NOTIZIE 2011

Job&Orienta, boom dell’alternanza scuola-lavoro

di italiaSociale

Lo scorso fine settimana si è tenuta, presso la Fiera di Verona, la ventunesima edizione di Job&Orienta, convegno nazionale dedicato all’orientamento, alla scuola, alla formazione e al lavoro. Con l’occasione, sono stati presentati  i risultati del monitoraggio 2011 sull’attività di alternanza scuola-lavoro degli istituti di istruzione secondaria di secondo grado, realizzato dall’Agenzia nazionale per lo sviluppo dell’autonomia scolastica (Ansas-Indire) su incarico del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR). Quest’ultima è una modalità innovativa di realizzazione della formazione nel secondo ciclo, che mira ad assicurare ai giovani, oltre alle conoscenze di base, l’acquisizione di competenze spendibili nel mercato del lavoro, attraverso apprendimento e sviluppo esperienziale attivo. I dati Ansas dicono che l’alternanza è stata scelta in prevalenza negli istituti tecnici (38,4%), seguiti dai professionali (31%) e dai licei (22%). Rispetto all’anno scorso, i licei hanno registrato un incremento di questo modello di apprendimento pari al 43,4% ed i tecnici pari al 12,2%. “L’aumento  è ancora più significativo se si considera il fatto che l’alternanza, diversamente dal passato, viene oggi attivata su richiesta degli studenti” ha ricordato Antonella Zuccaro, coordinatrice della sezione scuola-lavoro del Dipartimento Documentazione, ricerca educativa e formazione dell’Ansas. “Dall’altra parte si registra una crescente attenzione degli insegnanti rispetto alle richieste espresse dagli alunni, che si traduce in una maggiore cura nell’organizzazione dei percorsi, pensati per singole classi, gruppi trasversali a più classi o, addirittura, per singoli studenti”. In riferimento al territorio nazionale, l’alternanza è stata superiore al Centro (47,6%), con la Toscana prima classificata per numero assoluto di istituti coinvolti (205 su 317), mentre al Nord la presenza è stata pari al 30,9% degli istituti, con il numero più alto di scuole in Lombardia (266 su 633), ed al Sud ha raggiunto quota 22,7%, con in testa la Puglia (170 istituti coinvolti su 437). Infine, i dati relativi alle ore di didattica sono così ripartiti: il 65,5% ha riguardato le attività in azienda per lo stage, il 27,5% la formazione in aula, il 3,2%  le visite guidate nelle imprese, il 2,2% l’osservazione attiva in azienda e l’1,6% i laboratori di impresa formativa simulata (IFS). “La sfida oggi è quella di esplodere tutta la potenzialità contenuta all’interno dell’articolo 4 della legge 53/2003 che norma l’alternanza, configurandola come una nuova modalità offerta agli studenti per poter frequentare i percorsi e conseguire i titoli” ha dichiarato Sebastian Amelio del Miur (Direzione per l’istruzione e formazione tecnica superiore e per i rapporti con i sistemi formativi delle Regioni), per poi concludere: “L’alternanza non è sinonimo di stage o tirocinio e non si deve correre il rischio che ne diventi una sorta di bella copia, perché questo significherebbe giocarsi la sfida al ribasso, senza cogliere l’aspetto innovativo”.

01/12/2011


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