INTERVISTE 2013

 

Elezioni italiane: il fenomeno Grillo, patriota oppure mistificatore?

 

Federico Dal Cortivo ha intervistato Nicola Bizzi, editore, saggista e scrittore.

 

1) Dott. Bizzi, siamo in piena campagna elettorale; dopo il “colpo di Stato“ di Monti e Napolitano che hanno imposto il governo tecnico della Goldman Sachs, gli Italiani sono ora chiamati a pronunciarsi su un nuovo governo. Terzo incomodo, più che la Lega oramai da anni assestata su posizione di potere e di finta opposizione, è il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, che sta riempiendo le piazze italiane, dove oramai questa classe politica non si presenta nemmeno più. Che idea ha sul “fenomeno Grillo”, un “Masaniello” come lo definisce lei in un breve saggio, un campione dell’antipolitica, oppure siamo di fronte a un vero patriota votato alla causa nazionale e popolare?

 

Beppe Grillo non mi è mai piaciuto, neanche come comico. Nelle vesti di arringatore di folle, egli non è in realtà né un campione dell’antipolitica, né tantomeno un “patriota” votato alla causa nazionale e popolare. Il “fenomeno Grillo” è indubbiamente molto complesso e articolato e, come vi spiegherò, fa parte di un preciso disegno da tempo pianificato.

In un mio articolo di alcuni mesi fa avevo definito Beppe Grillo un “Masaniello” funzionale al sistema e al servizio dei poteri forti, ne avevo tracciato a grandi linee il progetto, ma non ero sceso in particolari che mi propongo invece oggi di affrontare.

Apriamo prima una piccola parentesi. Non starò qui a sindacare sulla vera o presunta non democraticità del Movimento 5 Stelle. Innanzitutto perché spetterebbe semmai ai militanti di tale movimento muovere certe critiche, e già molti lo stanno facendo. Il Movimento 5 Stelle ha pochi anni di vita, ma ha già una lunga storia di divisioni, scomuniche ed epurazioni, e il suo leader incontrastato e sommo guru appare sempre più allergico e refrattario alle critiche che sempre più lo stanno sommergendo dall’interno. Esistono in circolazione già molti libri di denuncia di ex grillini, come ad esempio “Webbe Grillo” di Gaetano Luca Filice, il cui sottotitolo è significativo: “La rete parla: dubbi e contraddizioni su tutto ciò che sta dietro e intorno a Beppe Grillo”. Ma mi sono accorto che la maggior parte di questi libri, scritti per lo più da dissidenti del movimento, nonostante arrivino a sfiorare il vero nocciolo della questione, cioè Gianroberto Casaleggio e i suoi legami occulti internazionali, finiscono per arenarsi in sterili discussioni intorno alla “scarsa democrazia” presente nel M5S, sollevano dubbi sulla “democraticità” o sulla “efficacia democratica” dei meet-up grillini, e via dicendo. Questo perché i loro autori si dimostrano schiavi e succubi del “dogma democratico”, come del resto lo sono quasi tutti gli Italiani di area di centro-sinistra, i cosiddetti “catto-comunisti” (chiamiamoli una volta tanto con il loro corretto nome!).

Io, e chi segue i miei scritti lo sa, non sono mai stato un sostenitore a tutti i costi della “democrazia”. Occorre, a mio parere, sfatare una volta per tutte il mito secondo il quale la cosiddetta “democrazia” debba essere l’unica forma di governo o l’unico ordinamento sociale legittimamente perseguibile dai popoli della Terra. In particolare qui in Occidente siamo schiavi e succubi dell’osceno dogma democratico e chiunque si permette di metterlo in discussione viene immediatamente tacciato come “sovversivo”, “fascista” o comunque nemico del sistema. Questo perché chi muove critiche verso il dogma democratico infrange nel comune sentire addomesticato un altro osceno dogma, quello del “politically correct”.

Fortunatamente ho sempre rifiutato i dogmi e guardo quindi con simpatia ed interesse qualsiasi movimento politico che proponga, con sincerità ed onestà intellettuale, schemi sociali diversi o che comunque esulano dall’inflazionato democraticismo occidentale. Ritengo infatti il modello democratico occidentale decisamente fallimentare e sono intellettualmente aperto a prendere in considerazione schemi sociali che da esso prendono le distanze. E non inorridisco di certo quando sento parlare di populismo, come invece fanno tanti nostri politicanti che probabilmente non conoscono neppure il corretto significato di questo termine.

Scusatemi se la parentesi non è stata poi tanto piccola, ma era necessaria per spiegare un concetto: se non ci liberiamo del dogma democratico non possiamo realmente comprendere il Movimento 5 Stelle e il disegno che dietro ad esso si cela. E, credetemi, non si tratta di un disegno limpido, ma di qualcosa di maledettamente pericoloso.

Ci stiamo adesso avvicinando alle elezioni. Il tecnocrate Mario Monti, con la sua “salita” in campo, si è tolto finalmente la maschera di “salvatore della Patria” – maschera alla quale molti Italiani sprovveduti hanno per un certo periodo creduto – e si sta goffamente muovendo nell’arena politica alla stregua dei peggiori politicanti democristiani della Prima Repubblica, perdipiù alleandosi con i più biechi e osceni figuranti del teatrino politico: Fini e Casini. Appare evidente quanto la sua credibilità sia in picchiata e difficilmente la sua “armata brancaleone” centrista supererà il 10% dei voti.

