NOTIZIE 2012

 

Feste proletarie…

 

Italiasociale

 

L’otto aprile dell’anno scorso, un’anziana coppia proprietaria di un appartamento nel centro storico di Padova ha vissuto mezz’ora di terrore, vedendo la propria casa invasa da una cinquantina di giovani militanti del centro sociale Pedro.

 

I “rivoluzionari” erano infatti riusciti ad entrare nella casa con un inganno, per poi stravaccarsi per terra e sui divani, bere e mangiare tutto ciò che trovavano, insozzare ogni stanza e riprendere l’”azione rivoluzionaria” con una cinepresa.

 

I militanti del centro sociale hanno poi definito questa scorribanda “festa proletaria” (anche se molti di loro appartengono a note e facoltose famiglie locali…).

 

Ma come sono riusciti ad entrare nell’appartamento?

 

Pochi giorni prima dell’otto aprile, uno di loro ha contattato l’agenzia immobiliare che si occupava della vendita della casa.

 

Dopo aver fissato un appuntamento con l’immobiliarista, si è presentato in compagnia della fidanzata e di un parente che serviva a garantire economicamente la possibilità dell’acquisto.

 

Una volta fatti entrare nell’androne, per poter visionare l’appartamento, uno dei tre si è allontanato, consentendo così l’ingresso ad una cinquantina di compagni per, questa è stata la loro definizione, un’“occupazione politica pacifica”.

 

Peccato però che chi ha subito questo loro sopruso abbia vissuto l’accaduto con tutt’altro spirito.

 

Adesso, a distanza di dieci mesi, i partecipanti sono stati identificati e rinviati a giudizio, con l’accusa di concorso in violazione di domicilio aggravata dall’aver commesso il fatto in più persone riunite e con intimidazione, di interferenze illecite nella vita privata per aver effettuato registrazioni audio-visive e di imbrattamento.

 

Nella lista degli indagati risaltano due nomi noti. Uno è quello di Michele Nigro,25 anni, di Avetrana (Taranto) che, il 13 gennaio scorso, ha già patteggiato 2 anni e 4 mesi di carcere insieme al compagno Alex Favaretto per un altro fatto increscioso: il pestaggio del consigliere comunale di centrodestra Vittorio Aliprandi a colpi di catene e con una staffa di ferro.

 

L’altro è quello di Gianni Stoppelli, un 46enne torinese ma residente a Padova.

 

Da minorenne era balzato agli onori della cronaca per una rapina in una gioielleria di Mirafiori finita tragicamente.

 

Preso dal nervosismo, uccise l’orefice Albino Allena, nonostante questo fosse rimasto inerte ed immobile di fronte ai rapinatori. Dopo aver scontato la pena, si è trasferito a Padova per dedicarsi al teatro ed alle scorribande coi disobbedienti, venendo coinvolto in numerose inchieste e processi.

 

Nonostante tutto, lui ed i suoi amici continuano a portar scompiglio nella città di Padova. Eppure i cittadini di quest’ultima mal sopportano, ormai, la presenza ingombrante del centro sociale Pedro.

 

Nessuno, però, ha il coraggio di intervenire in modo serio e netto contro i suoi militanti, per paura e connivenza.

 

Ovviamente, in tutto questo, la rivoluzione comunista non c’entra niente.

 

Marx, Engels, Lenin e gli altri capi storici del comunismo internazionalista volevano cambiare la società; questi, molto più semplicemente, vogliono bighellonare tutto il giorno senza far niente, vivendo alle spalle degli altri.

 

Vi sembra corretto?  

 

14/02/2012


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