ECONOMIA 2016 

 

ABF – Arbitro Bancario Finanziario: Chi sa cos’è?

 

di Clemente Mario Pansa

 

Fateci caso.

 

Quando andate in banca per pagare un bollettino, una tassa iniqua o per prelevare dei soldi che vi serviranno per pagare un bollettino o una tassa ingiusta, non sarà difficile trovare delle eleganti brochure in carta patinata che pubblicizzano un organismo, l’Arbitro Bancario Finanziario (acronimo di ABF), istituito nel 2009 in attuazione dell'articolo 128-bis del Testo Unico Bancario (TUB), introdotto dalla legge sul risparmio (L. 262/2005).

 

Per capire di che si tratta, è necessaria qualche informazione un po’ più «tecnica»…

 

Il Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio (CICR) - che opera presso il Ministero dell'Economia e delle Finanze - con Delibera del 29 luglio 2008 ha stabilito i criteri per lo svolgimento delle procedure di risoluzione delle controversie finanziarie e ha affidato alla Banca d'Italia il compito di curarne l'organizzazione e il funzionamento.

 

Insomma, come affidare al Vampiro Dracula l’amministrazione e la gestione dei «Centri Trasfusionali»…

 

Sta di fatto che, in applicazione della Delibera del CICR, la Banca d'Italia ha adottato le disposizioni che regolano il funzionamento del sistema stragiudiziale ABF nel suo complesso (Normativa - Funzionamento dell'ABF).

 

Inutile dire che si tratta dell’ennesimo fumo negli occhi dei clienti delle banche.

 

Innanzitutto la composizione di questo organismo è, di fatto, affidata alla Banca d’Italia, vale a dire ad una SpA privata formata da soci che rappresentano istituti di credito che dovrebbero essere «controllati» dalla Banca d’Italia, cioè, in altre parole, da se stessi!

 

Ma torniamo all’ABF.

 

L'Arbitro Bancario Finanziario, si legge sul suo sito internet, si articola sul territorio nazionale in tre Collegi: Milano, Roma e Napoli(1); spiega come è composto, chi nomina i suoi componenti ed afferma che la composizione di ciascun Collegio assicura che siano rappresentati gli interessi dei diversi soggetti coinvolti.

 

Prima di ritornare su quanto appena detto, è necessario fare subito una smentita.

 

Non è affatto vero che il Collegio assicuri che siano rappresentati gli interessi dei diversi soggetti coinvolti.

 

Esso, come vedremo in seguito, rappresenta esclusivamente gli interessi dell’istituto che è sotto il «controllo» della Banca d’Italia.

 

Infatti, ciascun Collegio è composto da cinque membri scelti come segue:

  • il Presidente e due membri dalla Banca d'Italia

  • un altro membro dalle associazioni degli intermediari

  • infine un membro dalle associazioni che rappresentano i clienti (imprese e consumatori).

Il Presidente resta in carica per cinque anni, gli altri membri per tre. Il mandato è rinnovabile una sola volta. 

 

Come si può facilmente constatare dalla sua composizione, non siamo assolutamente in presenza di un Collegio paritetico(2), ma costituito a maggioranza (tre componenti) di una delle sue parti, guarda caso proprio quella contro la quale saranno presentati tutti i ricorsi per i quali il Collegio dovrà pronunciarsi…

 

Insomma, come se un Giudice in Tribunale fosse chiamato a dirimere una controversia che lo vede come una delle parti in causa…

 

Ora, è vero che siamo in Italia e tutto può accadere, ma questa del Giudice che giudica se stesso, al momento, non si è ancora presentata!

 

Pensate un po’ quanta imparzialità possa, allora, albergare in quell’organismo!

 

In ogni caso, tutta l’attività di segreteria tecnica, per ciascun Collegio, è svolta da personale della Banca d'Italia. Insomma, oltre ad essere numericamente superiori, giocano anche in … casa e con una «discrezionalità» difficilmente controllabile. 

 

Infatti, tra i loro compiti vi è quello di ricevere ed esaminare il ricorso, verificando in primo luogo che sia completo, regolare e presentato nei termini. Per farla breve, un esempio tipico di neutralità ed obiettività.

 

Sarebbe, a questo punto, interessante effettuare una verifica sulle decisioni prese dai vari Collegi e vedere quanti ricorsi sono stati accolti e quanti rigettati ed, infine, tra quelli accolti contare quante controversie si sono risolte a favore dell’una o dell’altra parte.

 

Già un risultato di parità sarebbe un giusto ed accettabile lavoro svolto.

 

 

(1) Bankitalia annuncia, per la fine dell’anno, la costituzione di quattro nuovi Collegi dell’Arbitro Bancario Finanziario che opereranno presso le Sedi di Bari, Bologna, Palermo e Torino.

 

(2) paritètico (Definizione dal Vocabolario Treccani) – Che si basa su un principio o risponde a un criterio di parità: rapporto paritetico. In particolare, di organo o commissione in cui due o più parti hanno ugual numero di rappresentanti. 

 

 

16/10/2016


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