Bersani e il PD, travolti dallo scandalo del Monte dei Paschi (il peggio del quale deve a mio parere ancora venire fuori), sicuri fino a pochi mesi fa di avere già in tasca la vittoria ed il Governo del Paese, cominciano a vedere che i conti non tornano e sono in preda ad una vera crisi di depressione post-parto (il parto di un Governo che già avevano prematuramente sognato e partorito nella loro immaginazione e che probabilmente non avranno). A mio parere saranno determinanti i non pochi voti che catalizzerà Ingroia a determinare la sconfitta elettorale dell’asse Bersani-Vendola.

Il PDL, con al guinzaglio la Lega addomesticata di Maroni, appare in netta rimonta, tanto da far dimenticare ai propri elettori, attraverso il potere mediatico di Berlusconi, le tante promesse non mantenute, la profonda crisi in cui il partito versava negli scorsi mesi e il vergognoso sostegno dato al Governo dei tecnici.

È molto probabile che sarà Berlusconi, con buona pace dei vari Financial Times e dei kapò Schultz che dettano legge in Europa, a uscire vincitore dalle urne. Ma se vincerà, grazie soprattutto alle promesse di eliminare l’IMU, di abbassare la pressione fiscale e di attuare un nuovo condono tombale, avrà comunque una maggioranza risicata e il rischio di ingovernabilità sarà molto alto, con probabili nuove elezioni all’orizzonte.

Comunque vadano le cose, il vero vincitore e protagonista indiscusso di queste elezioni sarà Beppe Grillo con il suo Movimento 5 Stelle, vero spauracchio di tutti i partiti e di tutti gli schieramenti, indiscusso protagonista dei loro incubi peggiori.

Tutti, infatti, da Monti a Bersani, da Ingroia a Casini, dimostrano adesso di temere l’incontenibile ascesa di Grillo, denunciandone quotidianamente il “populismo”, ma comunque guardandosi bene dal dire al popolo italiano la verità su Grillo e sugli oscuri disegni che si celano dietro al suo movimento.

 

2) Grillo ha avuto indubbiamente un merito, ha spaventato tanti politicanti, le loro consorterie e i loro interessi che non hanno mai coinciso con quelli della Nazione. Venti punti che vanno dall’abolizione dell’Imu a quella di Equitalia, dal ripristino dei fondi alla Sanità e alla Scuola Pubblica, alla creazione di una sola rete Tv pubblica senza pubblicità e apolitica, per arrivare al rilancio della piccola e media impresa e, da non sottovalutare, un referendum sulla permanenza nell’Euro. Indubbiamente sono argomenti in netta controtendenza a quanto fatto dal centro-sinistra e centro-destra in questi ultimi anni prima di consegnare l’Italia al banchiere Monti, che ha completato l’opera di smantellamento di ogni nostra residua sovranità economica. Un programma al di là della destra e della sinistra sulla carta, lei che ne pensa? Anche Grillo farà la fine di Bossi e diventerà funzionale al sistema, cosa già avvenuta da tempo sia a sinistra che a destra?

 

È ovvio che tutti i principali esponenti della politica italiana siano spaventati da Grillo. È una pura questione di termini numerici. Mi spiego meglio: dietro Berlusconi, Bersani, Casini, Maroni e altri leader politici vi sono degli apparati di partito che, comunque vadano queste elezioni, usciranno fortemente ridimensionati dal risultato che il Movimento 5 Stelle otterrà. Non stiamo parlando di briciole, ma probabilmente di oltre 100 parlamentari grillini che si insedieranno nella nuova Camera e nel nuovo Senato nella prossima legislatura. Tutti posti che verranno sottratti ai partiti tradizionali e che saranno occupati da personaggi in buona parte “nuovi” al mondo della politica, difficilmente manovrabili e pronti ad eseguire, come docili burattini, gli ordini del loro Guru.

Usare il termine di “antipolitica” quando si parla di Grillo è secondo me improprio. Grillo fa politica nel vero senso del termine, non fa “antipolitica”. Semmai fa “anti-partitica”, nel senso che il suo compito è proprio quello di indebolire e delegittimare gli apparati di partito tradizionali.

La delegittimazione dei partiti politici italiani, che fa parte di un più ampio disegno globalizzatore, era già stata iniziata con successo proprio dal tecnocrate Mario Monti durante il suo Governo. Lo aveva denunciato chiaramente, in un suo ottimo articolo intitolato “Salvate il partito Ryan”, il leader di Nuova Destra Sociale Luca Monti sul numero di Marzo 2012 di Novum Imperium. Tutti i partiti politici che non sostenevano il Governo dei tecnici (leggasi Governo della Goldman Sachs e della grande finanza internazionale) sono stati infatti inesorabilmente colpiti da pesanti inchieste mediatico-giudiziarie, a cominciare dalla Lega Nord, con gli scandali del Trota e di Francesco Belsito e Rosy Mauro, fino ad arrivare all’Italia dei Valori di Di Pietro, costretto a infilarsi nelle liste di Rivoluzione Civile di Ingroia per non scomparire definitivamente da Montecitorio. Anche il PDL, ogni volta che ha timidamente minacciato di staccare la spina al Governo dei Banchieri, è stato colpito da puntuali inchieste giudiziarie, guarda caso in due regioni chiave per gli esiti delle elezioni politiche: Lombardia e Lazio. In particolare, colpendo il “celeste” Formigoni in Lombardia è stato lanciato un messaggio chiaro: si voleva distruggere i residui rapporti fra PDL e Lega Nord e pregiudicare una loro nuova alleanza in vista delle elezioni.

