INTERVISTE 2013

 

Le proposte di una destra che si richiama al sociale: dialogo con Antonio Mazzella

 

di Antonella Ricciardi.

 

Nel dialogo sotto riportato, Antonio Mazzella, candidato alla Camera dei Deputati per la formazione politica La Destra di Francesco Storace (le cui posizioni sono nettamente ispirate ad una visione di Destra Sociale), esprime diverse tra le sue posizioni e proposte più significative.

Mazzella spazia, così, dalla rivalorizzazione del Meridione italiano, attraverso l'analisi storica e l'azione nel presente e per il futuro, alla preminenza della politica, che guidi e non si lasci guidare da poteri economico-finanziari che non tengono conto del bene comune, alle misure, in generale, per rendere lo Stato più solido e maggiormente garante dei diritti sociali.

 

Ricciardi: "Puoi esporre le più importanti proposte programmatiche che intendi portare con la tua candidatura alla Camera dei Deputati, riguardo il territorio campano, che, anche il tuo vissuto personale, potresti conoscere meglio?"

 

Mazzella: "La Destra, di Storace, è un movimento politico che affonda le proprie radici in profondità nel sentimento e nazionale ed è presente e strutturato su tutto il territorio pur con carenze organizzative dovute alle difficoltà di chi ha fatto e fa politica senza risorse estranee a quelle messe a disposizione in prima persona dal sacrificio personale dei suoi Iscritti e Militanti di ogni ordine e grado.

La Destra ha, da sempre, fatto propria la vocazione che da sempre ha assicurato il primato e la centralità della politica rispetto all’economia ed ha inteso adoperarsi con i parametri del buon senso e la misura del buon padre di famiglia, nella gestione della res publica, che è bene comune e come tale deve essere amministrata.

 

Detto questo, è doveroso, però, qualche breve cenno alle problematiche relative alla mia, alla NostraTerra.


La cosiddetta questione meridionale rimane aperta ed insoluta, nella sostanza dei fatti, con rivendicazioni ed istanze che fanno anche riferimento ad ampi periodi della nostra storia: non c’è stata la volontà politica, né negli anni immediatamente successivi al periodo preunitario, decisamente ricco e prospero per il meridione, né negli scorsi decenni, dal dopoguerra in poi, di affrancare il sud da una sorta di assistenzialismo imposto, che l’ha trasformato in terra di emigranti e di clientela, di mala politica imperante e criminalità più o meno organizzata, che spesso interagivano, e lo fanno ancora, innanzi tutto tradendo i propri stessi conterranei, per soldi e potere.

Penso all’esodo di massa dei contadini della fine degli anni sessanta del XIX secolo e di quelli di un secolo dopo…e fino ai giorni nostri…ed all’immigrazione selvaggia, che offre al mercato al nero lavoratori sottopagati in una sorta di guerra dei poveri rispetto alle risorse umane costituite dai nostri connazionali disoccupati e nuove spietate leve alla malavita organizzata… penso alle tonnellate di rifiuti tossici e velenosi, seppelliti nelle campagne delle regioni del sud Italia, in particolar modo in Campania, ed alle conseguenze scellerate di questo malaffare, che ha sancito il connubio fra malapolitica e malavita, mettendo in ginocchio l’economia di intere regioni d’Italia, distruggendone l’immagine di vetrina per l’intera filiera agroalimentare, ostentandone la mancanza di sicurezza di fronte alla criminalità, trasmettendone le immagini mortificante di immondizia restata a marcire per strada non certo per colpa, ma a danno dei cittadini, rinnegandone la tradizionale visione di una terra accogliente, da visitare per le bellezze dei luoghi, la varietà e l’ampiezza dei percorsi enogastronomici proponibili e la concezione della sacralità dell’ospitalità della nostra gente.

 

C’è quindi una questione meridionale da affrontare, e può farlo solo la politica del buongoverno, dando sostegno alle categorie produttive, in primis allevatori ed agricoltori, ma anche alle imprese, per le quali vanno applicati degli incentivi che si ripropongano come il volano per un necessario riavvio dell’economia."

 

Ricciardi: "Quali sono le posizioni più specifiche e significative che tu ed il tuo partito, La Destra di Francesco Storace, portate avanti, per una possibile ripresa economico-sociale nazionale? Avete, insomma, già elaborato una "ricetta" organica per la risoluzione della crisi in atto, ed avete un quadro chiaro delle cause che possano averla determinata?"

