CULTURA 2015

 

Intervista a Gennaro D'Aria

 

di Antonella Ricciardi

 

"Gennaro D'Aria racconta le tradizioni sempre vive di una Napoli senza tempo"

 

Parla Gennaro D'Aria, interprete teatrale e televisivo, regista e sceneggiatore di film, ed altro ancora, nel mondo dello spettacolo. In questa intervista, in particolare, si approfondisce la tematica del messaggio del nuovo programma di successo del quale è protagonista: « Gennaro o' masto d' 'a pizza», che, analogamente e sul modello di quella che fu la storica «Commedia dell'Arte», vede Gennaro D'Aria interpretare, improvvisando e non seguendo un testo prestabilito, un personaggio che rappresenta anche una maschera (come Pulcinella, Arlecchino, e tante altre della commedia popolare italiana); tale personaggio impersonato da G. D'Aria, simbolizza una Napoli senza tempo, sempre in contatto con le proprie vive tradizioni. Il programma vede l'attore napoletano girare le migliori pizzerie campane, che recensisce, rimarcando anche il lato storico-culturale: ad esempio, riguardo la storia delle farine, dei lieviti, delle varie modalità di cottura, ecc... La trasmissione, breve ma incisiva, della durata di circa 15 minuti, mette al centro le eccellenze campane, e va in onda su Forma Tv, in associazione con diverse televisioni, locali ma seguite: TeleA+ e TV Capital; inoltre, « Gennaro o' masto d' 'a pizza» ha una struttura interattiva, in «multipiattaforma», essendo visibile anche su Facebook e You Tube. Il format della trasmissione è di Francesco Contrastato, che ne è ideatore, regista e produttore, nella cui ricca esperienza si annoverano anche collaborazioni con RAI e Mediaset. Nel dialogo sotto riportato si approfondiscono pure altri intensi momenti della carriera culturale ed artistica di Gennaro d'Aria, oltre che il tema della valorizzazione delle potenzialità di Napoli, e, in generale, della Campania.

Ricciardi: " Hai avuto un ruolo di intenso impegno artistico nella valorizzazione delle profonde tradizioni napoletane, tra la cultura e lo spettacolo, riuscendo a far conoscere maggiormente l' anima antica di Napoli ed i suoi talenti. Sei stato, infatti, attore teatrale e televisivo, cantante, autore di poesie, canzoni, musica strumentale, oltre che regista e sceneggiatore di film... Tenendo presenti tali tematiche, ti chiedo, così , quali siano i principali messaggi culturali e di impegno tu voglia trasmettere con il tuo recente programma « Gennaro 'o masto d' 'a pizza»... In tale trasmissione si avverte, infatti, che vi sia un messaggio più profondo rispetto alla semplice valorizzazione della pure apprezzabile (e rinomata nel mondo) cucina partenopea..."

D'Aria: "Il messaggio principale di « Gennaro o' masto d' 'a pizza» prende l'avvio dopo le vicissitudini degli anni scorsi: la terra de fuochi, ecc... Per tali vicende, siamo rimasti un po' tutti scioccati...però, noi che viviamo nel napoletano, sappiamo che i prodotti autentici ci sono ancora, e quindi li dobbiamo far emergere. Un altro messaggio culturale è specificamente partenopeo, cioè di puntare sempre sul positivo per la realtà di Napoli, sia sul sociale che, appunto nel campo delle eccellenze gastronomiche."

Ricciardi: "Questa analisi mi offre lo spunto per un'altra domanda: infatti, sei stato, appunto, impegnato in modo appassionato nel riscoprire e nel valorizzare le tradizioni culturali campane, popolari ed anche letterarie...a proposito dell'immagine di Napoli e, in generale, della Campania, pensi che esista il problema di rappresentazione che mostri troppo aspetti problematici di questa terra, della nostra terra, e che non analizzi abbastanza le cause del disagio sociale? Se sì, quanto pensi che possa aiutare un ruolo pure del mondo dello spettacolo, al proposito?"

