NOTIZIE 2012

 

La Cina si arma

 

di Giacomo Dolzani

 

È stata annunciata poche ore fa da Li Zhaoxing, portavoce del parlamento della Repubblica Popolare Cinese, la decisione di aumentare l’entità dei finanziamenti alla Difesa della nazione.


I fondi destinati al settore bellico erano già stati incrementati del 12.7% lo scorso anno ed è previsto un ulteriore aumento dell’11.2% per l’anno corrente, per un totale di centodieci miliardi di dollari, che saranno spesi in armamenti nel corso del 2012.


La notizia non ha lasciato indifferenti i paesi vicini e neppure gli Stati Uniti tanto che Obama in persona, cogliendo la palla al balzo, ha immediatamente rassicurato i suoi alleati in quell’area, garantendo che questo incremento di forze armate cinesi sarà controbilanciato da una maggiore presenza americana nella zona.


I nervosismi dei paesi confinanti, invece, sono dovuti soprattutto al fatto che, questo aumento della spesa militare, avviene in concomitanza con alcune dispute in corso tra il gigante asiatico ed il Giappone su alcune isole nel braccio di mare che divide i due paesi e mentre altre nazioni del sud est asiatico, come Vietnam e Filippine, contendono a Pechino tratti di oceano che potrebbero essere ricchi di gas o petrolio.


Secondo le dichiarazioni di Zhaoxing invece queste spese ulteriori per il settore bellico sarebbero destinate al mantenimento dell’ordine e dell’integrità territoriale della nazione che, essendo enorme, è più dispendioso controllare.


La Cina si trova infatti a dover far fronte alle spinte indipendentiste della comunità tibetana, la quale subisce quotidianamente soprusi da parte delle autorità di Pechino, ma che non è l’unico focolaio di ribellione al governo centrale; quest’ultimo si è di recente trovato a fare i conti con manifestazioni di piazza e rivolte operaie che prima non si erano mai verificate.


Ad ogni modo gli Stati Uniti hanno chiesto a Pechino una maggiore trasparenza nei confronti della comunità internazionale sulle spese militari ed infatti la risposta cinese non si è fatta attendere, arrivando sempre attraverso Zhaoxing, che ha rassicurato gli USA affermando che "nessuno ha nulla da temere e che le spese di Pechino per il suo comparto militare impallidiscono davanti alla mole di denaro utilizzata dal Pentagono ogni anno" (oltre cinquecentoventicinque miliardi di dollari).

 

Infatti la Cina sarebbe al secondo posto al mondo come budget destinato alla Difesa, dopo appunto gli Stati Uniti, che insieme alla Gran Bretagna spendono più del 2% del loro PIL in armamenti, contro l’1.28% di Pechino.


Anche secondo Kazuya Sakamoto, professore ed esperto nella ricerca nel campo della sicurezza nazionale all’università di Osaka, in Giappone "non è un fatto strano che un paese come la Cina, che confina con quattordici stati ed ha un lungo tratto di costa da proteggere, investa nel comparto bellico, anche se non si capisce perché un paese dotato della bomba atomica aumenti le spese militari ad un ritmo simile".

 

Infatti mentre anche gli USA, nonostante sia ancora enorme, hanno ridotto di circa l’1% la spesa per il comparto bellico, quella cinese è cresciuta, e sta crescendo, ad un ritmo impressionante, negli ultimi anni e non sembra avere intenzione di rallentare.

 

04/03/2012


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