NOTIZIE 2012

 

Indiani d'America: l'ONU invita il Governo USA a rispettare le richieste dei nativi

 

di Giacomo Dolzani

 

╚ servito un inviato dell'ONU negli Stati Uniti, James Anaya, per consentire ai pochi Sioux rimasti di far sentire finalmente la loro voce al presidente Barack Obama.

 

Dopo secoli di soprusi e stermini rimasti impuniti, ai danni dei nativi americani, le Nazioni Unite hanno finalmente esortato il governo USA a rispettare le richieste delle trib¨ indigene, che da decenni domandano la restituzione delle loro terre.

 

Da quanto afferma Anaya infatti il governo deve restituire le Black Hills, colline del Sud Dakota sulle quali si trova anche il monumento di Mount Rushmore, che per secoli, prima che fossero loro tolte, sono state considerate dalle popolazioni indigene un luogo sacro.

 

Secondo l'osservatore dell'ONU, che per dodici giorni ha visitato le riserve indiane della zona, Ŕ presente "un pervasivo senso di perdita, alienazione e mancanza di dignitÓ", dovuto probabilmente al fatto che il Nobel per la pace Obama, dopo aver firmato nel 2010 la Dichiarazione dell'Onu sui diritti dei popoli indigeni ed essersi impegnato davanti al mondo a farla rispettare, ha continuato a governare come tutti i suoi predecessori, non curandosi delle esigenze e dei diritti di una comunitÓ, come quella Sioux, che dal punto di vista elettorale vale poco o nulla o che addirittura esaudirne le richieste potrebbe rappresentare uno smacco per l'amministrazione che dovesse cedere loro la sovranitÓ su quei territori.

 

Anaya presenterÓ il suo rapporto nel prossimo settembre, testo in cui saranno contenute le sue raccomandazioni formali verso il governo USA ed in cui chiederÓ "di restituire alle popolazioni indigene quello che hanno il diritto di avere e che hanno rivendicato in modo legittimo, in un modo che non divide ma riconcilia".

 

09/05/2012


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