NOTIZIE 2012

 

Invasione Italia: Entrati come profughi ed usciti come criminali
 

Alessandro Cavallini

 

All’inizio dell’anno scorso, a seguito del gran numero di immigrati clandestini provenienti dal Nordafrica, che sfruttavano il caos instauratosi durante le cosiddette “rivolte della primavera araba”, il governo Berlusconi decise di introdurre nel nostro ordinamento il permesso di soggiorno temporaneo.

 

Tale permesso, della durata di sei mesi, poteva essere richiesto dagli stranieri giunti in Italia dal 1 gennaio 2011 alla mezzanotte del 5 aprile 2011 e consentiva tre mesi di libera circolazione nei Paesi dell’area Schengen.

 

Questa possibilità era consentita dall’art. 20 del testo unico sull’immigrazione, "Misure straordinarie di accoglienza per eventi eccezionali", che introduceva l’eventualità di emanare con un Dpcm, poi firmato nel caso specifico da Berlusconi, delle misure di protezione temporanea dell’immigrato - da adottarsi anche in deroga a disposizioni del testo unico - per rilevanti esigenze umanitarie, in occasione di conflitti, disastri naturali o altri eventi di particolare gravità in Paesi non appartenenti all’Unione Europea.

 

Ma adesso, a distanza di un anno, com’era facilmente prevedibile, vediamo gli effetti di questa ennesima calata di braghe del nostro Stato in materia immigratoria.

 

Lunedì scorso la Polizia di Padova ha eseguito otto ordini di custodia cautelare in carcere emessi dalla Procura della Repubblica euganea contro un’organizzazione di trafficanti di droga tunisini.

 

I provvedimenti, firmati dal gip Vincenzo Sgubbi, sono il risultato finale di un anno di indagini.

 

I destinatari della misura cautelare sono: Soufien Akouri, detto Sofien, 28 anni, tunisino con permesso di soggiorno per motivi umanitari, Aziz Bouadili, marocchino 21 anni (anche lui "profugo", già in carcere per spaccio), Mohamed Isam, marocchino, 21 anni (anche questo "profugo" già in galera per spaccio), Bouzieri Banini, 21 anni, marocchino, (stessa situazione dei due precedenti "profughi"), e Shkelzen Dini, 32 anni, albanese, domiciliato a Padova.

 

A questi vanno aggiunti altri tre soggetti nordafricani di cui si sono perse le tracce ed altri tre, portati solamente in Questura per essere identificati: Mohamed Hasni, detto Hamma, 29 anni, tunisino e "profugo", Ayoub Lakel detto Ayoub, tunisino di 27 anni ("profugo" anche lui) e Abdelmoneam Dhouibi, detto Monem, 27 anni, tunisino ed ovviamente "profugo".

 

Per tutti e tre divieto di dimora a Padova; Hasni e Dhouibi sono stati portati anche al Cie di Gorizia.

 

Le indagini si sono incentrate su un gruppo di tunisini, tutti con permesso di soggiorno per motivi umanitari, che aveva fatto base in un casolare abbandonato in via Perù, a Padova, dopo aver soggiornato in un Hotel di Occhiobello per mesi in quanto profughi.

 

Questi soggetti erano riusciti ad imporsi sul mercato della droga padovano grazie all’uso di metodi violenti e brutali.

 

Alcuni di loro, non a caso, erano già stati segnalati nelle principali situazioni di violenze ed aggressioni nei quartieri del Portello ed alla Stanga, dell’estate scorsa, che avevano creato notevole allarme sociale tra i cittadini.

 

Ora vedremo cosa succederà all’ennesima rivolta di qualche paese vicino al nostro.

 

Vogliamo continuare ad accogliere a braccia aperte questi delinquenti o preferiamo cominciare ad invertire la rotta?

 

Speriamo che Mario Monti riesca a trovare almeno un minuto del suo importante, e ben retribuito, tempo per dedicarsi anche alla questione immigratoria, certamente non meno importante della crisi economica e del debito pubblico.

 

18/02/2012


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