L’obiettivo era molto chiaro per chi ha saputo vederlo e capirlo: si voleva, da parte di Monti e dei suoi burattinai, delegittimare i partiti (tranne ovviamente il PD e i “centristi”) per giustificare un governo tecnico ad oltranza, magari mascherato da Governo “politico”, che avrebbe definitivamente commissariato l’Italia. E in tutto questo disegno il Movimento 5 Stelle ha avuto un ruolo determinante, contribuendo non poco con la sua sbandierata “antipolitica” a indebolire l’immagine dei partiti politici e a delegittimarne il ruolo. D’altronde non era poi un’impresa così difficile, visto il livello di corruzione e di disinvolto utilizzo dei fondi pubblici che caratterizza tutti i partiti. Ma qualcosa nel frattempo ha modificato questo disegno. Il ritorno sulla scena di Berlusconi ha rimescolato le carte sul tavolo dei giochi, ha costretto di fatto Monti a togliersi la maschera e a entrare da protagonista nell’arena politica e l’azione destabilizzante del Movimento 5 Stelle non è stata più funzionale al piano dei tecnocrati. Grillo adesso è temuto infatti anche da Monti, che sembra aver sbagliato tutti i suoi calcoli, e prova ne sono i continui attacchi e le accuse di “populismo” che quotidianamente il tecnocrate bocconiano riserva al giullare di Casaleggio.

Per rispondere alla domanda, ritengo che i punti del programma di Grillo, che ben pochi Italiani hanno letto e compreso e che magari lo voteranno solo per simpatia o per avversione verso i partiti, siano pura demagogia. Tutti adesso parlano di abolizione dell’IMU (cominciano a farlo anche Monti e Bersani) e un referendum sull’uscita dall’Euro, che sarebbe l’unica salvezza per l’Italia, ammesso e non concesso che Grillo lo promuova veramente, sarebbe sicuramente bocciato con qualche pretesto dalla Corte Costituzionale. Il parlare poi di fondi alla Sanità e di televisione pubblica non politica sono semplici artifici per assicurarsi la fedeltà elettorale della stragrande maggioranza del popolo grillino, che ideologicamente proviene dalla sinistra più radicale. E Grillo non è credibile quando parla di sovranità nazionale e monetaria. Vi spiegherò più avanti i motivi di queste mie affermazioni.

Grillo non diventerà funzionale al sistema semplicemente perché lo è già. Solo che si tratta di un sistema molto più ampio di quello tradizionalmente inteso per tale dagli Italiani: si tratta del sistema del Nuovo Ordine Mondiale. La funzione di Grillo e del suo movimento, almeno in questa fase, è quella di destabilizzare per preparare la strada a qualcos’altro.

Da fonti riservate, ma che ritengo estremamente credibili, avevo avuto indicazioni di come le reali intenzioni di Grillo fossero di non presentare le liste del Movimento 5 Stelle a queste elezioni politiche, addirittura omettendo e facendo omettere di proposito sui moduli della raccolta delle firme dati sensibili dei sottoscrittori, allo scopo di farsi ricusare le liste dei candidati per la Camera dei Deputati e per il Senato. Questa notizia, che ha di per sé del clamoroso, sarebbe senz’altro verificabile richiedendo alle autorità competenti di poter esaminare materialmente la modulistica consegnata dai delegati del Movimento 5 Stelle nelle varie Corti d’Appello lo scorso 21 Gennaio. Ma a quale scopo Grillo avrebbe architettato questa messa in scena all’insaputa dei suoi stessi militanti? Sempre secondo certe fonti, per poter poi gridare pubblicamente allo scandalo, per poter annunciare agli Italiani (che non avrebbero compreso che il reale motivo della ricusazione sarebbe stato un vizio di forma) che la casta politica della marcia e corrotta partitocrazia voleva impedire al Movimento 5 Stelle di partecipare alle elezioni. Questo avrebbe probabilmente scatenato dei moti di piazza e degli incidenti. Ma, sempre dando per buone certe indiscrezioni – naturalmente con il beneficio del dubbio – al Ministero degli Interni avrebbero mangiato la foglia e le liste di Grillo sono state tranquillamente accettate. Altro curioso tassello del mosaico è stata la presentazione, sempre al Ministero degli Interni, di una lista civetta di un falso Movimento 5 Stelle, guarda caso pochi minuti prima che Grillo presentasse la sua. Guarda caso, Grillo utilizzò subito questa lista civetta come pretesto per dichiarare ai giornali che, se fosse stata accettata, avrebbe rifiutato di presentarsi alle elezioni. Risultato: la lista civetta è stata ricusata dal Ministro degli Interni Anna Maria Cancellieri a tempo di record, proprio perché secondo me si voleva scongiurare con ogni mezzo una non presentazione dei grillini alle elezioni e i probabili incidenti che questa eventualità avrebbe determinato.

