NOTIZIE 2013

 

Dubbi sulla  morte dell’attentatore della maratona di Boston

 

di Giacomo Dolzani

 

La morte per mano dell'Fbi di Ibragim Todashev, il giovane ceceno conoscente di Tamerlan Tsarnaev, l'autore dell'attentato alla maratona di Boston dello scorso 15 aprile, è passata quasi inosservata dai media occidentali.

 

In Cecenia invece, patria della vittima, la notizia ha avuto una eco non indifferente e i familiari del ragazzo non vogliono credere alla versione fornita dalle autorità americane, secondo le quali lo scontro a fuoco in cui Todashev ha perso la vita si sarebbe generato dopo la reazione violenta di quest'ultimo alla visita degli agenti federali nella sua abitazione in Florida.

 

Abdul Baki Todashev, padre della vittima e funzionario del comune di Grozny, capitale della Cecenia, in un'intervista rilasciata al quotidiano online Moscow Times accusa infatti l'Fbi di aver ucciso volontariamente suo figlio, dopo averlo ripetutamente sottoposto a torture che ne hanno infine causato il decesso.

 

Le sue parole sono infatti molto dure e cariche di dolore: “Penso che le autorità abbiano torturato mio figlio, e che abbia avuto una morte dolorosa”, annunciando inoltre di voler mollare tutto e volare al più presto negli Stati Uniti “per scoprire la verità”.

 

L'amicizia di suo figlio con Tamerlan Tsarnaev non per forza doveva significare che fossero complici, il padre del ragazzo spiega infatti che è nelle tradizioni della gente appartenente al suo popolo essere vicini e solidali in quanto “il potere dei ceceni è nella loro unione e nell'interesse che mantengono per quello che accade nella loro terra d'origine” ed aggiunge: “Questo gli unisce, ed è questa la ragione per cui mio figlio è entrato in contatto con Tsarnaev”.

 

Far luce sull'omicidio di proprio figlio, che se non fosse morto pochi giorni dopo avrebbe dovuto tornare a Grozny, sarà un'impresa che sicuramente si rivelerà a dir poco ardua, data la prevedibile limitata disponibilità delle autorità americane a far luce su una vicenda che potrebbe costituire per loro una fonte di grande imbarazzo.

 

26/05/2013


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