparire, il proporzionale…

 

Chi vuole lo sbarramento e chi, invece, non lo vuole…

 

Insomma ci si trova immischiati in una selva di interessi contrapposti che non favoriscono certo un dialogo sereno ed un’accelerazione della discussione che porti ad un’approvazione della Legge…

 

Morale della favola:

  1. bisogna aspettare che il PD risolva i suoi dissidi interni con le primarie del prossimo 30 aprile. Nominato il candidato Segretario, forse, e ripeto forse, sarà in grado di proporre unitariamente un disegno di legge da discutere;

  2. bisogna, poi, aspettare la celebrazione del congresso perché il nuovo segretario abbia il crisma della legalità dei congressisti a svolgere il suo ruolo;

  3. il punto 1) ed il punto 2) non devono essere risolti prima del 15 settembre 2017 perché altrimenti molti parlamentari del PD si incazzeranno per non aver potuto maturare il vitalizio…

Insomma, come abbiamo tutti capito, la Nazione intera è bloccata per una crisi interna al PD che riversa i suoi effetti nefasti su di essa, minando, al tempo stesso, la credibilità dell’Italia nel panorama internazionale.

 

E in tutto questo contesto assurdo e confusionario, le alte cariche dello Stato, a cominciare dal Presidente della Repubblica, tacciono e non prendono posizioni forti.

 

Nel frattempo il popolo va a ramengo insieme all’economia dell’Italia in balia delle follie di un governo inetto ed irresponsabile il cui unico obiettivo è quello di accontentare i banchieri che hanno distrutto la nostra economia e quella di tanti Paesi del sud dell’Europa a vantaggio di quelli del nord (vedi Francia e Germania, in particolare) ed i burocrati di Bruxelles, a loro volta in combutta con i criminali banchieri bancarottieri che chiedono in continuazione soldi e sacrifici ai cittadini dei vari stati per coprire i deficit provocati dalla loro disinvolta gestione finanziaria delle risorse dei correntisti che dovrebbero avere solo in custodia, ma che, è palese a tutti, trattano come fosse roba propria….

 

E in tutto questo i venti di una rivoluzione sono ancora molto, molto, ma molto lontani!

 

08/04/2017


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