 

3) Dietro al fenomeno del Movimento 5 Stelle si muove un apparato mediatico gestito da Gianroberto Casaleggio, che si occupa di strategie di rete e rapporti sull’economia digitale, e sappiamo che proprio il movimento di Grillo utilizza prevalentemente la rete per inviare i suoi messaggi con uno dei blog più visitati (ancora nel 2008 l’Observer aveva stilato una classifica con i 50 blog più influenti al mondo e quello di Grillo era posizionato al nono posto). Proprio su questo personaggio, lei ha focalizzato la sua attenzione, una specie di “guru” dell’informatica, dove quest’ultima è intesa come una nuova via salvifica, una nuova religione, con Casaleggio che potremmo definire il vero “deus ex machina” dell’ascesa del movimento grillino. Ci può parlare di Casaleggio, della sua influenza sul Movimento e dei suoi rapporti con un certo mondo economico dell’Occidente?

 

Sfortunatamente (o forse dovrei dire fortunatamente) non conosco personalmente Gianroberto Casaleggio, anche se, occupandomi di giornalismo e dei retroscena della politica, non ho potuto fare a meno di documentarmi ampiamente su di lui, prendendo in esame tutte le fonti possibili. E ciò che emerge dalle fonti che ho esaminato è un quadro decisamente inquietante, del quale mi rendo conto che la stragrande maggioranza dei militanti e degli elettori del Movimento 5 Stelle è totalmente all’oscuro. La base e l’elettorato di Grillo, infatti, sono composti da persone per lo più provenienti dalla sinistra radicale, ma anche da delusi e scontenti della Lega, del PD e, in piccola parte, anche del PDL, che sono sinceramente convinti di essersi schierati per una causa di progresso e giustizia sociale. Ma la realtà è purtroppo ben diversa e si tratta di una realtà della quale sono bene a conoscenza tutti i leader politici di ogni schieramento, ma essi si guardano bene dall’affrontarla e tacciono per il legittimo timore di ritorsioni.

A prescindere dal complottismo fine a se stesso, che purtroppo oggi è di gran moda sulla rete, e dalle speculazioni più o meno realistiche sulla probabile presenza di Grillo sul panfilo Britannia nel 1992, appare evidente che questa pseudo-rivoluzione mediatica che ha visto Grillo scatenarsi giacobinescamente come paladino del “popolo sovrano” è stata creata e pianificata a tavolino dalla Casaleggio Associati.

Gianroberto Casaleggio ha scritto un libro, “Web Ergo Sum“, in cui la rete viene assimilata ad uno strumento di liberazione dai consumi. Nel proprio sito la Casaleggio Associati, di cui Gianroberto è fondatore, promuove strumenti di webmarketing e social network come ottimi canalizzatori di dati personali. Per Casaleggio Internet è la nuova via salvifica, una sorta di nuova religione globale. Così la nuova filosofia diventa spengere la televisione, non comprare più i giornali e navigare in rete, dove essere finalmente liberi, felici e realizzati. E i grillini, o quantomeno i loro dirigenti, con i quali ho avuto più di un’occasione di fare quattro chiacchiere, ragionano proprio così. L’impressione che mi hanno dato, se devo essere sincero, è stata quella di una sorta di automi lobotomizzati, o quantomeno sottoposti ad un indottrinamento in stile MK Ultra: ripetono tutti a pappagallo le stesse cose e non fanno mistero di auspicare una società totalmente dominata da Internet, con conseguente schedatura di massa e microchip sotto pelle.

Indubbiamente uno dei massimi esperti in Italia di web, reti sociali e marketing elettronico, Gianroberto Casaleggio è stato fino al 2003 Amministratore Delegato della Webegg, una società della galassia del gruppo Telecom, allora nelle mani di Tronchetti Provera e della Pirelli.

Il 22 Gennaio 2004, insieme ad altri quattro esponenti di questa azienda (Enrico Sassoon, Luca Eleuteri, il fratello Davide Casaleggio e Mario Buccich) ha dato vita alla Casaleggio Associati, una società che, come ha sottolineato Mauro Miccolis in un articolo apparso tempo fa sul suo blog, opera nei settori della comunicazione propugnando di fatto “un nuovo ordine mondiale basato su Internet e sulla vita nel Cyberspazio”, destinato a sostituire i governi del mondo facendo uso dei cosiddetti “influencer”, operatori addestrati a condizionare le masse dei fruitori di Internet nelle loro scelte quotidiane, come ad esempio cosa mangiare, quali film andare a vedere nel weekend, fino alla lista da votare alle elezioni.

L’obiettivo della Casaleggio Associati è formalmente quello di “sviluppare in Italia una cultura della Rete attraverso studi originali, consulenza strategica, articoli, libri, newsletter, seminari e con la creazione di gruppi di pensiero e di orientamento”. E, come afferma sul proprio sito, la “Casaleggio Associati dispone di competenze specifiche sulla Rete, tramite i suoi soci ed affiliati; della conoscenza del territorio di applicazione, dovuta ai Rapporti e ai Focus di settore; delle tendenze e delle best practice, grazie al network di partner statunitensi”.

