NOTIZIE 2012

 

LEGA NAZIONALE CONTRO LA PREDAZIONE DI ORGANI
E LA MORTE A CUORE BATTENTE


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IN CINA I “COLPEVOLI”, IN ITALIA GLI “INNOCENTI” TUTTI CONDANNATI ALL'ESPIANTO

Laogai Research Foundation Italia denuncia da anni l'orrore degli espianti dai cinesi condannati alla pena di morte, nonché dai prigionieri nei campi di concentramento sottoposti al lavoro forzato. Crimine indotto dal multimiliardario business dei trapianti, che è diventato un affare per lo Stato.
 
Crimine e malvagità non sono caratteristiche solo dei cinesi, idee predatorie similari sono apparse anche in occidente e in Italia dove qualcuno ha osato nel passato proporre sulla stampa la donazione di reni dai carcerati, come prova di pentimento e di buona condotta. In USA un giudice ha incluso nella sentenza di scarcerazione, emessa per due sorelle recluse da anni, la condizione che quella sana donasse un rene all'altra.

Quindi allerta! Nella foga dell'odierna pretesa di ricambio di organi, in un'atmosfera di corruzione generale e bramosia di soldi come l'attuale, c'è pericolo che germinino a lato dei già noti abusi nostrani anche l'uso dei carcerati.

Il prelievo da persone che si trovano in stato di detenzione (carceri e rianimazioni) non è mai "donazione", ma coercizione, estorsione, quando non esproprio.

L'immaginario emotivo promosso dalla drammatica situazione delle violente carceri cinesi, ampiamente denunciata in occidente, devia le menti dalla vera comprensione dell'orrore primario, più generale, non meno violento, degli espianti da "innocenti" cittadini, colpevoli solo di essere stati coinvolti in un incidente o malattia e che vengono messi a morte, sia in Occidente che in Cina, per il procacciamento di organi: espiantati a cuore battente.

Controbilanciare la semplificazione generata dalla giusta avversione alla pena di morte e relativo commercio d'organi con una radicale condanna dell'uso dei corpi di persone che hanno perso la coscienza, private dei diritti personalissimi e delle garanzie del “habeas corpus”, è doveroso. Infatti neanche in Italia è richiesto l'assenso esplicito del donatore. In Cina, come in Italia, espiantano dai vivi ma si avvalgono della falsa dicitura “donazione dopo la morte”, in Cina dopo iniezione letale o colpo di arma da fuoco, in Italia dopo dichiarazione autoritaria di “morte cerebrale” a cuore battente. Ma sui propri crimini l'Italia tace.

La lettera del Dott. Gianluca Maestrini alla Laogai Foundation, qui di seguito riportata, pare quanto mai opportuna a sottolineare l'ascientificità e falsità della legge italiana e l'ingannevole pressione che permea tutta la propaganda attuata dalle istituzioni, per sviluppare in occidente il consenso "disinformato" alla macellazione umana così redditizia nel mercato globalizzato.


Nerina Negrello

Presidente

Lega Nazionale Contro la Predazione di Organi
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01/08/2012


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