NOTIZIE 2012

In Italia il rispetto della legge è opzionale se non si è italiani.

di Alessandro Cavallini

Cari nomadi che occupate abusivamente vaste zone del nostro territorio italiano, state pure tranquilli: alcuni giudici veneziani hanno stabilito che la vostra condotta criminosa non è sanzionabile qualora manchi un minuscolo cavillo legale.

Non stiamo scherzando, ma è quanto accaduto recentemente nelle aule del tribunale lagunare. Questa brevemente la storia di cui stiamo parlando. Il procuratore di Treviso Antonio Fojadelli aveva applicato una legge sulla confisca dei beni dei mafiosi ad un capo degli zingari locali.

"Il possesso di quel patrimonio, tra beni mobili e immobili, da circa un milione di euro del capo rom Adriano Hudorovic, 59 anni, di Castelfranco è ingiustificato visto che è nullafacente e pertanto si può ritenere, viste le frequentazioni di soggetti poco raccomandabili, provento di attività illecite alle quali l’uomo pare dedicarsi abitualmente", queste le motivazioni del giudice.

Nonostante i numerosi apprezzamenti ricevuti per questa coraggiosa decisione, i colleghi della Corte d’Appello di Venezia hanno ribaltato la sentenza, accogliendo il ricorso presentato dall’avvocato Francesco Murgia.

I giudici veneziani non solo hanno revocato il sequestro dei beni precedentemente ordinato, ma hanno anche dimezzato la relativa condanna, che era pari a 3 anni di sorveglianza speciale, con l’obbligo di dimora nel Comune di Castelfranco.

Eppure le ragioni della Procura sembravano ben fondate. Hudorovic non solo era persona abitualmente dedita ad agire contro la legge, mantenendosi (alla grande…) con i proventi dell’attività delittuosa; ma aveva anche disatteso i ripetuti richiami del questore, come provato dalle numerose inchieste in cui Hudorovic era coinvolto (truffa, con condanna in primo grado a 2 anni e ad un milione di lire di multa, estorsione, truffa, falso ecc.).

Il capo rom non svolgeva alcuna attività lavorativa stabile e dal 1995 non presentava alcuna dichiarazione dei redditi.

I giudici veneziani hanno ritenuto fondate in via di principio le tesi degli inquirenti e applicabile il sequestro dei beni delle persone ritenute "abitualmente dedite a condotte fuorilegge", come stabilito dalle Sezioni riunite della Cassazione, ma lo stesso provvedimento è stato ritenuto irrituale. Nei provvedimenti di natura patrimoniale, infatti, l’onere della prova spetta all’accusa, ma "il Tribunale di Treviso ha omesso ogni motivazione per spiegare le ragioni della necessità del sequestro". Da qui l’annullamento della condanna, con la restituzione dei beni ad Hudorovic.

Interessante sapere se tale cavillo sarebbe stato tenuto in considerazione qualora l’imputato fosse stato un cittadino italiano, e non un appartenente alle moderne categorie di novelli Spartaco da difendere sempre e comunque, come appunto gli zingari.

Perché il pensiero del politicamente corretto funziona così: chiunque appartenga ad una minoranza, anche se dedita abitualmente ad attività criminale, è degno, anzi è suo diritto, essere difeso a spada tratta.

Chissà se lo stesso atteggiamento vi sarà anche tra qualche decennio, quando noi italiani saremo minoranza sul nostro territorio.

 

12/01/2012


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