ECONOMIA 2010

 

Rifondare il sistema finanziario

 

Il MoviSol propone di salvare l'economia reale dalle speculazioni globali

 

di Marco Cottignoli

 

L'altro mese si è svolto una riunione di coordinamento di varie associazioni

che hanno l'obiettivo comune di " conseguire il bene comune ", il " rilancio

dell'economia e dell'occupazione " e “ l'abbattimento del debito sia pubblico

che privato ". In particolare il MoviSol- Movimento internazionale per i

diritti civili/Solidarietà - ha illustrato la sua proposta di legge sul credito

produttivo nel contesto di misure internazionali, necessarie per ottenere una

reale ed efficace risposta ad una crisi economica senza precedenti. In effetti,

dopo le migliaia di miliardi spesi dai Governi per superare la crisi globale ed

i danni causati dalla speculazione finanziaria e dalle grandi banche, il

risultato è che tali immense somme hanno soltanto consentito di arginare il

crollo totale. Tuttavia gli effetti si ripercuoteranno sulla economia reale

ancora per molti anni, non soltanto perché si sono spostati i costi della crisi

sui contribuenti, aumentando così, in modo grave, il debito ma anche perché,

finora, nulla si è fatto per sanare le falle del sistema vigente. La

recessione, quindi, non è stata risolta ma piuttosto si è aggravata proprio

perché le cause sono rimaste intatte. Questo sistema economico è ormai

diventato strutturalmente instabile ed all'orizzonte non si profilano mutamenti

radicali. La cosa grave è che proprio gli stessi meccanismi speculativi siano

rimasti allegramente in azione, continuando a tartassare i mercati finanziari,

le imprese che ancora stentano a ripartire, l'occupazione in drammatico calo

mentre i servizi pubblici vengono, pian piano, eliminati per mancanza di fondi.

Tutto ciò nonostante vi siano state 96 crisi bancarie e 176 crisi monetarie nel

corso degli ultimi 25 anni. Il gioco continua a rompersi ciclicamente ma si

insiste nell'errore. Evidentemente a qualcuno va bene così. Per l'ultima crisi

dei subprime, si stima che il salvataggio delle banche americane ammonti a

7.700 miliardi di dollari, ovvero il 50% del PIL statunitense.

 

L’unica soluzione per eliminare questo crollo sistemico è una riorganizzazione

dell’intero sistema finanziario internazionale che, innanzitutto, congeli i

titoli tossici e rilanci il credito all’economia reale. Pertanto, durante il

convegno, dopo aver preso atto che nei luoghi dove si decide non si sta

costruendo un futuro migliore, si è passati alla fase propositiva. Varie

proposte di un modello economico-finanziario alternativo al modello in uso sono

state offerte al pubblico: fra le altre, un ente pubblico che svolga il ruolo

di banca per le attività produttive, in cui lo Stato stanzi le risorse

finanziarie per la capitalizzazione; la separazione chiara tra banche ordinarie

e banche di affari. In questa ottica il rappresentante di MoviSol Flavio

Tabanelli ha continuato, puntualizzando come la Nuova Bretton Woods, di cui si

è parlato fino a pochi mesi fa, sia da riproporre insieme ad una radicale

trasformazione delle banche centrali in banche nazionali, ribadendo che, in

questo progetto, l'Europa debba pure svincolarsi dall'essere troppo

"americocentrica". Secondo il movimento che si ispira agli studi di LaRouche il

precariato dei lavoratori, la disoccupazione crescente, la delocalizzazione

delle imprese, il malfunzionamento delle scuole, le difficoltà create dalle

ondate migratorie, la crisi delle istituzioni e dei partiti, il depauperamento

dello stato sociale, l'asfissiante debito pubblico, l'implosione della capacità

produttiva nazionale, l'apparente impunità della finanza sovrannazionale, sono

problemi riconducibili alla rinuncia della sovranità politica, monetaria ed

energetica davanti ad un unico progetto che nega la centralità dell'uomo nel

mondo, anteponendo il fine dell'economia al di sopra di tutto, non solo come

benessere materiale ma addirittura spirituale della società.


09/05/2010


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