NOTIZIE 2012

 

Vuoi essere cremato? Il prete ti vieta il funerale

 

di Alessandro Cavallini 

Nonostante Nietzsche avesse già più di un secolo fa annunciato la morte di Dio e tutti parlino dell’avvenuta secolarizzazione del mondo moderno, la setta orientale nota ai più con il nome di cristianesimo continua, tramite i propri sacerdoti, ad intervenire negativamente sulla vita e la morte degli esseri terreni.

 

Maria Dinon, morta a soli 64 dopo una grave malattia, aveva un ultimo desiderio: essere cremata e che le proprie ceneri venissero disperse a Burano, nella laguna veneziana, dov’era vissuta da giovane e dove aveva conosciuto il coniuge.

 

Quest’ultimo, dopo aver iniziato le pratiche burocratiche di rito, ha contattato don Albino, parroco della chiesa vicino a casa, il quale in un primo momento non ha avuto nulla da obiettare sulle ultime volontà della signora Maria, tanto che i familiari di questa avevano già autorizzato le pompe funebri a procedere con l’affissione dell’epigrafe in cui venivano indicati data e luogo del funerale.

 

Poi, in un secondo momento (forse su suggerimento divino…), il prete si è rifiutato di svolgere il funerale poiché la dispersione delle ceneri è pratica contraria alla fede cristiana. 

 

Questo il commento di Luciano Bonigolo, marito della signora Dinon: “Una vicenda che ci fa molto male. Se il prete mi diceva subito che non si faceva niente era un conto.

 

Dopo una vita di lavoro e una dura malattia volevo solo esaudire l’ultimo desiderio di mia moglie”.

 

“Dopo esserci accordati per il funerale – ha continuato nel suo racconto - sabato pomeriggio il prete ci chiama per dirci che lui non farà più il funerale perché disperdere le ceneri è contro il volere della Chiesa e che andassi a togliere l’epigrafe”.

 

Così il signor Luciano ha dovuto cercare in fretta e furia un’altra parrocchia e stampare le nuove epigrafi.

 

“Penso a quanti hanno visto le prime epigrafi e magari sbaglieranno chiesa, magari dopo aver fatto un lungo viaggio da Burano.

 

In questi mesi di dura malattia, più volte io e mia moglie abbiamo pensato alla morte.

 

Tutti volevamo esser cremati e che le nostre ceneri venissero disperse in un posto amato.

 

Per me, quel posto è il fiume Osellino, ma per mia moglie era laguna di fronte a Burano, l’isola dove è nata e dove ci siamo conosciuti”.

 

Ricordiamo al solerte servo di Pietro, che in Italia è ancora in vigore la legge nazionale e non quella ecclesiastica.

 

Nel caso di specie, ha efficacia il regolamento comunale, che, espressamente, consente la dispersione delle ceneri in laguna: è sufficiente ottenere l’autorizzazione e che le ceneri vengano liberate a 700 metri dalla costa o in altri appositi luoghi, esattamente quello che aveva fatto il signor Luciano.

 

Quest’ultimo non aveva però tenuto conto delle fisime dell’uomo dalla lunga tonaca nera, colore che notoriamente porta jella.

 

Chissà come avrebbe reagito il Peppone di Guareschi ad un diniego di tal genere da parte di don Camillo.

 

Noi un’idea ce l’abbiamo e ci dispiace che non fosse stato presente in laguna, altrimenti ci sarebbe stato sicuramente da divertirsi.


02/03/2012


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