INTERVISTE 2012

 

L'uccisione dell'Ambasciatore USA a Bengasi: IRNA intervista il Direttore Federico Dal Cortivo

 

 

 

 

 

Caro Collega, Federico Dal Cortivo.
Innanzitutto colgo l'occasione per porgerLe i miei pi¨ cordiali saluti
Le sono molto grato se potesse esprimere il suo opinione relativi agli avvenimenti recenti causati dalla produzione di un film blasfemo negli Stati Uniti che offende il profeta dell'Islam.
La produzione del film ha causato l'attacco alla sede diplomatica degli Stati Uniti a Ben Ghazi e l'uccisione dell'ambasciatore degli Stati Uniti.
L'attacco alla sede diplomatica dell'America avviene dopo la pubblicazione del film blasfemo sulla rete YouTube.
Il registe del film Ŕ il cittadino americano residente a California, Sam Bacile che ha la visione estremamente anti islamica.

Il film offende il Profeta dell'Islam.
Federico Lombardi direttore della Sala Stampa della Santa Sede nella sua comunicazione ribadisce espressamente il rispetto reciproco per la convivenza pacifica nella societÓ e critica duramente l'offesa ingiustificabile ai valori religiosi musulmani e ritiene comprensibile per˛ non accettabili le conseguenze che questo film blasfemo produce.

Subito dopo la divulgazione del film sono state svolte le manifestazioni davanti le sedi diplomatiche degli Stati Uniti a Cairo e Tunisi e nel corso delle manifestazione i manifestanti hanno dato fuoco alla bandiera americana.
Dall'altra parte l'autoritÓ americana, prendere ogni misura e provvedimenti per impedire l'offesa verso altre fedi un atto di violazione alla libertÓ di parola nella sua costituzione.
Dopo l'uccisione dell'ambasciatore degli Stati Uniti a Ben Ghazi il governo americano ha inviato due delle sue navi militari verso coste Libiche.
Grazie ancora per la vostra gentile Collaborazione
Naghian
Direttore Agenzia IRNA- Roma



 

I fatti di Bengasi sembrano  fatti apposta per alimentare la tensione nel Vicino Oriente e Africa Settentrionale. Gli Stati Uniti dopo aver destabilizzato la Libia e imposto con i propri Alleati un governo fantoccio, ora sembrano raccogliere quello che hanno seminato con tanta cura in questi ultimi mesi e il film in oggetto potrebbe essere solo l'apice di un sentimento di odio e avversione che cova da tempo,ma anche no,se guardiamo attentamente lo spazio e come Ŕ stata trattata l'uccisione dell'Ambasciatore statunitense a Bengasi dalla "libera" stampa occidentale che si muove sotto un'unica regia, possiamo notare i soliti toni e allarmismi anti islam e contro il mondo arabo  in generale e la rinascita ancora una volta di questa fantomatica Al Qaida, buona per tutti gli usi e scopi.

 

L'11 settembre ci ha insegnato, se mai  ne fosse stato bisogno, che le false flag sono parte integrante di una guerra non dichiarata che ha come posta in gioco  il controllo delle ingenti risorse del Vicino Oriente e dell'Eurasia.

 

Quali sono state le conseguenze?


Il dispositivo militare statunitense nell'area Ŕ stato rafforzato, unanime la condanna da parte dell'Occidente filo americano e ancora una volta si Ŕ cercato di criminalizzare l'Islam, (il giochetto di Al Qaida funziona sempre nell'immaginario collettivo per evocare spettri di scontri di civiltÓ e attentati terroristici), proprio in un momento in cui sono in stallo i tentativi di abbattere il presidente Assad, l'Iran ha ottenuto un grande successo e riconoscimento internazionale con la conferenza dei Paesi non Allineati e non Ŕ arrivato ancora il semaforo verde da parte dell'Amministrazione Usa per un attacco preventivo israeliano contro la Repubblica Islamica dell'Iran.


Mi domando "cui prodest" questa esecuzione?

 

Funzionari dell'Amministrazione Usa dicono che l'attacco non Ŕ stato causato dalla proiezione del film, ma per l'11░ anniversario degli attentati dell'11 settembre, come ha dichiarato Pete Hoekstra ex presidente della commissione Servizi Segreti della Camera, tirando in ballo anche Ayman al-Zawahri che in alcuni video diffusi avrebbe parlato di vendetta per le uccisioni in Pakistan.

 

Il falso mito dell'11 settembre sembra funzionare ancora.


Come si vede il solito copione giÓ visto in cui la veritÓ Ŕ quella che qualcuno decide che sia a proprio uso e consumo, la vita di un diplomatico val bene le esigenze della politica estera.

 

Criminalizza l'avversario, rendilo indifendibile, fai che sia il male assoluto e potrai scatenare tutte le guerre che vorrai.
 

Federico Dal Cortivo

 

28/09/2012


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