NOTIZIE 2013

 

SIENA - MPS, la banca dei "migranti"

 

di Roberto Bevilacqua


Le recenti vicende giudiziarie che riguardano l’"allegra" gestione dei fondi in disponibilità dell’istituto bancario Monte dei Paschi di Siena stanno rivelando particolari sconcertanti in merito a come venivano utilizzati i risparmi dei comuni e ignari cittadini. Il MPS targato Giuseppe Mussari, suo ex presidente, dopo l’acquisizione della Banca Antonveneta, tramite la mediazione di Alessandro Daffina, responsabile di Rothschild in Italia, alla modica cifra di 9,3 miliardi di euro versati nel novembre del 2007 al Banco Santander, pagata da quest’ultimo solo due mesi prima 6,3 miliardi, quindi con un’enorme e sospetta plusvalenza, nel 2009 ha pensato bene di far quadrare i conti e i bilanci ricorrendo ai prodotti "derivati tossici", quali «Santorini» e «Alexandria», che però hanno prosciugato le casse dell’istituto senese di quasi 600 milioni di euro.

 

La filiale londinese di Deutsche Bank offrì di coprire il "buco" di oltre duecento milioni di euro dovuto a «Santorini» tramite una rateizzazione trentennale, con interessi, mentre per «Alexandria», invece, la banca d’affari giapponese Nomura, per il rientro del prestito di oltre 300 milioni di euro, pretese un accordo firmato dal contenuto oscuro (forse altri titoli "tossici" in cambio) e mai mostrato agli ispettori che Bankitalia, insospettita dalla diminuzione di liquidità del MPS, inviò nel 2010.

 

E non erano gli unici affari con tali banche: infatti il verbale dell’ispezione che la Banca d’Italia, di cui all’epoca era governatore Mario Draghi, condusse sul Monte dei Paschi di Siena dall’11 maggio al 6 agosto 2010 recita testualmente "L’accertamento, mirato a valutare i rischi finanziari e di liquidità, ha fatto emergere risultanze parzialmente sfavorevoli" (in merito alla gestione dell’istituto bancario) e vi sono evidenziati "profili di rischio non adeguatamente controllati", con riferimento a contratti relativi a pronti contro termine e allo scambio di flussi di cassa aventi la natura di interessi o in diverse valute su BTP, per complessivi 5 miliardi di euro, stipulati proprio con Deutsche Bank e Nomura.

 

Questo verbale del 29 ottobre 2010 fu notificato all’allora presidente del MPS, Giuseppe Mussari, con l’invito a rispondere entro un mese ma, almeno fino a pochi giorni fa, non si aveva notizia di provvedimenti sanzionatori, in base alla vigente legislazione bancaria e finanziaria, a carico dell’istituto senese, bensì il direttorio di Bankitalia ha dato parere positivo sull’emissione di "Monti-bond" per 3,9 miliardi di euro in sostegno della banca medesima.


Ma il MPS non si è distinto solo per questa vicenda, al punto di dover ora ricorrere al sussidio dello Stato per tale cifra astronomica e porre in mobilità, pre-pensionamento se non addirittura licenziare circa quattromila dipendenti.

 

Qualche tempo fa il progetto "Paschi senza frontiere" per la cooperazione con gli immigrati ha ricevuto i complimenti del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale come "esempio virtuoso di sostegno alla cooperazione tra soggetti privati di differenti nazionalità" ovvero come meglio fare bella figura umanitaria con i soldi altrui.

 

Infatti, i beneficiari di tale "esempio virtuoso" erano e sono tuttora i "migranti", su indicazione caritatevole e pelosa del Partito Democratico, tramite la Fondazione Monte dei Paschi di Siena da esso gestita e controllata, che a sua volta controlla l’omonima Banca.

 

Ad esempio, per inviare un bonifico generalmente si paga una commissione, ma al MPS gli stranieri sono esentati da tale pagamento. Inoltre, con il contributo della suddetta Fondazione, l’Università per Stranieri di Siena ha offerto per l’anno 2012 borse di studio (imposte di bollo comprese) per frequentare corsi di lingua, cultura italiana e per docenti d’italiano stranieri, con modalità differenziate.

 

Infatti, con le borse di tipo "A" sono pagate per intero le tasse d’iscrizione al corso; con quelle di tipo "B", oltre a dette tasse, viene remunerato il costo di un posto letto in stanza doppia presso una residenza universitaria; infine con quelle di tipo "C", oltre ai benefit di cui sopra, viene omaggiato il costo del biglietto aereo A/R per paesi comunitari o extra-comunitari, fino a un massimo di € 300 o 600, rispettivamente.

 

Questo significa che gli italiani per mandare i figli all’Università debbono pagare per intero esose tasse di iscrizione, libri di testo e l’affitto dell’alloggio, se fuori sede, mentre lo Stato trasferisce miliardi di euro al MPS che finiscono in parte per pagare studi, viaggi, alloggio e vitto agli studenti "migranti".

 

Altro esempio di carità pelosa sono i soldi (pubblici, per quanto sopra detto) sprecati in inconcludenti incontri, tavole rotonde, corsi d’integrazione e similari, ovviamente dedicati al fenomeno dell’immigrazione e ai "nuovi italiani", in collaborazione con "Caritas", "Migrantes" e "Fondazioni4Africa" di cui beneficiano "CASTO" (Coordinamento delle Associazioni di Senegalesi della Toscana), "ASP" (Associazione Senegalesi di Poggibonsi) e "FASET" (Federazione delle Associazioni di Senegalesi della Toscana), solo per fare alcuni esempi.

 

In sostanza il MPS, come gli altri maggiori gruppi bancari, Intesa-San Paolo e Unicredit-Capitalia in testa, vogliono l’immigrazione, quindi la sostengono e la favoriscono sponsorizzando qualsiasi evento, fondazione e/o associazione in merito, non solo per fare un piacere a Caritas e varie, quindi allo Stato Vaticano e alla sua banca, lo IOR, ma forse anche perché sperano un domani, con una certa dose di ipocrisia e congiuntamente ai loro compari della grande industria, di poter usufruire di manodopera, anche qualificata, a basso costo.

 

A questo punto non si capisce perché, visti i risultati fallimentari delle operazioni del MPS, insistere nel considerare indiscriminatamente gli immigrati come "risorsa", quando finora si sono alquanto rivelati un costo che grava pesantemente sulle tasche degli italiani, suscettibili inoltre di distorcere il mercato del lavoro con una generale contrazione di salari e stipendi e del loro potere d’acquisto reale, anziché applicare criteri realmente meritocratici.

 

Del resto auspicano l’immigrazione anche e proprio quei centri sociali, no-global e vari che, rivendicano occupazione e aumenti salariali, sbraitano contro le banche e i poteri forti, ma alla fine ne perseguono i medesimi obiettivi, inconsapevolmente o no, risultandone di fatto loro alleati.

 

"La tua amica banca" si legge in qualche pubblicità; in altre parole, dateci i soldi che ve li sistemiamo noi!

 

 

07/02/2013


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