NOTIZIE 2012

 

Opzione Iran: tensione tra Stati Uniti e Israele che vuole l’attacco militare

 

di Federico Dal Cortivo

 

(da Europeanphoenix.net)

 

Dopo l’ennesimo attentato a un ricercatore nucleare iraniano dell’11 gennaio, sembra che sia salita la tensione tra l’Amministrazione Obama e Israele, e quest’ultimo è  il maggiore indiziato per l’assassinio di Mustafa Ahamadi Roshan.

 

Fonti sioniste riportano di una telefonata che il presidente Obana avrebbe fatto al primo ministro Benjamin Netanyahu l’indomani stesso  dell’attentato, e come riportava il "Wall Strett Journal" di sabato 14 gennaio, c’è grande preoccupazione a Washington che Israele compia azioni militari contro l’Iran. Il generale Martin Dempsey, capo del Joint Chief Staff, in altre parole al massimo livello, inviato di Obama ha incontrato venerdì 20 gennaio i vertici politici e militari d’Israele, i quali per bocca del primo ministro hanno esplicitamente dichiarato che "l’Iran ha superato il punto di non ritorno" nello sviluppo di un’arma nucleare.

 

Sempre Netanyahu il 19 gennaio al ritorno da una visita in Olanda ha chiesto "un’azione militare immediata", il che non lascia dubbi su dove si vuole arrivare.

 

 Il generale Dempsey si è invece augurato una "maggiore cooperazione regionale" e ha esortato Israele a mantenere i canali di comunicazione aperti, con una chiara allusione al problema iraniano, che potrebbe facilmente sfuggire di mano agli Stati Uniti, pur alla fine rilevando la solida amicizia tra i due stati nel perseguire obiettivi comuni.

 

Alla fine della giornata il presidente Peres si lasciato andare alla solita dichiarazione intrisa di retorica libertaria, nella quale si è augurato che "anche questa volta Usa e Israele vinceranno questa battaglia che non è solo per loro, ma per tutto il mondo libero".

 

Sul fronte delle sanzioni, Israele ritiene inoltre che l’attuale embargo petrolifero stia producendo ben pochi effetti perché alcuni stati non hanno annullato i loro contratti con Teheran come la Cina, Giappone, Turchia, India , Corea del Sud e alcuni stati europei.

 

Del resto questa irritazione israeliana sugli scarsi risultati dell’embargo la dice lunga sull’arroganza che l’entità sionista pone nel voler costringere tutti, alleati e non, ad allinearsi al "volere di Washington e d’Israele", mentre le nuove potenze emergenti assetate d’energia non vogliono certamente sottostare a certi diktat e porrebbe freni al loro sviluppo.

 

Secondo la fonte dell’intelligence Debka, le cose non si starebbero poi mettendo così bene in questo settore perché per aggirare  l’embargo finanziario che colpisce la banca Centrale Iraniana, quest’ultima aprirà un conto a Delhi mediante il quale il greggio, di cui è bisognosa l’economia indiana, potrà essere pagato anche in rupie al posto del dollaro. Uno smacco di non poco conto, che potrebbe aprire nuovi scenari geopolitici.

 

E tutto questo non fa che rendere più incandescente il clima nel Vicino Oriente, dove anche i servizi segreti sono in gioco e in fase di attrito.

 

Gli Stati Uniti  temono seriamente un’azione unilaterale da parte delle forze armate d’Israele, e ciò era già stato rivelato tempo fa da parte di alcuni funzionari della difesa, che sotto copertura avevano diffuso i timori di una possibile escalation nel Vicino Oriente avente come obiettivo i siti di ricerca pacifica nucleare iraniani.

 

Ora sembra che anche alcuni nodi siano venuti al pettine tra i due servizi segreti, sempre stando al sito ben informato israeliano Debka; pare che il Mossad abbia portato a termine l’uccisione del ricercatore iraniano con  il duplice scopo di eliminare Roshan e di intralciare una eventuale azione statunitense tesa a non inasprire il confronto con Teheran, insinuando così il dubbio che dietro l’operazione vi possa essere anche la CIA.

 

Tutto questo non  fa che ingarbugliare ancor di più le carte in mano a Obama, ammesso che quest’ultimo voglia veramente evitare una guerra contro la Repubblica Islamica dell’Iran, che si trova sotto il tiro incrociato della potente lobby ebraico-americana e le trappole preparate da Israele tese a far precipitare gli eventi.

 

 

Iran option: tension between the U.S. and Israel who wants the military attack


After another attack against an Iranian nuclear scientist on January 11, it seems the tension between Obama Administration and Israel has been increased.

 

In addition the latter is the main suspect for the murder of Ahmad Mustafa Roshan. Zionist sources reported a phone call between the President Obama and the Prime Minister Benjamin Netanyahu the day after the attack and as the Wall Street Journal reported on Saturday 14 January, there is great concern in Washington about a possible Israelian military action against Iran.

 

General Martin Dempsey, head of Joint Chief Staff, in other words the highest U.S. military level, met on January 20 the political and military leaders of Israel.

 

They have explicitly stated that "Iran has passed the point of no return" in the development of a nuclear weapon. Netanyahu, after his return from a visit to Holland on January 19, has called for an "immediate military action," which leaves no doubt about his purposes.

General Dempsey’s words focused instead on a "better regional cooperation" and asked Israel to maintain opened communication channels, with a clear allusion to Iranian contrasts, which could easily get out of U.S. hands, spite of the strong friendship between the two states in pursuing common goals.


At the end of the day, President Peres made the usual rhetorical declaration of freedom in which he hoped "the U.S. and Israel will win this battle that is not only for them but for the entire free world."


In terms of sanctions, Israel believes that the current Iranian oil embargo is having little effect because some states as China, Japan, Turkey, India, South Korea and some European countries do not have canceled their contracts with Tehran.


Moreover this Israel irritation about the poor results of Iranian embargo shows Zionist arrogance which try to force everyone to align with the "will of Washington and Israel," while the new emerging countries need more and more energy and they do not want to submit to certain dictates which would interfere in their development.

 

According to Debka intelligence sources, the Central Bank of Iran will open an account in Delhi to circumvent the financial embargo. The result of this operation will be that the crude oil, extremely needed by India's economy, will be paid in rupees instead of U.S. dollars. This solution could open new geopolitical scenarios.


The climate warms in the Middle East Countries, where even the secret services are involved and in process of friction.


According to some defense officials revelations, the U.S. are seriously afraid of an unilateral action against Iran by the armed forces of Israel and of a possible escalation in the Middle East whose objectives are the Iranian pacific nuclear research sites.


Now, as the Israelian web site Debka claims, it seems that some contrasts between the two intelligence services have been solved and that the Mossad killed the Iranian researcher with the double purpose of eliminating Roshan and disrupting a possible U.S. action in order to mitigate the confrontation with Tehran.

 

There is the suspicion that CIA should be behind this operation.


All these dynamics confuse even more cards in Obama’s hands (if he really wants to avoid a war against the Islamic Republic of Iran).

 

In conclusion this territory results located in the crossfire between the powerful American-Jewish lobby and traps prepared by Israel with the purpose of precipitating events.

 

27/01/2012


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