Da tempo la Casaleggio Associati sta gestendo anche la parte informatica di Chiare Lettere, la casa editrice che pubblica i libri di Marco Travaglio ed è di recente entrata nell’azionariato del Fatto Quotidiano.

Come ha scritto Mauro Miccolis in un suo articolo intitolato “Grillo, Casaleggio, democrazia diretta & lobby”, “ho iniziato da qualche tempo a riflettere su Grillo, le sue esternazioni, e il suo movimento; e devo dire che più rifletto su questo fenomeno politico e più divento perplesso e preoccupato, sulle reali motivazioni di chi ha dato vita al movimento, la Casaleggio, e sulle conseguenze che si potrebbero avere nel futuro se le idee di questo movimento fossero accettate dalla maggioranza dei cittadini”.

Ma il bello deve ancora venire: i Casaleggio sono apparentati con società e con multinazionali a dir poco discutibili, come ad esempio Philip Morris, BP, Amoco e JP Morgan. Ed è sui legami con la JP Morgan che ricadono le ombre maggiori. Grillo non parla di signoraggio da circa tre anni (che coincidono più o meno dall’entrata sulla scena della Casaleggio Associati). Dice che “è troppo”, che tanto la gente non comprenderebbe. La JP Morgan è notoriamente una delle banche che maggiormente lucra sul signoraggio mondiale. Poi ci sono legami con le più grandi lobby americane. Enrico Sassoon, uno degli uomini chiave della Casaleggio Associati (dimessosi formalmente il 23 Settembre 2012 inviando una lettera al Corriere della Sera), è direttore responsabile del mensile di management Harvard Business Review Italia, Presidente della Leading Events e della Global Trands, società di studi, ricerche e comunicazione, ed è inoltre board member dell’Aspen Institute Italia e board member e Presidente del Comitato Affari Economici della American Chamber of Commerce in Italy, di fatto una lobby “con lo scopo di sviluppare e favorire le relazioni economiche, culturali e politiche fra gli Stati Uniti d’America e l’Italia”. Ricordiamo poi il legame con la Bivings, che manipola le opinioni in favore delle multinazionali e a cui i Casaleggio dichiarano di ispirarsi. Per non parlare del V-Day sull’informazione, che sembra la realizzazione di un video della Casaleggio in cui si auspica la fine della carta stampata e la nascita di un mondo modello Johnny Mnemonic.

Secondo Leo Zagami, che delle vicende di Grillo e Casaleggio si è a lungo occupato con cognizione di causa e citando fonti e testimonianze attendibili, dietro la Casaleggio Associati ci sarebbe nientemeno che Giuliano Di Bernardo, ex Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia e “Sovrano Gran Illuminato ed Eminentissimo e Supremo Gran Maestro della Dignity”, come si fa chiamare lui stesso. Sempre secondo quanto riporta Leo Zagami in un suo articolo intitolato “Beppe Grillo e la politica come oppio dei popoli”, Casaleggio e soci, come gli avrebbe rivelato Pergiorgio Bassi, farebbero infatti parte del Team Marketing e Communications del progetto Dignity di Giuliano Di Bernardo, legato alla sua ormai famosa Accademia degli Illuminati fondata a Roma nel 2002, un’organizzazione che persegue un piano secolare e ben definito: quello di creare un Governo Mondiale retto da una tecnocrazia sinarchica.

Scrive Zagami: “era chiaro come il sole per me che la Casaleggio fosse una sorta di quartier generale delle forze occulte che manovrano Grillo e un luogo dove le spie del suo movimento riportano tutte le loro informazioni ai vari membri della Casaleggio Associati, che poi a loro volta si rivolgevano a personaggi vicini ai servizi segreti come Piergiorgio Bassi”. Quando qui parla si servizi, Zagami si riferisce esplicitamente ai servizi italiani e all’israeliano Mossad, del quale Bassi, “vice del potentissimo Gran Maestro degli Illuminati Giuliano Di Bernardo”, sarebbe un agente di collegamento.

Come afferma sempre Zagami nel suo libro “Le Confessioni di un Illuminato” il progetto Dignity di Giuliano Di Bernardo nacque nel 1992, dopo l’arrivo in Italia del Britannia, il panfilo reale di Sua Maestà Britannica la Regina Elisabetta, a bordo del quale i veri traditori della nazione italiana decisero a tavolino che era giunta l’ora di privatizzare la Banca d’Italia, privando quindi il nostro Paese della vitale e fondamentale rendita da emissione monetaria e discussero come spartirsi i ricchi proventi delle privatizzazioni. Un progetto del quale, sempre secondo Zagami, fanno parte integrante anche Grillo (a prescindere dalla sua vera o presunta presenza sul panfilo) e la Casaleggio Associati; un progetto che coinvolge direttamente la Massoneria britannica, quella sionista, l’Opus Dei, i Gesuiti e il Vaticano e che “fu successivamente reso operativo e a ben più ampio raggio d’azione internazionale tra Londra, Roma e Gerusalemme, passando per gli ex paesi dell’Unione Sovietica (Ucraina in testa) nel 1993. In questo anno non solo Di Bernardo, allora Gran Maestro del Grande Oriente, ordinò una storica scissione nella Massoneria italiana inaugurando nell’Aprile del ’93 la Gran Loggia Regolare d’Italia, ma la sua Dignity poco prima ufficializzò la sua presenza in Svizzera, creando una loggia super coperta protetta legalmente dalle leggi svizzere”.

