NOTIZIE 2012

 

Africa: Somalia e petrolio

 

di Giacomo Dolzani

 

A quanto pare non è del tutto disinteressato il recente ed improvviso interessamento britannico alle sorti della Somalia.

 

Pare che, ancora una volta, sia l'oro nero a muovere l'interesse dell'Occidente per l'Africa orientale, sembra infatti che nel sottosuolo del Puntland, una regione della Somalia nord-orientale, sia stato individuato un giacimento petrolifero stimato in quattro miliardi di barili ma che, in realtà, potrebbe nasconderne fino a dieci miliardi.

 

A confermarlo sono le esplorazioni della compagnia canadese Africa Oil nel sottosuolo della regione, secondo la quale i primi barili dovrebbero essere estratti entro venti-trenta giorni.

 

Se la stima fosse confermata, un giacimento di quattro miliardi di barili avrebbe un valore attuale di mercato di circa cinquecento miliardi di dollari, una cifra che di sicuro non lascia indifferenti.

 

A conferma di questo interesse inglese per queste risorse arriva dalla dichiarazione del ministro del Puntland per la cooperazione internazionale, Abdulkadir Abdi Ashi, che afferma: “Abbiamo parlato con diversi funzionari britannici e alcuni ci hanno offerto aiuto per gestire i profitti generati dall'estrazione del petrolio”.

 

Il ministro somalo ha anche aggiunto che, data la necessità di personale specializzato e con elevate competenze tecniche, di cui la nazione africana è sprovvista, quando sarà il momento di cominciare le operazioni di estrazione, l'interlocutore privilegiato sarà la britannica BP.

 

La Gran Bretagna non è però l'unica concorrente per ottenere la gestione dei giacimenti somali, pure gli USA si sono dimostrati interessati e l'Africa Oil, che ha eseguito le ricerche, non ha intenzione de rimanere esclusa, mentre la Cina, che già possiede molte concessioni in Sudan e nel Sud Sudan vuole far valere le sue ragioni. Quest'ultima infatti ha anche tra i suoi programmi la costruzione di un oleodotto che colleghi il Sud Sudan all'Oceano Indiano e che dovrebbe attraversare proprio il Corno d'Africa.

 

Se a queste riserve petrolifere si aggiungono i quasi cento miliardi di barili che è stato stimato siano sepolti sotto i fondali dell'Oceano antistante la Somalia, quest'ultima diventerebbe la settima nazione al mondo più ricca i petrolio.

 

Se queste previsioni fossero corrette la gestione di tali risorse dovrà essere oculata ed i loro proventi distribuiti in maniera equa, cosa che difficilmente si realizzerà, ma se così non fosse, sottolinea Adjoa Anyimadu, analista di Chatham House, si fornirebbero ad Al-Shaabab nuove e valide argomentazioni per continuare la sua guerra, guadagnandosi anche la simpatia della popolazione.


28/02/2012


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