D'Aria: "Indubbiamente ci sono problemi di disagio sociale: ambientale, di disoccupazione, però che succede? Accade che vengono spesso enfatizzati, ingigantiti, per conoscere Napoli in modo negativo; però, anche dall'estero, i turisti vengono a Napoli: cioè non credono a quello che si dice. Il primo nemico di Napoli, secondo me, a volte, a è proprio il napoletano, che, oltre a parlarne male, la raffigura in modo negativo. A volte, poi, ci si rifugia solo nel calcio, ma non è che una volta che si sia vinta una partita tutto sia risolto. Io non amo Napoli per il calcio, semplicemente; io amo Napoli in quanto tale, in quanto città che nel Settecento era agli onori per la cultura: Giambattista Vico è nato a Napoli, i filosofi nel Settecento avevano in Napoli il centro, così i musicisti: Cimarosa, e tanti altri; venivano anche dall'estero a Napoli: ad esempio, Mozart: tutti hanno lasciato una traccia..."

Ricciardi: "Nella ricerca storica, solo ultimamente è emerso di più l'assoggettamento e l'oppressione, infatti, cui stato sottoposto il Meridione d'Italia dopo l'Unità..."

D'Aria: "Qui il discorso è anche politico, riguardo questi temi sui problemi di Napoli: sia prima che dopo l'Unità d'Italia non hanno avuto maggiore attenzione e riscontro..ma io, oltre al discorso politico, voglio fare anche un discorso da cittadino: quando vedo anche i cittadini stessi non curarsi della città, io mi sento male...".

Ricciardi: "Certo, è molto chiaro e logico; tornando al tuo percorso, ricordo che durante la tua lunga carriera artistica, hai lavorato con successo in ambiti locali e nazionali, anche accanto, ad esempio, a personaggi molto celebri, tra cui Carlo Taranto, Marisa Laurito, e partecipando a serie televisive di grande successo, tra cui «La Squadra» ed «Un Posto Al Sole», ecc... Puoi narrarci qualcosa in più su almeno alcune delle esperienze che ritieni siano state più valide, e che, in qualche modo, ti siano più care? In particolare, ti chiedo perchè tu le possa considerare tra le più ricche di contenuto del tuo importante e variegato percorso..."

D'Aria: "Tra le tante cose che ho fatto, che probabilmente conosci tu meglio di me, ricordo con particolare piacere «Un Posto al Sole»; poi «La Squadra», «Forum»...ma quella che mi colpì di più fu una puntata che facemmo diversi anni fa con Alda D'Eusanio: «Al posto tuo». Con alcuni amici fummo convocati per la puntata, dove dovevamo fare i «Tarocco boys»: c'è ancora qualcosa su Internet al riguardo...però, siccome piacque talmente tanto questa esibizione, da lì, ci invitarono per altre puntate: così ne facemmo tre!"

Ricciardi: "Quindi fu un bel riconoscimento..."

D'Aria: "Sì, di quello sono rimasto molto colpito, e veramente ne sono rimasto molto contento."

Ricciardi: "Volevo porti anche un'altra domanda, cioè se hai qualche particolare nuovo progetto culturale e di intrattenimenti, in preparazione... Se sì, puoi accennarne qualcosa, per un'anticipazione?"

D'Aria: "Allora, diamo un'anticipazione per un nuovo programma (oltre a "Gennaro 'o masto d' 'a pizza", programma comunque di recente ideazione e trasmissione); riprenderemo il format di Francesco Contrastato in regia (che poi lui, non lo avevo ancora detto, ma è ideatore, produttore, regista, già di "Gennaro 'o masto d' 'a pizza"). Insomma, la regia del nuovo programma sarà la stessa, perché Francesco Contrastato ha molta esperienza: ha lavorato in RAI, ha lavorato in Mediaset. L'argomento principale si svilupperà sempre a livello gastronomico. Gireremo la prima puntata di «A casa tua»: il format, ideato anche in questo caso da Francesco Contrastato, si compone di un intervento a casa di alcune persone... con, ogni volta, una famiglia che mette a disposizione la sua casa: quando si fa «o' ragù», il ragù, quando si preparano le sfogliatelle..."

Ricciardi: "La trasmissione nata dal tuo sodalizio professionale ed artistico con Francesco Contrastato, quindi, è impostata sulle tradizioni, con il loro valore anche affettivo, culturale..."

D'Aria: "Infatti, infatti, su questo puntiamo io e lui, Francesco Contrastato: per questo andiamo così d'accordo! Magari, su altre cose non sempre andiamo d'accordo, ma su quel tema, invece, ci troviamo tanto bene! La trasmissione cercherà di far apprendere quali sono i costumi della bella Napoli..."

11/04/2015


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