ALZO ZERO 2020 

 

CORONAVIRUS: CON IL MONITORAGGIO IN LOMBARDIA SI È APERTA LA STRADA AL GRANDE FRATELLO ORWELLIANO?

di Enrica Perucchietti

 

«Oggi è stata la Lombardia, domani potrebbero muoversi tutti gli altri presidenti regionali. E se si permette questo tipo di accertamento a una Regione, perché non a un Comune? Di questo passo, si può arrivare anche a piccolissimi Comuni con poche centinaia di abitanti. E allora, anche senza nomi e cognomi, il tracciamento può essere davvero invasivo».


Persino il Viminale, secondo fonti riprese da La Stampa, sarebbe dubbioso in merito alla geolocalizzazione dei contagiati e dei loro contatti in Lombardia. Questo perché si è creato un precedente che va valutato a fondo e che porta a conseguenze che non possiamo ancora prevedere. E come già lamentava il filosofo Giorgio Agamben qualche giorno fa, si è aperta un’area grigia.

 

Agamben dalle colonne de «Il Manifesto», ha descritto come “frenetiche, irrazionali e del tutto immotivate” le misure prese dal governo italiano:

 

«Si direbbe che esaurito il terrorismo come causa di provvedimenti d’eccezione l’invenzione di un’epidemia possa offrire il pretesto ideale per ampliarli oltre ogni limite».

Tali misure sarebbero, secondo il filosofo, frutto di una intenzione chiara seppure nascosta: aumentare, “con un pretesto”, il controllo politico sulla popolazione.

 

Come in passato, non possiamo non prendere in considerazione che la tutela della salute possa essere strumentalizzata e utilizzata per imporre limitazioni della libertà, abituando i cittadini a restrizioni sempre più invasive della libertà e della privacy, in questo caso per sottoporci a una sempre più stringente sorveglianza tecnologica. E’ uno dei temi trattati nel mio libro in uscita venerdì per Uno Editori, scritto a quattro amni con l’avv. Luca D’AuriaCoronavirus. Il nemico invisibile.

 

«Nessuno controlla come il Grande Fratello» ha precisato l’assessore lombardo Giulio Gallera, che ha spiegato che il tracciamento dei cittadini

 

«è un’applicazione che le grandi compagnie telefoniche hanno messo a disposizione per vedere in maniera aggregata e totalmente anonima il flusso delle persone, come si sono mosse all’interno della regione o fuori».

 

L’impressione che si vada però verso una direzione diversa si fa sempre più diffusa.

Oggi dobbiamo infatti domandarci fin dove e fino a quando si spingeranno le limitazioni alla libertà per ragioni di sicurezza sanitaria.

 

La minaccia totalitaria non si annida nel futuro, ma è già oggi, presente. Che sia localizzata a livello nazionale o che si possa espandere a livello globale non lo possiamo ancora sapere, ma per prevenire il pericolo dobbiamo essere lucidi e accorti.

 

PER APPROFONDIMENTI:

 

E. Perucchietti, L. D’Auria, Coronavirus. Il nemico invisibile, Uno Editori. In uscita dal 20 marzo 2020 in ebook.

Dalla spagnola a oggi nessun nemico “invisibile” era riuscito a fare tanto. In pochi mesi il Covid-19 ha contagiato centinaia di Paesi, provocando migliaia di morti e spingendo l’OMS a dichiarare lo stato di pandemia globale. Fin da subito i media e il web hanno favorito la diffusione del panico: la psicosi è così dilagata tra la popolazione, stravolgendo le abitudini dei cittadini, disposti anche a cedere la propria libertà in cambio della sicurezza. A differenza delle altre nazioni, il governo italiano ha scelto di imporre l’autoisolamento, spaccando l’opinione pubblica in due, tra i sostenitori e gli oppositori del provvedimento.

 

In passato abbiamo avuto casi simili con le epidemie di SARS, aviaria, suina, morbillo o ebola: fenomeni localizzati in alcune aree precise che sono diventati dei veri e propri “terremoti planetari”. Nulla di paragonabile all’attuale pandemia: la vita di tutti noi si è trasformata, forse per sempre, in una realtà “virtuale” che ha cancellato duemila anni di storia dell’umanità.

 

Con questo libro scoprirai:

… e molto altro ancora.

 

19/03/2020


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