NOTIZIE 2011

Sicurezza sul lavoro nell’artigianato: ancora molte le cose da fare

di Alessandro Cavallini

Da sette anni opera in Veneto il Cobis, Comitato Bilaterale per la Sicurezza, con l’obiettivo di vigilare sulla sicurezza e la salute nel mondo del lavoro nel settore artigianale.

Il Comitato è composto in modo paritario da sindacati ed associazioni di artigiani ed è strutturato in commissioni provinciali. Una di queste, quella veneziana, mercoledì scorso ha tenuto un convegno a Noventa di Piave (Ve) per illustrare i risultati di un’indagine sullo stato del sistema di prevenzione e sicurezza nelle imprese artigiane della provincia.

In queste aziende, che di solito non superano la decina di lavoratori, gli infortuni più frequenti sono ferite, fratture e contusioni agli arti superiori oppure traumi facciali e agli occhi. Solo un quarto ha ricevuto visite di controllo da parte degli organi di vigilanza sugli infortuni sul lavoro e nel 40% dei casi sono state comminate sanzioni.

Ricordiamo che l’attuale normativa in vigore sulla sicurezza prevede che ci sia una persona responsabile della prevenzione e della sicurezza ma è quasi sempre il titolare dell’azienda stessa (il 90% dei casi analizzati).

Il rappresentante dei lavoratori è nel 59% dei casi una figura esterna, solamente nel 12% un dipendente, e nel restante 29% non è nemmeno stato nominato. Riguardo la formazione di questi rappresentanti, solo la metà ha frequentato specifici corsi di formazione sulla sicurezza: in questi casi, però, vi è stata una netta sottovalutazione della formazione antincendio, non svolta in un quarto delle aziende, mentre in quasi tutte si sono svolti corsi di pronto soccorso. Dopo l’esposizione di questi dati, è toccato ai relatori presenti intervenire sul tema della sicurezza.

Il primo a parlare è stato Giuseppe Musto, direttore della sede lagunare dell’Inail, che ha sottolineato come "il progressivo calo degli infortuni sul lavoro che si registra in questi ultimi anni può essere spiegato solo in parte (il 30% circa dei casi) dalla riduzione dell’occupazione conseguente alla crisi". Molto più critico Giorgio Cipolla, direttore dello Spisal del Veneto Orientale: "In tutti gli infortuni rilevati abbiamo riscontrato che tra le loro cause vi è anche un errato comportamento del lavoratore.

É sempre più necessario sviluppare una formazione ai comportamenti sul lavoro ed avere anche un controllo rigoroso degli stessi.

C’è una forte sottovalutazione degli aspetti immateriali della sicurezza, mentre è su questi che si dovrebbe concentrare l’attenzione delle aziende.

Le "cose" del lavoro, macchine, impianti, attrezzi, sono infatti sempre più prodotte nel rispetto delle regole della sicurezza".

Ha poi chiuso i lavori Paolo Pozzobon, coordinatore del Comitato stesso: "Quando operiamo nel Cobis ognuno di noi esce dal ruolo puro e semplice di rappresentante di una parte e tutti si lavora attorno al comune obiettivo di ottenere risultati utili per migliorare la sicurezza nei posti di lavoro.

É l’effetto positivo della bilateralità di cui il Veneto è stato apripista a livello nazionale.

Dobbiamo continuare su questa strada perché - ha poi concluso - sul tema della sicurezza sul lavoro non si tirano mai le conclusioni".

E, soprattutto, riteniamo anche assolutamente necessaria un’attività di attenta vigilanza.

Sono molti infatti gli enti di certificazione non qualificati che non garantiscono una formazione di qualità ma operano unicamente per ottenere profitti.

E questi ultimi non possono mai prevalere sulla salute del lavoratore, che deve essere sempre tutelata in modo completo ed efficace.

14/11/2011


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