NOTIZIE 2012

 

Libia: non c'è pace

 

di Giacomo Dolzani

È sempre più tesa la situazione politica libica, e si è arrivati ormai sull’orlo di una guerra civile.

Come aveva profetizzato l’ex Rais, quando il suo potere era ormai appeso ad un filo, la Libia senza di lui sarebbe divenuta una nuova Somalia, in cui i contrasti tra le varie tribù, in cui è suddivisa la società libica, che al tempo di Gheddafi erano tenute sotto controllo dal regime, sarebbero sfociati in guerre fratricide per il dominio delle varie regioni della nazione.

Il sei marzo, a Bengasi, come per confermare le previsioni del defunto Rais, si è infatti costituito quello che si è auto denominato il “Consiglio provvisorio della Barqua”, ossia un consiglio per governare la Cirenaica, creato da circa tremila persone rappresentanti delle tribù e dei gruppi armati presenti nella Libia orientale, che hanno preteso una forte autonomia della loro regione, che detiene circa l’80% delle riserve di petrolio libiche, dal governo nazionale ed una organizzazione dello stato di tipo federale.

Questo fatto, a Tripoli, però suona come una dichiarazione di indipendenza, data appunto la formazione di un organo di autogoverno e la creazione di un esercito distinto da quello nazionale ed infatti ha creato non pochi malumori all’interno del Comitato Nazionale di Transizione.

Alla base di questa rivolta sta soprattutto la volontà delle tribù della Cirenaica di poter disporre più autonomamente delle proprie risorse naturali e soprattutto del proprio petrolio dato che, secondo il nuovo ordinamento libico, su duecento rappresentanti del popolo, centodue sarebbero affidati alla popolazione della Tripolitania, e solo novantotto a quella Cirenaica, che si vedrebbe assoggettata alle decisioni della regione vicina.

Non si è fatta però attendere la reazione del leader del CNT, Mustafa Abdel Jalil che, all’indomani di questi avvenimenti, li ha subito definiti “la sedizione dell’Est”, considerandoli un gesto sovversivo di pochi ed un pericolo per l’integrità dalla nazione che deve essere neutralizzato, non escludendo l’uso della forza.

 

08/03/2012


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