NOTIZIE 2011

 

Italia oggi: Studiare con un prestito di Banco Posta

 

di Federico Dal Cortivo

 

Nell’Italia di oggi studiare sta diventando sempre più un lusso, mentre la qualità viene via via sciamando. Con consistenti tagli alla scuola pubblica, la scure dei vari governi ha sempre avuto un occhio di riguardo al contrario per l’istruzione quando c’era da togliere dei finanziamenti a qualche settore dello Stato. Università e scuola , non considerate evidentemente degne di essere tutelate in nome del maggiore interesse della Nazione, si sono viste progressivamente sottrarre anno dopo anno i soldi per il buon funzionamento delle strutture,per gli stipendi d’insegnanti e impiegati , e nello stesso tempo non sono mai invece mancati i finanziamenti alla scuola privata, in massima parte gestita dalla chiesa cattolica,in questo contravvenendo a quanto previsto dall’Art 33 della Costituzione che prevede che la scuola non pubblica possa si esistere,ma con nessun onere a carico dello Stato.

Orbene, in tutto il marasma che caratterizza l’istruzione italiana,che a differenza delle nazioni più avanzate d’Europa dove il sapere e lo studio sono considerati un investimento primario per il futuro, c’è chi ha intravisto nella pochezza di una classe politica ignorante , il modo per lucrare anche in questo settore.

Così, seguendo l’esempio di qualche banca che già anni addietro aveva proposto una forma di prestito personale per acquistare i libri di testo, ecco che le Poste italiane lanciano attraverso il loro Banco Posta, il nuovo prodotto finanziario denominato " Prestito Banco Posta Studi 2011".

Se lo Stato, come sarebbe suo dovere non tutela chi studia, e le famiglie sono sempre più in difficoltà a causa della crisi economica speculativa, cose c’è di meglio o di peggio,che richiedere un prestito per far studiare i propri figli?

L’importo richiedibile varia dai 1000 euro a un massimo di 5000 per nucleo familiare, con una dura di 12 o 24 mesi, con accredito diretto sul conto corrente postale, Tan-tasso annuo nominale- 6,90% e Taeg-tasso annuo effettivo globale- 7,15% fisso. Durate dell’offerta dal 1 luglio 2011 al 30 novembre 2011.

Quest’ operazione più che legittima solo da punto di vista strettamente finanziario, dove si vuole offrire un prodotto al cliente consumatore, senza porsi troppe domande, è eticamente censurabile e non dovrebbe nemmeno comparire in un contesto nazionale caratterizzato da uno Stato che funzioni e che tuteli come sancito dalla Costituzione " il diritto allo studio", ma che non è più alla fine un diritto se poi ci si deve indebitare con banche , banchi o finanziarie.

In ambito regionale qualcosa si è cercato di fare, spacciando il tutto per una grande conquista sociale, mentre al governo i compari di partito smantellavano lo Stato sociale, in Veneto ad esempio dove da qualche tempo sono erogati dei sussidi a chi ha redditi bassi, ma veramente bassi… sia per l’acquisto dei libri di testo,non universitari, sia per le spese scolastiche, spesso con tempi di rimborso di un anno e più, e dove gli stranieri ne fanno facile incetta presentando redditi irrisori e nuclei familiari grandi, e questo solo grazie al solito buonismo d’accatto che imperversa anche nel Nord leghista ,in barba ai diritti degli italiani.

La lezione da trarre da tutto ciò è una sola: dove lo Stato con la sua autorevolezza e sovranità si ritira dai settori più importanti della vita nazionale ,come l’istruzione in questo caso, le cose non posso che peggiorare per il cittadino,costretto oramai a mendicare per studiare,per farsi curare e forse un domani per usufruire di acqua e gas.La Nazione che non investe nei giovani è destinata alla fine a sparire inevitabilmente ,e quest’ultimi saranno costretti ad andarsene dall’Italia in cerca d’istruzione e di un’occupazione qualificata e non sottopagata.


19/10/2011


pagina delle notizie

home page