NOTIZIE 2011

 

Nucleare civile iraniano: ancora un passo avanti nella
cooperazione con la Russia.

Prosegue il programma nucleare iraniano nonostante le interferenze e le pressioni esercitate
dagli Stati Uniti , con i loro alleati europei e Israele. Per il vice ministro degli esteri russo Sergei
Ryabkov"la cooperazione con l'Iran proseguirà e molto probabilmente dopo la centrale di Busher
sarà messa in cantiere una seconda centrale, il tutto sotto il monitoraggio dell'AIEA, Agenzia
Internazionale per l'Energia Atomica", a dimostrazione che l'Iran non ha nulla da nascondere del
suo programma nucleare pacifico.

Ryabkov ha posto l'accento sul fatto che "la collaborazione in campo nucleare è in piena sintonia
con le varie risoluzioni dell'Onu che non vietano l'uso pacifico dell'atomo e con il Trattato di non
proliferazione nucleare". Eppure c'è ancora chi in Occidente punta il dito contro Teheran, reo di
volersi affrancarsi almeno in parte, dai combustibili fossili, dimenticando che nella Regione del
Vicino Oriente vi è uno Stato che ha oltre 200 testate nucleari e non permette alcuna ispezione
internazionale sul suo territorio, Israele non ha nemmeno firmato il TNP, arrogandosi la possibilità
di essere al di fuori delle regole internazionali, grazie alla copertura politica a tutto campo degli
Stati Uniti.

Il vice ministro russo ha poi proseguito elogiando il "modello russo-iraniano", che"ha dimostrato al
mondo che la Russia è affidabile nella collaborazione nucleare civile, contribuendo a attenuare le
tensioni che vi sono attorno al programma iraniano, garantendo così al massimo livello eventuali
usi non pacifici del materiale atomico".

Ciò nonostante l'intelligence israeliana continua a lanciare falsi allarmi pur di mettere in difficoltà
il governo di Teheran e al tempo stesso la lobby ebraica presente al Congresso a Washington non
ha mai nascosto il suo appoggio e le sue pressioni per un intervento militare contro le installazioni
iraniane, un'ipotesi inquietante che sprofonderebbe l'intera Regione in un'escalation militare
pericolosa e incontrollata,dalle conseguenze imprevedibili per la pace nel mondo.

Resta comunque il fatto che il programma pacifico persiano prosegue . Oggi nel mondo vi sono
in attività circa 440 reattori nucleari, di cui 104 negli Usa,59 in Francia e 53 in Giappone con una
potenza totale di 370 Gigawat, il 16% della produzione mondiale di energia elettrica e anche Cina
e India si stanno avvicinando a questa fonte di energia. Certamente vi è un problema di sicurezza,
come dimostra la recente tragedia di Fukushima, anche se siamo alla presenza di un evento
eccezionale, che caratterizza tutte le centrali e quello poi non secondario delle scorie radioattive.
A fronte della progressiva diminuzione delle riserve dei combustibili fossili, solo il nucleare però
può permette di avere quell'autonomia economica e politica necessaria ad una nazione come
l'Iran ,che sta investendo nell'atomo in prospettiva futura per assicurare energia alla propria
popolazione, senza dipendere totalmente dalle fonti tradizionali.

Il futuro in questo campo sarà probabilmente rappresentato dalla fusione nucleare ,con basse
emissioni radioattive delle scorie , nessun gas serra ,nessuna produzione di plutonio e utilizzando

come carburante gli isotopi di idrogeno, arrivarci non è facile né economico,una sfida per il XXI°
secolo che coinvolgerà tutte le nazioni che avranno sviluppato centri di ricerca e competenza nel
settore atomico.

Federico Dal Cortivo

29/09/2011


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