NOTIZIE 2012

 

Egitto oggi

 

di Giacomo Dolzani

Ad un anno dalla caduta del regime di Hosni Mubarak, dopo la rivoluzione cominciata con le rivolte in piazza Tahrir, la stampa egiziana non si è ancora liberata delle vecchie ingerenze dello stato che, anche se guidato da leader diversi, non ha rinunciato ad esercitare ancora il suo controllo sull'informazione.

Secondo il presidente del sindacato dei giornalisti e della stampa online in Egitto, Salah Abdel Sabur, "Non é ancora chiaro se ci siano stati dei cambiamenti effettivi per la libertà di stampa dopo la rivoluzione in Egitto" anche perché, nonostante le rivolte di piazza e la speranza del popolo egiziano di ottenere un'informazione libera, il neoeletto parlamento non ha ancora annunciato nessuna iniziativa in proposito.

È opinione condivisa da tutti i giornalisti egiziani che ci sono stati dei netti passi avanti nel verso dell'indipendenza della stampa dal potere, uno di questi è la nascita di due sindacati dei giornalisti, uno per la stampa indipendente, l'altro per la stampa online, cosa impensabile sotto il regime precedente la rivoluzione.

Sicuramente, afferma Abdel Sabur, le pressioni del governo sulla stampa sono diminuite ma non scomparse, le ingerenze e le intimidazioni da parte dei militari sono all'ordine del giorno e, benché non si arrivi alle repressioni del regime di Mubarak, si assiste spesso al sequestro di giornali perché si parla di fatti di corruzione in cui anche l'esercito è coinvolto.

A liberazione avvenuta quindi la situazione non è cambiata molto, tanto che il paese, nella classifica di Reporters Sans Frontieres, nel periodo che va dal 2010 al 2011 ha perso trentanove posizioni, cadendo al centosedicesimo posto nel mondo per libertà dell'informazione.

Secondo Mohammed Naser, direttore del programma "le 10 di sera" della TV Dream2, la situazione è per certi versi peggiorata, la televisione ha perso di qualità soprattutto per l'entrata sul mercato di molte piccole televisioni, di proprietà di nuovi imprenditori usciti dal post-rivoluzione, finanziate con capitali di provenienza dubbia e che rispondono unicamente al loro proprietario.

Dopo la rivoluzione rimane sicuramente ancora molto da fare in Egitto per raggiungere una vera indipendenza dell'informazione, se mai verrà raggiunta, ma comunque un minimo progresso c'è già stato.

26/01/2012


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