Conosco personalmente Leo Zagami e ritengo molto attendibili sia le sue fonti che le sue dichiarazioni.

 

4) All’estero, e per estero intendo chi ci occupa militarmente dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, gli Stati Uniti, che assieme agli alleati britannici coordinano i servizi d’intelligence per muovere le fila di partiti e movimenti italiani dal 1945, non sarà certo sfuggita al Dipartimento di Stato l’ascesa di un fenomeno nuovo nel panorama politico italiano, che nelle intenzioni dei promotori a 5 Stelle dovrebbe, almeno in parte, destabilizzare proprio il modus operandi di chi ha diretto fino ad oggi la “colonia Italia”. Oppure stiamo forse assistendo all’ennesima manovra sotto copertura, non potendo in questo caso utilizzare le bombe come negli anni ‘70, tesa a stabilizzare la situazione attuale facendo convogliare voti di tanta gente indignata in un vuoto contenitore mediatico, piuttosto che verso forze autenticamente nazionali e sociali che potrebbero presentarsi sulla scena e che metterebbero in pericolo il ruolo di totale sudditanza dell’Italia alle oligarchie finanziarie. Lei cosa ne pensa?

 

Quanto ho riportato fino ad ora la dice lunga su cosa penso della questione. Che l’Italia sia, dal lontano 1945, un Paese a sovranità limitata e, di fatto, una colonia americana, anche se molti fingono di dimenticarsene, ormai non è un mistero per nessuno. E, da bravi e zelanti colonizzatori, gli Americani hanno ovviamente sempre controllato e manipolato, sia apertamente che tramite i loro servizi di intelligence, i partiti politici italiani. La principale preoccupazione degli occupanti era che i partiti politici, nel quadro della Guerra Fredda e della contrapposizione fra i due blocchi, non uscissero dal seminato e garantissero sempre e in ogni caso di fare gli interessi degli Stati Uniti d’America. Lo stesso valeva anche per il P.C.I. che, nonostante fosse ampiamente foraggiato da Mosca, era ben conscio dei suoi limiti e della sua impossibilità di creare in Italia un sistema comunista sul modello sovietico. Uomini come Giorgio Napolitano, all’epoca leader della corrente migliorista e da sempre gradito a Washington, garantivano che il più grande partito comunista dell’Europa Occidentale mantenesse gli impegni tacitamente presi con gli U.S.A. Del resto il P.C.I., a causa di uno scellerato patto fra De Gasperi e Togliatti, aveva già avuto campo libero per assicurarsi il monopolio della cultura, come contropartita per la rinuncia alla conquista del potere politico.

Erano le fasce estreme della politica italiana a preoccupare maggiormente sia i servizi d’oltreoceano che il K.G.B. e furono continui e costanti i tentativi di infiltramento in formazioni come Lotta Continua, Potere Operaio, Avanguardia Nazionale, Ordine Nuovo, Terza Posizione, etc., al fine di manipolarne la linea operativa o di sabotarne la stessa attività. L’intera esperienza storica della “strategia della tensione” non altro è stata che una triste e vergognosa partita a scacchi fra servizi segreti, con il sacrificio di tante vittime innocenti e di tante pedine divenute “scomode”, con conseguenti insabbiamenti e segreti di stato. Non esistono né sono mai esistiti i cosiddetti “servizi deviati”. Esistono i servizi, punto e basta. E i servizi hanno sempre fatto e continuano a fare il proprio lavoro, obbedendo agli ordini ricevuti, spesso macchiandosi di gravi crimini puntualmente coperti con il “segreto di stato”.

Ma c’è una differenza sostanziale oggi rispetto agli anni del Dopoguerra e anche rispetto agli anni della “strategia della tensione”: sono cambiati gli equilibri di potere, è caduta la Cortina di Ferro e sono emersi sulla scena internazionale nuovi protagonisti, come ad esempio la Cina, la Repubblica Islamica dell’Iran, Israele. La Russia, dopo i cupi anni di Eltsin, caratterizzati dalla svendita del patrimonio nazionale ereditato dall’Unione Sovietica e dall’asservimento de facto agli interessi americani, ha rialzato la testa ed è tornata grazie a Vladimir Putin ad essere una grande potenza. Gli Stati Uniti d’America, dopo oltre un decennio di sanguinose guerre alimentate dalla lobby militare-industriale con il pretesto della “lotta al terrorismo”, ma in realtà finalizzate all’acquisizione delle fonti energetiche, sono oggi economicamente deboli e hanno perso il sostegno di molte nazioni un tempo loro alleate. L’America Latina, con l’evoluzione politica di Paesi come il Venezuela, l’Argentina, l’Ecuador, il Brasile e il Nicaragua, non è più da tempo il “giardino di casa” degli Stati Uniti e rappresenta di fatto un nuovo importante polo dell’economia mondiale, e il Movimento dei Paesi Non Allineati, dopo anni di crisi, è tornato ad essere un importante protagonista della scena internazionale, anche e soprattutto grazie all’azione trainante dell’Iran.

