NOTIZIE 2012

 

Crisi alimentare nel Sahel

 

di Giacomo Dolzani

 

È sempre più grave la crisi alimentare nel Sahel, quest'anno le piogge sono state scarse e, di conseguenza, il cibo prodotto nella regione non sarà sufficiente per sfamare la popolazione, ma probabilmente il peggio deve ancora venire.

 

Il Sahel infatti è la fascia di terra che sta tra il cosiddetto Nord Africa e l'Africa Nera, attraversa dalla costa occidentale a quella orientale tutto il continente comprendendo stati quali Mali, Niger, Burkina Faso, Ciad ed Eritrea.

 

È una zona principalmente desertica in cui vivono oltre quindici milioni di persone, che sopravvivono grazie ad un'agricoltura di sussistenza e all'allevamento di pecore da parte principalmente di pastori nomadi, e che quindi devono la loro esistenza all'acqua delle poche piogge presenti nella regione.

 

A causa dei cambiamenti climatici in corso però, la breve stagione delle piogge si sta ulteriormente accorciando, inaridendo la terra e portando a sempre più frequenti carestie.

 

Ai fattori naturali si sono poi aggiunte anche cause dovute alla politica ed all'economia, ma non quella dei paesi confinanti con le loro guerre, bensì quella degli Stati Uniti che, ad esempio, nel 1972 diedero tre miliardi di dollari ai propri agricoltori per non coltivare cinquanta milioni di ettari di terreno fertile, terreni che avrebbero potuto, se sfruttati, sfamare senza problemi tutta la popolazione del Sahel, il tutto per fare in modo che il prezzo del grano crescesse negli anni successivi del 236%, per poterlo poi vendere sui mercati più redditizi ad un prezzo maggiorato.

 

Quest'anno la storia si ripete ancora una volta, la siccità unita all'incremento di prezzo degli alimenti stanno per causare l'ennesima crisi umanitaria, aggravata ulteriormente dall'enorme quantità di profughi provenienti da Mali e Libia, per far fronte alla quale sono necessari, a quanto afferma il funzionario dell'ONU Ertharin Cousin, direttore del World Food Program (Wfp), quattrocentocinquanta milioni di dollari.

 

Nello scorso anno, afferma Cousin, in tutto il Sahel sono morti per malnutrizione almeno duecentomila bambini ma quest'anno il rischio è che si arrivi anche ad un milione mentre la crisi alimentare coinvolgerebbe l'intera popolazione, aumentando inoltre il rischio di epidemie.

 

Probabilmente le Nazioni Unite, che sono sempre state decise con i deboli ed inesistenti quando fosse necessario pretendere qualcosa dai potenti, rimarranno inascoltate anche questa volta, ma se ci saranno milioni di decessi la colpa non sarà, come già raccontano tutti i mass media, soltanto delle scarse precipitazioni.

 

13/05/2012


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