NOTIZIE 2013

 

Crisi corena: l’Iran disponibile alla mediazione

 

di Giacomo Dolzani

 

Di fronte all'incessante aggravarsi della crisi in Corea del Nord che sta coinvolgendo i paesi circostanti come Cina, Corea del Sud e Giappone e, a poco a poco, anche gran parte delle potenze dell'Alleanza Atlantica, prima tra tutte gli Stati Uniti, il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha offerto la sua disponibilità come mediatore tra i due schieramenti al fine di garantire la pace e scongiurare un conflitto che potrebbe essere disastroso.

 

Prima con Kim Jong-il, Supremo Leader della Repubblica nordcoreana dal luglio del 1994 sino al giorno della sua morte, avvenuta il 17 dicembre 2011, e in seguito con Kim Jong-un, suo terzogenito, il paese ha intrapreso con successo un cammino di sviluppo che l'ha portato ad entrare nel ristretto gruppo di paesi che dispongono dell'arma atomica, fatto che ha messo in allarme non solo le nazioni vicine ma anche gli Usa, che in pratica assolvono da sempre il ruolo di protettori nei confronti principalmente della Corea del Sud, usandola spesso come loro avamposto e base d'appoggio alle porte della Cina.

 

La situazione si è particolarmente aggravata dopo i due test nucleari eseguiti da Pyongyang, a dispetto di tutti gli inviti e le minacce della comunità internazionale a desistere dai suoi intenti.

 

È però in seguito alla morte di Kim Jong-il e l'ascesa al potere del figlio che si è verificata l'escalation di tensione tra Nordcorea e blocco atlantista, il governo di Kim Jong-un ha infatti eseguito lanci in orbita di satelliti militari, ha testato oltre alle armi nucleari anche missili intercontinentali in grado di colpire le Hawaii e, inoltre, ha revocato l'armistizio con Seul, in vigore dal '53, smantellando di fatto le linee di collegamento con lo stato vicino.

 

Vista la situazione Washington, cogliendo la palla al balzo, ha portato negli aeroporti sudcoreani caccia Stealth armati di testata nuclaere, le stesse armi atomiche che, a loro modo di vedere, non dovrebbe essere concesso di possedere né a Pyongyang né tantomeno a Teheran che, nonostante siano stati causa di un numero di conflitti infinitamente minore o addirittura nullo rispetto a quelli che hanno visto protagonisti gli Usa, sono considerati una minaccia internazionale.

 

Il presidente iraniano, il cui ultimo mandato a giugno giungerà al termine, è quindi sceso in campo per evitare che si giunga ad uno scontro armato, le sue dichiarazioni all'agenzia di stampa "Fars" sono infatti un invito al dialogo: "Vi chiedo come amico di affrontare i problemi con saggezza e attraverso i colloqui e i negoziati, come in passato", questa ed altre esortazioni sono state rivolte ad entrambe le parti da Ahmadinejad che si è inoltre dichiarato a completa disposizione di tutti, per garantire la buona riuscita delle trattative, non dimenticando infine di rivolgere la propria accusa a quelle potenze occidentali "nemiche degli stati dell'Asia orientale", le cui azioni sono parte di quello che lui chiama un "complotto volto unicamente a scatenare una guerra devastante".

 

27/04/2013


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