INTERVISTE 2015 

 

Federico Dal Cortivo intervista il Presidente di Pro Vita Onlus, Antonio Brandi

 

L’ideologia “Gender” muove all’attacco della famiglia nel nome della libertà dell’individuo

 

ItaliaSociale ne ha parlato con Antonio Brandi, Presidente di Pro Vita Onlus, da tempo in prima linea a difesa dei valori della famiglia.

 

D: La parola “Gender” sembra oramai entrata nel vocabolario comune di tutti coloro che fanno parte dello schieramento del cosiddetto “politicamente corretto”, politici,giornalisti, intellettuali, dott. Brandi, ci vuole spiegare l’origine di questa nuova ideologia e che scopi si prefigge?
Una famosa ideologa del Gender, Simone de Beauvoir disse “donna non si nasce ma si diventa”. Questa frase potrebbe essere lo slogan che sintetizza il credo di questa teoria. Parte dall’ipotesi che bambini e bambine - al di là del sesso biologico - non siano differenti. Il processo di differenziazione è unicamente un prodotto sociale/culturale che inculcherebbe, fin dalla più tenera età, stereotipi che vedranno la bambina assumere certi comportamenti, mentre il bambino altri. Un/a bambino/a assume dei comportamenti maschili/femminili perché sono i genitori e l’ambiente che lo circonda che gli impongono di farlo. Queste regole (es. rosa per le bambine – blu per i bambini, bambole per le bambine e macchinine per i bambini, etc.) sarebbero un’invenzione della società che, interpretando le differenze fisiologiche tra maschile e femminile, ha costruito il genere, che non è altro che un modo per organizzare la vita sociale, culturale e ri-produttiva. Queste norme sociali permettono al singolo di ‘mettere in scena’ correttamente (ossia in modo chiaro agli altri) la propria identità di genere. Perciò si tratta della più radicale e pericolosa rivoluzione antropologica che il mondo abbia mai visto.

 

D: É del 9 settembre di quest’anno l’approvazione di una risoluzione non legislativa al Parlamento Europeo nella quale con 408 voti a favore e 236 contrari e 40 astenuti, i deputati affermano che “le misure sulla parità di genere devono essere applicate a tutti i livelli del sistema d’istruzione, includendo la promozione e la formazione degli insegnanti, in modo da porre fine agli stereotipi di genere e contribuire a colmare il divario tra la formazione delle donne e il loro sviluppo professionale“, relatrice Liliana Rodrigues, deputata progressista portoghese. Ai massimi livelli europei quindi ci si sta oramai muovendo in questa direzione, lei che ne pensa?

Questa risoluzione fa parte della doppia strategia e delle forze che sostengono questa vera e propria rivoluzione antropologica:

  • Una ideologia neo marxista che vuole capovolgere tutti i parametri antropologici su cui si è sviluppata la società umana dal suo inizio (Adorno, Marcuse, Freud, ecc,..)

  • Gli enormi interessi finanziari che fanno miliardi di dollari di profitti sulla fecondazione in vitro, le operazioni di cambio di sesso, il porno e l’industria dei Condom. Ricordo anche la Raccomandazione del Marzo 2010 del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, le raccomandazioni dell’OMS sull’educazione sessuale ed in Italia il Decreto Carrozza e la legge Buona Scuola: iniziative pro-LGBT e ideologia del Gender.

 

D: In una recente conferenza che ho avuto modo di seguire sull’argomento, Alexey Komov Presidente del Congresso Mondiale delle famiglie e Ambasciatore Russo all’Onu, ha fatto capire che dietro all’ideologia “Gender“ vi sono forze sovranazionali, che possiamo definire oligarchie mondialiste, con dei precisi obiettivi. Quale è la sua opinione al riguardo?

