NOTIZIE 2011

L’acqua sempre di più un bene strategico

di Federico Dal Cortivo

Iran e India: cooperazione nel settore idrico e alimentare

Visita del ministro indiano per le risorse idriche, Pawan Kumar Bansal a Teheran, in rappresentanza dell’India al 21° Congresso sulla sicurezza alimentare e acqua, temi importanti per le due grandi nazioni eurasiatiche.Bansal ha posto l’accento "sull’importanza di avere autonomia alimentare nell’attuale scenario mondiale", e questo in rapporto diretto con la disponibilità di acqua per la popolazione e le colture, oro blu che è essenziale per all’autosufficienza in questo settore.

Il ministro indiano dopo aver rimarcato le affinità tra India e Iran, ha al tempo stesso sottolineato come manchi ancora una comune strategia su questo tema. L’India sta investendo molto nel settore idrico,con una popolazione di oltre un miliardo e settecento milioni di abitanti, le ricerche per intercettare nuove fonti d’acqua proseguono di pari passo con gli impianti per la distribuzione e la purificazione". "Bansal ha poi aggiunto che il governo di Nuova Delhi ha in progetto di aumentare l’efficienza dei sistemi d’irrigazione del 20% nell’arco di tempo di cinque anni, andando di pari passo con il potenziamento tecnologico della produttività agricola". "Tutte le attività riguardanti l’acqua e il suo uso, ha proseguito il ministro indiano, devono essere affrontate con il pieno coinvolgimento della popolazione e delle varie comunità locali, responsabilizzando anche gli utenti sul suo corretto utilizzo.

Che l’acqua rappresenti un bene strategicamente sempre più importante si può intuire da quello che sta avvenendo nel mondo d’oggi, dove il consumo pro capite è aumentato del doppio rispetto all’inizio del 1900, con punte di circa 1700 metri cubi per abitante nei soli Stati Uniti.

Nel mondo vi sono 1400 milioni di chilometri di acqua, di cui il 96% si trova negli oceani, e solo una piccola parte sotto forma di acqua dolce, di cui l’1,74 % bloccata nei ghiacci e l’1,7% nelle falde sotterranee e quindi meno dell’1% si trova nei fiumi e laghi di superficie. L’Onu nel 2000 aveva stabilito otto obiettivi di sviluppo mondiale, uno di questi era quello ridurre della metà il numero di popolazione che non aveva accesso all’acqua.

E dietro agli aspetti puramente umani di utilizzo dell’oro azzurro, vi sono gli interessi di chi vorrebbe controllare e accaparrarsi tale ricchezza, come già avviene per il petrolio.

Carlos Pareyra Mele, analista argentino ed esperto di geopolitica dell’America Latina sostiene che nella metà degli anni"80 del XX ° Secolo, l’acqua entrò negli obiettivi considerati strategici dall’Amministrazione statunitense, facente parte della cosiddetta " biodiversità".Nel 2004, sempre secondo lo studioso argentino, il The Guardian rese pubblica una relazione segreta del consigliere del Pentagono A. Marchall nella quale si mettevano in allerta le autorità Usa, che a causa del riscaldamento della Terra, l’acqua sarebbe diventata un bene prezioso e di cui si doveva necessariamente avere il controllo delle fonti più importanti.

Proprio il continente Sud Americano è la sede dei più grandi bacini di acqua dolce del mondo,con il 25% del totale dell’intero pianeta, e la possibile attenzione di qualche potenza potrebbe rivolgersi proprio qui per arrivare a controllare questa enorme massa d’acqua, sia attraverso le solite multinazionali, sia anche ricorrendo ad azioni di destabilizzazione politica degli Stati latino americani, cosa purtroppo non nuova nella loro storia, anche se oggi la cosa appare più improbabile di un tempo. Il Sud America sta cercando velocemente di uscire dal cosiddetto "cortile di casa" degli Stati Uniti, i quali dopo aver sostituito la Gran Bretagna,ne ha depredate per anni le immense ricchezze naturali. Pertanto la guardia non deve mai essere abbassata, ne qui ne altrove, perchè quando sono in gioco le materie prime e le ricchezze naturali stiamone certi che le attenzioni di Washington e dei suoi alleati non saranno mai disarmate.


09/11/2011


pagina delle notizie

home page