Di fatto, gli Stati Uniti e Israele sono oggi molto più isolati rispetto agli anni passati e appaiono sempre più evidenti le fratture e le crepe che si stanno aprendo nella loro un tempo solida alleanza.

Gli scenari quindi cambiano, si aggiungono nuovi attori, ma non scordiamoci che l’Italia è ancora una colonia americana. Ed è quindi ovvio che la politica nel nostro Paese continui ad essere influenzata e manipolata da Washington e, forse oggi più che mai, anche da Gerusalemme.

Il problema maggiore è che oggi, molto più rispetto al passato, è aumentata l’influenza di potenti organizzazioni e circoli di potere più o meno occulto, dei quali la stragrande maggioranza della popolazione non ha mai sentito parlare o dei quali neanche sospetta l’esistenza. Certe organizzazioni, fra cui il Gruppo Bilderberg, la Trilateral Commission, il Council of Foreign Relations, tutte strutture private non governative e spesso transnazionali, raggruppano i più influenti personaggi del mondo della politica, dell’economia, della cultura e dei media di varie nazioni e si riuniscono periodicamente in segreto, rigorosamente senza la presenta di giornalisti, per redigere agende, per stabilire a tavolino quali guerre debbano essere scatenate, quali nazioni possono essere economicamente sacrificate, quali altre depredate delle loro risorse energetiche, e altre cosette del genere. Come sono aumentati l’influenza del Fondo Monetario Internazionale e il suo potere ricattatorio e vessatorio nei confronti di quegli Stati che tentano di liberarsi dalla schiavitù del debito.

Queste organizzazioni aumentano di potere perché fanno tutte parte di un unico grande disegno: l’instaurazione di un unico governo mondiale, con la progressiva distruzione delle singole identità nazionali, il restringimento delle libertà civili e l’accentramento delle ricchezze e delle risorse energetiche nelle mani di sempre meno persone. Questo piano per un Nuovo Ordine Mondiale sta andando avanti da molto tempo ed ha avuto, dagli anni ’90 ad oggi, una forte accelerazione, con l’imposizione di eventi e di scelte spesso traumatiche, ma necessarie per velocizzare questo folle e criminale progetto. Abbiamo così avuto in Italia nel 1992 sia Tangentopoli, che ha spazzato via un’intera classe politica divenuta ormai scomoda e ostile ai progetti mondialisti, che il famigerato meeting sul panfilo Britannia che ha dato il via libera alla privatizzazione del nostro istituto di emissione e delle nostre industrie statali. Abbiamo poi avuto il Trattato di Schengen, che dava un altro colpo di grazia alla sovranità degli Stati, abbiamo avuto l’imposizione forzata dell’Euro, il Trattato di Lisbona, l’Eurogendfor, il Meccanismo Europeo di Stabilità, e molte altre cose assai peggiori si preparano ad arrivare. E tutto questo è avvenuto senza che i nostri politici, tranne rarissime eccezioni, abbiano mai fatto niente per impedire simili attentati alla nostra sovranità nazionale, a dimostrazione di come l’intera classe politica, sia di “destra” che di “sinistra” sia ormai totalmente asservita ai poter forti e ai loro burattinai.

È stata criminalmente bombardata per due mesi, con la complicità del Governo D’Alema e in spregio alla nostra Costituzione, la Jugoslavija di Slobodan Milosevic, “colpevole” di non volersi piegare ai diktat della globalizzazione. Identica cosa è stata fatta, dodici anni più tardi, con la complicità del Governo Berlusconi, con la Libia di Muammar Gheddafi, anch’egli “colpevole” di aver apertamente sfidato certi poteri. Quegli stessi poteri che adesso stanno destabilizzando la Siria, precipitata da due anni in una guerra civile fomentata dall’esterno, e che vorrebbero riservare un simile trattamento anche alla Repubblica Islamica dell’Iran.

È stato sistematicamente impedito, nel nostro Paese, mediante un’abile strategia di infiltramenti e mediante la fomentazione delle divisioni, che si creassero dei fronti uniti anti-sistema, sia a “destra” che a “sinistra”, o meglio ancora, la creazione di un fronte unito trasversale che facesse muro contro la globalizzazione, contro i diktat della finanza internazionale, contro l’Europa dei tecnocrati e delle banche, contro la Massoneria e contro i gruppi occulti di potere, contro insomma tutto ciò che è e che dovrebbe essere visto come un nemico comune contro il quale unire le forze. Paradossalmente è proprio la “sinistra” quella che in Italia ha maggiormente favorito questi criminali disegni mondialisti di oppressione e di asservimento ad i poteri forti, la stessa “sinistra” che è legata a doppio filo con il potere bancario internazionale e che ha un suo uomo di punta, Enrico Letta, fra i membri più autorevoli e influenti del Gruppo Bilderberg.