Indubbiamente la Massoneria lavora attraverso Istituzioni Internazionali come l’ONU, l’UE e l’OMS. Il loro scopo è la diminuzione delle nascite ed un Governo Mondiale dove l’uomo è un numero, un consumatore. Non è un caso che 279 imprese americane abbiano scritto alla Corte Suprema USA per approvare i matrimoni gay.

 

D: Dott.Brandi quale è la posizione del Governo italiano a guida PD e del Parlamento sulla questione “Gender”? Avete di recente anche consegnato al Presidente Mattarella, una raccolta di firme per la petizione sull’educazione affettiva e sessuale nelle scuole. A livello educativo nazionale cosa sta accadendo?

La legge 107, c.d. “Buona Scuola”, facendo riferimento alla legge 119 ed alla Conferenza di Istanbul, promuove l’educazione al Gender ed i genitori dovranno essere molto attenti per quanto riguarda l’educazione dei propri figli, consigliamo lettura del nostro Vademecum

http://www.notizieprovita.it/economia-e-vita/gender-a-scuola-consigli-alle-famiglie-vigilate/

 

D: In Europa la Russia ha preso fermamente posizione contro questa nuova ideologia, e anche la Francia contro il progetto “Abcd de l’égalité”, in che modo? E la posizione degli altri stati europei?

Purtroppo l’occidente, eccetto la Grecia e L’Italia, non a caso perseguitate dai poteri forti e le banche (private!) è totalmente a favore dei matrimoni ed adozioni gay ed alla ideologia del Gender. Ma non disperiamoci poiché il resto del mondo ha ancora buonsenso e segue la ragione. All’ONU, anche grazie a Santa Madre Russia, sono passate due risoluzioni nel Giugno 2014 e nel Giugno 2015 in favore della famiglia naturale. In Francia l’educazione al genere è stata ritirata dalle scuole a causa della forte reazione delle famiglie che durante il precedente anno accademico hanno ritirato migliaia di figli dalle scuole. Infatti l’ex militante dell’estrema sinistra francese di origine algerina, Farida Belghoul, oggi leader del  Movimento Antigender e promotrice del progetto “Journée de Retrait de l’Ecole” che prevede di tenere i propri figli a casa senza scuola un giorno al mese per protesta, si ritiene soddisfatta di questa vittoria. La Russia invece già da numerosi anni ha implementato varie leggi per la Vita e per la Famiglia, infatti negli ultimi 10 anni gli aborti sono diminuiti da 4 milioni a 800.000 all’anno. Inoltre le famiglie che fanno un secondo figlio ricevono 10.000 dollari in rubli e dal terzo figlio ricevono anche terra gratuita da parte dello Stato.

La Francia si oppone (come si oppone anche alla ETD (Equal Treatment Directive) per gli alti costi burocratici e legislativi di introdurre tali teorie.

 

D: Come è nata l’idea di Pro Vita? E come operate?

Pro Vita è nata nell’estate del 2012 in seguito alla morte di Chiara Corbella Petrillo che si sacrificò per salvare la vita a suo figlio Francesco. Chiara ci ha ispirato per questa battaglia per la Vita e per la Famiglia. ProVita conduce una battaglia culturale, formando e informando, attraverso la rivista Notizie Pro Vita ed il portale web www.notizieprovita.it organizza convegni e dibattiti; promuove importanti petizioni; crea e diffonde materiale audiovisivo di carattere bioetico; presenta denunce e ricorsi per difendere a livello legale la Vita e la Famiglia. Per informare la popolazione intraprende campagne di sensibilizzazione a mezzo stampa, organizza cineforum, conferenze stampa e dà sostegno a madri in difficoltà con figli disabili, nonché ad organizzazioni che aiutano mamme con gravidanze difficili

 

D:Quale partito o movimento politico italiano ed europeo vi è più vicino concretamente in questa battaglia ?

Direi la Lega, Fratelli d’Italia ed una parte di Forza Italia. Internazionalmente la Russia, l’Ungheria, il Front National ed altri partiti di “destra”

 

 

16/09/2015


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