NOTIZIE 2011

Retribuzioni in calo per operai e manager

Alessandro Cavallini

Secondo una recente indagine condotta dalla società Od&m sulle retribuzioni nelle imprese private in Veneto di qualsiasi settore, la categoria che maggiormente soffre l’attuale crisi economica è, manco a dirlo, quella operaia. La retribuzione media della categoria, nei primi mesi del 2011, ha subito una riduzione dello 0,3% rispetto all’anno scorso, che diventa dello 0,4% se rapportato agli stipendi di cinque anni fa. Le retribuzioni medie in Veneto sono oggi pari a 21387 euro, 65 in meno rispetto al 2010, dato migliore di quello europeo (meno 77 euro), ma che comunque comporta un impoverimento reale rispetto all’attuale andamento dell’inflazione, aumentata dell’8% rispetto al 2006, con perdita della capacità d’acquisto. Negli ultimi tre anni gli operai non possono nemmeno più contare sul solito "fuori busta", cioè straordinari ed extra pagati in nero: con la riduzione dei fatturati sono diminuite anche le integrazioni salariali. Gli unici a riuscire a sostenere la crisi sembrano essere i quadri medi, come ricordato da Luca Vignaga, presidente del gruppo Aidp del Triveneto che ha diffuso l’aggiornamento statistico: "Lo dico nel senso che, soprattutto se ci riferiamo agli ultimi mesi, gli unici a perdere capacità di reddito sono i due estremi, operai da una parte e dirigenti al lato opposto, che guadagnano in media il 2% in meno rispetto al 2010. In mezzo, impiegati e quadri, che sono stabili o aumentano leggermente". Anche se le cause della riduzione retributiva dei due estremi sono radicalmente opposte: per gli operai si tratta del sempre più diffuso ricorso alla cassa integrazione ed agli altri ammortizzatori sociali; per i dirigenti della prassi di accorpamento tra le imprese. "Con buona pace dei tanti auspici sulla managerializzazione dell’impresa privata veneta, a giudicare da questi dati la tendenza è di segno opposto", aggiunge Vignaga. Così le famiglie proprietarie si stanno sempre più chiudendo a riccio in se stesse, piuttosto che assumere manager superpagati, che così, anche se sembra assurdo, si trovano in difficoltà lavorativa come gli operai. "Soprattutto i manager più maturi di età, ma non solo, non riescono a ricollocarsi. Qui il downshift all’americana non funziona: il dirigente che si propone per un lavoro da quadro, percorrendo al contrario la scala professionale, non trova ascolto. L’azienda ne sospetta: pensa che prima o poi vorrà tornare a occupare il posto apicale che ha dovuto lasciare". Insomma, la crisi non guarda in faccia a nessuno colpendo in modo indiscriminato sia in alto che in basso. Motivo per cui sarebbe giunta l’ora, per tutti, di stare uniti e compatti, superando le difficoltà economiche, ridando vita ad una vera comunità nazionale. Non più divisioni anacronistiche ed inutili. D’altra parte, quando si raggiunge il fondo non si può che risalire. E noi, il fondo, lo abbiamo raggiunto da un pezzo. Anche se c’è ancora qualcuno che ci invita a scavare, invece di rialzarci. Ma anche per loro arriverà la resa dei conti, ne siamo certi.


27/11/2011


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