NOTIZIE 2012

 

Aumento della cassa integrazione per le piccole imprese

 

di Italiasociale

 

Mentre il governo Monti continua a discutere sulla necessità di modificare il sistema degli ammortizzatori sociali, i crudi numeri sono implacabili.

 

Nei primi due mesi dell’anno, l’Inps ha autorizzato le aziende vicentine ad utilizzare oltre 3 milioni di ore di cassa integrazione e le prospettive per il futuro non sono certo delle migliori.

 

“É fuor di dubbio – ha dichiarato Gianfranco Refosco, segretario della Cisl di Vicenza - che i dati sulla cassa integrazione di questi primi due mesi dell’anno non inducono all’ottimismo. Ci eravamo un po’ illusi dal trend discendente degli ultimi mesi dell’anno scorso, quando le ore autorizzate si erano fermate attorno al milione. La ripresa di questo inizio 2012 ci riporta bruscamente alla realtà”.

 

Andiamo ad analizzare più nel dettaglio i dati forniti. Le imprese maggiormente in difficoltà sono quelle di piccole-medie dimensioni.

 

Infatti il picco è stato toccato dalla cassa integrazione in deroga, tipica di queste aziende, con un aumento del 17 per cento rispetto al mese precedente.

 

La cassa integrazione ordinaria ha invece avuto una riduzione del 27 per cento e quella straordinaria del 20.

 

Dobbiamo però aggiungere che di queste ore autorizzate, nella pratica solo un quinto sono realmente utilizzate.

 

È prassi delle aziende fare scorta ad inizio anno, per poter poi affrontare meglio eventuali crisi che dovessero scoppiare in seguito, ipotesi non certo peregrina in questa particolare congiuntura economica.

 

“La crisi e la paura della crisi non sono passate – ha continuato Refosco -. Anzi, questa crisi persistente si sta concentrando sempre più nel settore manifatturiero industriale coinvolgendo anche le attività collegate alle aziende in difficoltà, tipo i fornitori, gli appalti di servizi ecc. Il 2012 si apre quindi con un altro anno difficile anche per l’occupazione. Siamo partiti con 90 aziende in Cig straordinaria (29 con contratto di solidarietà) e siamo preoccupati per la possibile evoluzione in negativo di alcune situazioni. Per questi motivi abbiamo gli occhi puntati al tavolo governativo dove si discute della riforma degli ammortizzatori: ne vanno di mezzo migliaia di lavoratori vicentini”.

 

Tavolo in cui si sta consumando una drammatica frattura tra chi, come la Cgil, sembra intenzionato a voler difendere l’articolo 18 e chi, come la Cisl di Bonanni, ha già dichiarato la propria disponibilità ad approvare eventuali modifiche della norma.

 

Ma i sindacati, una volta, non difendevano gli interessi lavoratori?

 

Oggi, al contrario, sembrano più interessati a difendere le proprie rendite, motivo per cui, al termine di mediatiche contrapposizioni, firmano qualunque documento, con relative prebende, sia loro sottoposto da Confindustria.

 

Che sia giunta l’ora di riprendere a parlare di lotta di classe?

 

18/03/2012


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