La nascita del Movimento 5 Stelle, per stessa ammissione di Beppe Grillo, ha impedito che in Italia prendessero piede organizzazioni ben strutturate fortemente anti-europee, anti-mondialiste e di risveglio nazionale come Jobbik in Ungheria, Ataka in Bulgaria e Alba Dorata in Grecia, favorendo così lo status-quo. Si dimostra così per l’ennesima volta quanto il Movimento 5 Stelle sia funzionale al sistema per imbrigliare la legittima protesta di piazza e il crescente malcontento popolare. Come, del resto, è funzionale al sistema anche la figura di Matteo Renzi all’interno del P.D. Renzi è, notoriamente, un’altra creatura politica dei poteri forti e i suoi legami con gli Stati Uniti e con certe fondazioni di oltreoceano lo confermano.

 

5) Infine, dott. Bizzi, un rapido sguardo alle elezioni. Crede che sarà proprio l’avanzata di questo movimento la vera sorpresa, almeno numerica, che uscirà dalle urne, oppure vi sarà una riconferma dei soliti noti che hanno già consegnato l’Italia ai padrini del potere bancario mondiale? Cambierà qualcosa?

 

Come dicevo poc’anzi, ritengo assai probabile una vittoria di Berlusconi, anche se magari per pochi voti. I numeri parlano chiaro. In Italia la maggior parte degli elettori non si riconosce nel Centro-Sinistra e negli ultimi anni quest’ultimo ha prevalso solo quando al Centro-Destra è mancato l’apporto fondamentale della Lega Nord. Quest’anno il panorama politico si presenta molto più frastagliato e diviso, con la presenza di Monti e del suo “centrino” e di Rivoluzione Civile di Ingroia. È inutile e fuori luogo parlare di ipotetiche alleanze da Prima Repubblica “con o senza Vendola”, come stanno facendo da mesi Monti e Bersani. Con l’attuale legge elettorale, alla coalizione vincente basterà conquistare almeno un 25% dei voti validi. Vedo un PDL decisamente in rimonta e un asse PD-SEL in netto calo di consensi. Il Centro-Destra può tecnicamente quindi farcela, ma non facciamoci troppe illusioni che le cose in Italia possano cambiare.

Una vittoria di Berlusconi potrà forse archiviare definitivamente l’esperienza del Governo tecnico e scongiurare un nuovo commissariamento dell’Italia, frenando per un po’ lo strapotere della finanza internazionale, ma un Governo di Centro-Destra con un premier come Angiolino Alfano vivrebbe costantemente sotto il ricatto della speculazione economica delle agenzie di rating e avrebbe la piena ostilità della Commissione Europea e dell’asse franco-tedesco.

L’unica via di salvezza per l’Italia sarebbe un coraggioso abbandono della moneta unica europea, da concordare magari insieme alla Spagna, al Portogallo, all’Irlanda e alla Grecia e il ripristino di una piena sovranità monetaria mediante la creazione di un nuovo istituto nazionale di emissione che torni a garantire al nostro Paese la rendita da emissione monetaria che abbiamo perso nel 1992, come da tempo scrivono autorevoli scrittori ed esperti di economia, fra cui in primis Marco Della Luna, e come sostenuto dall’On. Domenico Scilipoti con la sua proposta di legge n. 5536, presentata alla Camera lo scorso 16 Ottobre; proposta di legge alla cui stesura ho anch’io collaborato. Ma dubito fortemente che un nuovo Governo di Centro-Destra abbia la forza, la volontà e le capacità per intraprendere un passo così importante.

 

 

Federico Dal Cortivo

europeanphoenix.com

 

NICOLA BIZZI - CURRICULUM

 

Nato a Stoccolma (Svezia) il 17 Febbraio 1972, vive e lavora a Firenze, dove ha studiato Lettere Antiche e dove è attualmente laureando in Storia Contemporanea con una tesi sul finanziamento pubblico dei partiti politici.

Imprenditore nei settori dell’editoria e del commercio di antiquariato, svolge anche l’attività di perito antiquario (C.T.U.) presso il Tribunale di Firenze.

Scrittore, saggista e conferenziere, parla correttamente sei lingue (Inglese, Spagnolo, Finlandese, Serbo-Croato, Bulgaro e Macedone) e collabora con vari periodici e riviste, sia in Italia che all’estero, su temi storico-archeologici, di attualità, di geopolitica e di tradizione occidentale.

Ha soggiornato a lungo all’estero, svolgendo studi e ricerche in vari paesi europei e medio-orientali, fra cui Russia, paesi scandinavi, Spagna, Serbia, Grecia, Macedonia, Bulgaria e Iran.

Fin dagli anni ’90 è stato promotore di vari circoli culturali, organizzando conferenze e convegni in varie città italiane.

È stato fondatore, nel 2008, della rivista trimestrale di Storia e Geopolitica Novum Imperium, della quale è direttore editoriale, e, nel 2012, co-fondatore della rivista bimestrale di Storia Aesyr - Da un remoto passato verso le libere civiltà del futuro.

Nel 2011 ha creato le Edizioni Aurora Boreale, marchio editoriale di cui è proprietario e per il quale cura la pubblicazione di collane di saggistica storica.

È stato candidato alla carica di Sindaco della città di Firenze nel 2004 e due volte candidato alla Camera dei Deputati (2006 e 2008).

Co-fondatore di Nuova Destra Sociale nel 2006, ne ha rivestito fino al 2012 la carica di Presidente Nazionale. È attualmente Coordinatore regionale della Toscana del Movimento di Responsabilità Nazionale dell’On. Domenico Scilipoti.

 

19/02/2013


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