INTERVISTE 2013

 

Situazione in Siria e piano USA di aggressione: IRNA intervista il Direttore Federico Dal Cortivo

 

http://www.irna.ir/html/1392/13920613/80801719.htm

 

"La guerra contro la Siria è già in corso da qualche tempo e non solo mediatica, mentre la stampa “politicamente corretta” definisce ancora eufemisticamente “insorti “le truppe mercenarie che seminano il terrore sul territorio e nelle città siriane, si sta cercando ancora una volta di creare ad arte il casus belli per scatenare la guerra contro il legittimo governo di Damasco. Da mesi si muovono in territorio siriano reparti speciali Nato, i consulenti della CIA e i servizi israeliani e turchi, una scena già vista nell'aggressione alla Libia.


Il ruolo geopolitico della Siria è estremamente importante nello scenario del Vicino Oriente ultimo bastione assieme all'Iran ai piani di dominio Usa-Israele dei vecchi colonialisti Gran Bretagna e Francia.


Come sempre, fina dalla loro nascita, gli Stati Uniti cercano un pretesto per scatenare una guerra, che potrebbe avere conseguenze che andrebbero oltre i confini della Regione.


Come già fatto con l’Iraq l’occasione potrebbe essere offerta dalle armi distruttive di massa, chimiche in questo caso, che la Nato asseriva mesi fa, di essere disponibili in ingenti quantità nell’arsenale siriano e pronte all’uso contro i ribelli, mentre ora denunciano apertamente che tali armi (il cui effetto ai fini pratici è più psicologico che militare) sono già state usate
, dando così inizio alla solita campagna mediatica, la stessa che per mesi ci ha dipinto il governo di Assad come una feroce dittatura, la Siria come uno Stato canaglia, tesa a pubblicizzare e dare a bere agli ignari lettori la storiella dei cattivi siriani che starebbero usando i gas contro i buoni insorti.

 

Sui siti specializzati Usa sono dapprima apparse alla fine dello scorso anno le foto e dati sulla presenza di armi chimiche; su GlobaSecuity.org, noto sito d’informazione militare e sicurezza appaiono anche le immagini scattate dai satelliti che mostrerebbero sedicenti depositi di stoccaggio degli aggressivi chimici e si citava un rapporto confidenziale della CIA. Nessuna prova certa e dettagliata è fin a oggi stata prodotto sull’uso di gas tossici, con la scusa che le notizie sono secretate e confidando nell’ignoranza del pubblico dei media occidentali che non conosce gli effetti reali dei gas nervini, che impediscono ogni forma di contatto con soggetti contaminati e zone irrorate ,pena una morte rapida e invece nelle foto diffuse oltre ai bambini “dormienti” si vede personale non meglio identificato muoversi tra loro e nel locale…senza alcuna protezione NBC.

 

Per contro mesi fa fu diffuso dal noto e attendibile sito http://landdestroyer.blogspot.it/p/links.html,le immagini di ribelli anti siriani che manipolavano sostanze chimiche al fine di sperimentarle su cavie animali e nel filmato si apparivano dei contenitori della società chimica turca Tekkin.

 

Uso di mercenari sul suolo siriano, presenza di elementi dell’intelligence occidentale e israeliana, forniture di armi ai ribelli e molto probabilmente anche di gas letali, questo e altro è taciuto dalla stampa cosiddetta “libera”, che invece chiama “regime” il legittimo governo di Assad e non cita i crimini di guerra perpetrati dagli insorti. Così come omette le vere ragioni di una guerra finora a bassa intensità, ma che potrebbe deflagrare da un momento all’altro con questa volta in campo non solo la superpotenza statunitense, ma anche la potenza russa i cui interessi geopolitici in Siria e nel Vicino Oriente sono vitali per non vedersi stretta nella morsa che anno dopo anno gli Stati Uniti e i suoi alleati hanno escogitato in ossequio alla “dottrina Brzezinski”, che ha come posta il controllo dell’Eurasia. “Per gli Stati Uniti il premio geopolitico più importante è rappresentato dall’Eurasia.” Durante cinque secoli, la scena mondiale è stata dominata da potenze e nazioni euroasiatiche che si combattevano reciprocamente per conquistare il dominio regionale e puntare al potere globale”Oggi la preminenza in Eurasia è appannaggio di una potenza non euroasiatica e il primato globale dell’America è direttamente legato alla durata e all’efficacia del sostegno accordato alla sua supremazia in quel continente ”(Zbigniew Brzezinski)””.

 

In conclusione vedremo se questa volta alla prova dei fatti, la Russia del presidente Putin vorrà davvero recitare un ruolo importante e non da comparsa come per la Libia, pena il suo discredito e la fine della sua presenza nel Mediterraneo.

 

Federico Dal Cortivo

 

09/09/2013


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