 

Mazzella: "La crisi sta mettendo a repentaglio non soltanto il benessere, ma la stessa vita degli Italiani, scardinando l’intero tessuto sociale della nazione, creando un divario sempre maggiore fra i ricchi, sempre di meno e sempre più ricchi ed i poveri, sempre in aumento e sempre più poveri.

 

Per sovrappiù, l’arroganza di Equitalia ha abbondantemente superato ogni limite, capi di stato stranieri in sentenziano sui destini d’Italia, complice la colpevole acquiescenza di un governo tecnico formato da un premier, che nessuno ha votato, imposto dal cattocomunista presidente Napolitano, nostri militari sono stati fatti e tenuti prigionieri in spregio al diritto internazionale


Tutto ciò è stato determinato, fra l’altro, da:

  • improbabili accordi posti in essere con stati stranieri, con la cessione consapevole di sovranità monetaria e non solo,

  • concorrenza sleale portata da produttori di paesi senza normative di lavoro, né sanitarie, minimamente paragonabili a quelle necessarie a tutelare il consumatore e, prima ancora, il lavoratore stesso,

  • una chiusura drastica dell’accesso al credito, da parte del potere finanziario e delle banche, rispetto ai giovani ed alle imprese,

  • usi ed abusi di ogni casta, politica e non.

  • Non mi pare di poter individuare, a priori, una ricetta preconfezionata, per tutti questi mali ed altri ancora, ma un buon metodo di lavoro per andare in una direzione che possa rivelarsi proficua, potrebbe essere quello di affermare, intanto, la volontà politica di:

  • valorizzare, rispetto al profitto fine a se stesso, una funzione sociale del lavoro, prevedendo anche la partecipazione dei lavoratori agli utili ed alla gestione delle aziende ,

  • nazionalizzare la banca d’Italia (che è proprietà di privati: banche, assicurazioni etc ),

  • rilanciare la piccola e media impresa come autentico motore dell’economia nazionale,

  • instaurare una Repubblica Presidenziale che realizzi l’Europa dei Popoli e no dei mercati,

  • riduzione dei privilegi delle caste, quindi di ogni casta , non solo quelle politiche, ma anche quelle formate da categorie privilegiate e burocrati di strutture a partecipazione statale ed enti pubblici.

  • Naturalmente, poi, è necessario dare sostegno a progetti quali la realizzazione di una scuola realmente formativa ed al passo con i tempi, la regolamentazione di un "mutuo sociale" che consenta l’effettiva concessione del diritto alla casa anche alle fasce meno retribuite, rivedere il sistema giudiziario recuperandone la credibilità e la piene trasparenza, sostenere la "preferenza nazionale" rispetto ai diritti sociali che troppo spesso vedono addirittura tagliati fuori gli Italiani rispetto agli stranieri ospiti sul territorio Italiano, in particolare rispetto a casa, lavoro, scuola, operare una drastica azione atta a ricondurre in canoni legalitari, e comunque accettabili, il modus operandi di Equitalia e/o similari, inducendoli a rinunciare a metodi intimidatori e vessatori."


    Ricciardi: " Ci sono alcune tua posizioni, che ritieni maggiormente da evidenziare, delle quali finora non hai ancora avuto modo di discorre in modo più completo con i mass media? Se sì, quali sono, e perchè le consideri prioritarie?"

     

    Mazzella: "Al di là della malapolitica imperante e della cosiddetta antipolitica, che a me pare la malapolitica elevata all’ennesima potenza, si potrebbe ripartire per l’affermazione di una buona politica, che è l’unica politica che conosco e riconosco, da:

    Recuperando le giuste priorità, almeno si indicherebbe una via da seguire: infatti, se si recuperasse un’etica di base, e si applicasse, magari, qualche buona norma del convivere civile, amministrata con un po’ di sano buon senso, si potrebbe in qualche maniera rigenerare un tessuto sociale adesso dilaniato e reintrodurre un clima di fiduciosa aspettativa e moderato ottimismo, che potrebbe almeno innalzare la qualità della vita, oggi giunta a livelli davvero troppo bassi.


    Noi ci crediamo… e, parafrasando un classico… bisogna desiderare l’impossibile, perché l’impossibile accada.

     

    La Destra può portare luce, in questi tempi bui, perché La Destra rappresenta, con la sua fiaccola accesa, il lume di Virgilio, nelle tenebre.

     

    Dante docet."

     

    Introduzione e quesiti di Antonella Ricciardi; intervista completata il 22 febbraio 2012

     

    24/02/2013


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