NOTIZIE 2012

 

SIRIA SOTTO ASSEDIO: ANCHE I CONTRACTORS IN AZIONE

di Federico Dal Cortivo

 

Mentre Francia, Italia, Gran Bretagna e Germania espellono gli ambasciatori della Siria, rea di non essersi ancora piegata al diktat Atlantico,nuovi elementi si aggiungono alle manovre eversive portate avanti in questi ultimi mesi dalla Nato contro Damasco, con il chiaro intento di destabilizzare al suo interno la nazione siriana e così ricreare le stesse condizioni che hanno portato alla caduta di Gheddafi.

 

Ora pare certo che la Nato e i suoi alleati si avvalgono anche dell’ausilio dei "Contractors", ovvero i moderni mercenari, che opererebbero già da tempo sul terreno.

 

Lo afferma chiaramente Taleb Ibrahim, noto analista siriano in un’intervista rilasciata alla tv satellitare iraniana Press TV, che fa anche il nome della famosa PMCs statunitense Blackwater.

 

La notizia per gli addetti ai lavori non dovrebbe essere una sorpresa, in quanto che gli Stati Uniti stanno da tempo utilizzando nell’Area del Vicino Oriente forze mercenarie formate da ex appartenenti ai reparti speciali occidentali e non , e inquadrate nelle "Private Military Companies".

 

Di loro se ne è fatto largo uso sia in Iraq, sia in Afghanistan, dove non hanno certo lasciato un buon ricordo, come la sparatoria avvenuta a Baghdad il 16 settembre 2007, che costò la vita a 17 civili,tra cui anche bambini, avvenuta senza alcuna giustificazione militare o di sicurezza.

 

Il presidente siriano Hassad ha denunciato più volte la presenza di forze straniere dietro alle bande di rivoltosi che insanguinano le città siriane con attentati terroristici e attacchi alle forze militari e di sicurezza di Damasco.

 

Tredici militari francesi erano finiti nelle mani dell’esercito siriano, catturati duranti gli scontri nei mesi scorsi, anche se Parigi aveva poi categoricamente smentito, mentre elementi provenienti dai Paesi del Golfo, Arabia Saudita e Qatar, nonché del Mossad sono operativi in Siria, dotati di armamento adeguato e ben supportati dai servizi d’intelligence Nato.

 

Il generale Martin Dempsey dello Joint Chief Staff lunedì 28 maggio a Fox New dichiarava che è sempre possibile un’opzione militare da parte degli Stati Uniti e dei suoi Alleati, anche se la sua uscita è sembrata molto diplomatica, cercando di dare l’impressione che ci sia ancora ampio margine per ripetere nello scenario siriano impunemente le gesta tipo "guerra umanitaria", cui ci hanno abituato da qualche tempo la Nato e i suoi servi europei.

 

La Russia non ha alcuna intenzione per il momento di perdere l’alleato siriano, sul cui territorio ha l’unica base navale mediterranea a Tartus dove attraccano navi e sottomarini, una pedina troppo importate nella grande scacchiera geopolitica euroasiatica per Mosca.

 

Sul fronte di terra sempre più insanguinato, rispunta il nome della più importante PMCs la Blackwater che fa parte del gruppo Academi-Elite Training e Trusted Protection, in passato conosciuto come Xe Services-Balckwater Usa e Blakwater Worldwide, con sede nella contea di Arlington in Virginia,che ha in organico circa venti mila uomini sparsi per il mondo.

 

La BW è stata fondata nel 1996 dall’ex Navy Seal Eik Prince e da Al Clark anche lui Navy Seal che hanno intuito il grande mercato che si sarebbe aperto con la esternalizzazione dei servizi di sicurezza da parte del governo degli Stati Uniti.

 

La BW una flotta di venti aeromobili e elicotteri da combattimento.

 

Negli Stati Uniti il Ministero della Difesa ha stipulato oltre tre mila contratti dal 1994 con varie compagnie private militari per almeno 300 miliardi di $, di queste società almeno 12 sono statunitensi.

 

L’uso dei contractors ha certamente dei vantaggi innegabili, innanzitutto essendo mercenari in caso di perdite non vi sarà nessun contraccolpo con l’opinione pubblica, ben diversa la cosa sarebbe se a morire fossero soldati regolari durante operazioni militari e politiche, dove si richiede talvolta un basso profilo da parte di Washington, e poi il personale è in massima parte formato da ex appartenenti alle forze speciali britanniche, sud africane, statunitensi, australiane, ma vi fanno parte anche italiani, francesi, Sud Americani e ultimamente balcanici e dell’Europa dell’Est, tra di essi Green Barrets, SAS, Navy Seal, ma anche appartenenti a non corpi di élite.

 

Ecco alcune delle principali PRIVATE MILITARY COMPANIES.

 

Armor Group (GB)- Pianificazione e amministrazione della sicurezza-Sminamento e bonifica di aree a rischio- Difesa a installazioni petrolifere e minerarie. Indirizzo: 25 Buckingham Gate-London SW1 E 6LD-tel (44) (20) 7808-5800- fax (44) (20) 7233-7434 email - info@armorgroup.com - Contatto in Iraq – John Farr, MBE Country Manager - e mail jfarr@armourgroup.com http://www.closeprotectionworld.com/close-protection-companies/835-armour-group.html

 

Abbiamo poi la famosa BLACKWATER ora Academi - http://www.academi.com/, la israeliana BENI TAL-Israeli Security Company http://www.beni-tal.co.il/, formata da ex appartenenti alle unità d’elite delle forze armate israeliane - la SANDLINE britannica http://www.sandline.com/site/, la COMBAT FORCE sudafricana http://www.combatforce.co.za/, la HILL and ASSOCIATES Ltd di Hong Kong http://www.hill-assoc.com/web/Portal?xml=home&lang=en, la Golan http://www.golanltd.com/,International Security & Defence Systems http://www.isds.co.il/ israeliana.

 

Minimal Risk http://www.minimalrisk.co.uk/ ecc.ecc.

IL CONTRACTORS –MERCENARIO NEL DIRITTOProtocollo aggiuntivo alle Convenzioni di Ginevra del 1977 all’Art 47 chiarisce:

ART. 47 MERCENARI:

1) Un mercenario non ha diritto allo statuto di combattente o di prigioniero di guerra.

2) Con il termine mercenario s’intende ogni persona:

A) che sia appositamente reclutata, localmente o all’estero, per combattere in un conflitto armato.

B) che di fatto prenda parte diretta alle ostilità.

C) che prenda parte alle ostilità spinta dal desiderio di ottenere un profitto personale, e alla quale sia stata effettivamente promessa, da una parte in conflitto o a suo nome, una remunerazione materiale nettamente superiore a quella promessa o corrisposta ai combattenti aventi rango e funzioni similari nelle forze armate di detta Parte.

D) che non sia cittadino di una parte in conflitto, né residente di un territorio controllato da una Parte in conflitto.

E) che non sia membro delle forze armate di una Parte in conflitto.

F) che non sia stato inviato da uno Stato non parte nel conflitto in missione ufficiale quale membro delle forze armate di detto Stato.

Europeanphoenix.net


01/06/2012


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